LA MOSTRA MULTIMEDIALE "SARDINIA ON AIR" AL "LOGUDORO" DI PAVIA: L'INIZIATIVA DEI GIOVANI SARDI DEI CIRCOLI DELLA CIRCOSCRIZIONE LOMBARDIA

un Giacomo Ganzu incontenibile nella serata al "Logudoro" di Pavia

di Patrizia Sorrentino

C’è stato un momento in cui Sabato sera mi sono guardata intorno e mi sembrava di essere la protagonista di un film: era come se tutto andasse a rallentatore, i suoni e i rumori si facevano lontani, e anche la luce sembrava cambiare, era come se tendesse ad illuminare solo i visi delle persone. I ragazzi, tra il servire un aperitivo e un altro, scherzavano tra di loro, la gente ballava e cantava seguendo i musicisti, altri gustavano la cena chiacchierando col vicino, e tanti altri nella sala in cui abbiamo allestito la nostra mostra multimediale osservavano attentamente i video che scorrevano sui monitor dei pc. Era tutto così terribilmente perfetto. Nessun intoppo, tutto stava filando liscio. Ero talmente incredula e contenta che, lo ammetto, in quell’istante mi sono commossa, e i miei ragazzi, vedendomi piangere, mi guardavano spaesati, domandandomi col solo sguardo, cosa stesse accadendo. E io, non sapevo cosa rispondere, sapevo solo che tutto quello mi emozionava ma non sapevo spiegare perché. Tutt’ora non so spiegarmelo. So solo che organizzare la mostra con annessa serata ricreativa non è stato facile: tempi da rispettare, persone a cui rendere conto, pregiudizi vari e ostilità nei confronti del nostro gruppo giovani,  budget limitato, il mettere d’accordo circa venti teste, per non contare poi telefonate, mail, sopralluoghi vari.. insomma un’ansia pazzesca. Ma in quel momento famoso di Sabato sera tutto è sparito e si, lo dico, ne è valsa la pena. I ragazzi sono stati sorprendenti: puntuali, precisi, collaborativi, in una parola FENOMENALI! Sia i “veterani” che le “nuove leve”. In quel momento avrei voluto abbracciarli uno per uno. Perché in effetti esser il coordinatore di un gruppo, il cosiddetto”capo”, ammetto che sia appagante. Tutti fanno riferimento a te, anche solo per cambiare una virgola o mettere uno spillo, e questo mi riempie di orgoglio. Ma è vero anche che un coordinatore esiste solo se ha qualcuno da coordinare, e io, se non ci fossero loro, non avrei ragione di esistere nell’ambito FASI. Ci ho messo la faccia, ma grazie ai miei ragazzi non l’ho persa, e ho dovuto spesso  sbattere contro muri di gomma, contro persone ostili e convinte che i giovani FASI siano solo “un po’ di manodopera non pensante, utile per quando c’è da lavorare per le manifestazioni dei Circoli”. E invece no. Ci siamo, siamo svegli, propositivi, capaci e in grado di organizzare una mostra multimediale, ma anche di far quadrare i conti, preparare dei malloreddus e fare i p.r. per riuscire a riempire la sala di gente.  E tanti l’hanno capito, perché hanno visto con i propri occhi che serata meravigliosa abbiamo messo in piedi. Tanti altri ancora no, ma sono fiduciosa, gli faremo cambiare idea, perché se c’è una cosa che abbiamo ereditato dalla Sardegna è proprio la testardaggine. 

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