I MURALES SARDI SARANNO CATALOGATI COME OPERE D’ARTE ED INSERITI NEL SISTEMA INFORMATICO REGIONALE


I murales di Orgosolo fanno parte a pieno titolo del patrimonio culturale della Sardegna e come tali devono essere catalogati e immessi in un sistema informatico che ne garantisca la massima conoscenza. Non solo quelli di Orgosolo, in realtà, perché nel “Sistema informativo regionale del patrimonio culturale” in via di realizzazione trovano spazio anche le pitture murali di San Sperate, Irgoli e di numerosi altri centri della Sardegna. Ma il paese barbaricino occupa un posto particolare riguardo a questa forma di arte popolare, e soprattutto è stato uno dei pochi Comuni dell’isola a rispondere all’invito della Regione a partecipare attivamente alla catalogazione, mentre altre amministrazioni non avrebbero considerato l’importanza del progetto. Nei giorni scorsi funzionari dell’assessorato ai Beni Culturali hanno effettuato un primo sopralluogo sul campo assieme al sindaco Dionigi Deledda. Ma cos’è il progetto del Sistema informativo regionale del patrimonio culturale? Se ne parla dagli anni ’90, ricorda l’assessore Claudia Firino, ma è da meno di dieci anni che l’idea di catalogare le bellezze artistiche dell’isola ha ripreso vigore, grazie all’aiuto di fondi europei. Nel 2013, dopo lungaggini burocratiche e ricorsi al Tar, l’appalto è stato affidato a un’associazione temporanea di imprese guidata dalla Mida Informatica di Bergamo, una società nata nel 2000 attiva a livello internazionale sul fronte della valorizzazione dei beni culturali legata in particolare alle tecnologie multimediali. Per un importo di due milioni 695mila euro (al netto di Iva e oneri previdenziali), Mida dovrà occuparsi dell’ottimizzazione delle oltre 13.000 schede che già costituiscono i il catalogo regionale e dare vita a una nuova campagna di catalogazione sull’intero territorio regionale con la realizzazione di 15.400 nuove schede.

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