LA MANO FIORITA DI MAMMA INES: ORIGINARIA DI NORAGUGUME E HA SCOPERTO A 65 ANNI L’AMORE PER LA PITTURA

ph: Ines Manca

di Marcello Atzeni

Fin da  quando era bambina e  passeggiava nelle campagne di Noragugume, sapeva di avere una mano che evadeva dall’ordinario. La usava per scrivere poco e  disegnare tanto.  Con ogni tocco di pennello, seminava sui fogli una varietà di fiori  che avrebbero arricchito qualsiasi giardino virtuale. Ogni volta che provava a disegnare qualcosa di diverso, la mano quasi s’imbizzarriva. Era nata agile come uno stelo, delicata come un petalo, variopinta come un caleidoscopio. Ines Manca non aveva il pollice verde di sua nonna,  ma cinque dita con le quali faceva sbocciare   qualsiasi superficie . Poi, i casi della vita .Ci sono variabili che a volte finiscono per diventare  costanti e poi tornano variabili. Quei casi  portano la giovane Ines a Oristano prima, e a Cagliari poi. Lavoro, famiglia e ancora lavoro. La tavolozza viene coperta dalla polvere della routine quotidiana. Gli anni passano, veloci come fulmini, i figli crescono  forti come lecci di Sardegna. Così, Ines da Noragugume, neanche si accorge del suo ultimo giorno di lavoro. Ora deve cambiare abitudini. Lascia nel suo “guardaroba” solo la musica classica del babbo che fin dai primi giorni l’accompagna nel suo cammino. Inizia a leggere, letture impegnate ma non impegnative per una mente aperta come l’oceano. Frequenta i  cinema. Ma soprattutto ci sono i  figli, i fratelli, gli amici, il mare di Capitana e  i monti sparsi nell’ex insula malarica. E’ una vita nova, piena di soddisfazioni, risate tante e qualche spina. Che si leva con impeto nugorese.

Ma poi, vedi il caso che caso non è, passeggiando nella ormai  sua Cagliari, incontra un’amica d’infanzia. Che le ricorda dei suoi, dei loro trascorsi. E tra i tanti aneddoti, una frase ( disegni ancora ?) che le fa disseppellire la tavolozza.

Non ci pensa due volte. Anzi, neanche mezza. Si iscrive a un corso di pittura. Le vogliono insegnare le prospettive, l’arte del ritratto o il ritratto del nulla ?  La pazienza termina una sera di settembre (impressioni o espressioni?).

Manda tutto a Faust, ad iniziare dal professore e sale in macchina. La mano tarpata da lezioni pesanti riprende a volare di fiore in fiore. Non c’è storia :sono cinque dita di coerenza, verso la natura e non verso le cose che lei reputa astratte. I primi quadri che poi sono anche gli ultimi. Non ha più voglia di render floreali dei pezzi di carta o di lamiera, di muro o di plastica. Compra una maglietta e sopra disegna una strelizia. Ne compra un’altra dove decide di mandarci  a vivere due girasoli e una margherita. E’ un diluvio di maglie bianche, rosse e nere. Ines da Noragugume, che ha ancora la primavera addosso, di colpo si ritrova “ braccata” da  mail, sms,  e telefonate da parte di signore che le chiedono di disegnare qualcosa per loro.

Accetta,ma accetta alla Van Gogh (toh! I girasoli…). La mano da pittrice-botanica si muove solo quando ne ha voglia. Non lavora se non è ispirata. Cosa la mette in moto ? L’amore per i figli, i fratelli, i nipoti e gli amici.

E magari i pensieri da ragazzina che ancora colorano le sue vie.

 E le vie della signora sono fiorite.

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