IN UN LIBRO LA STORIA DEI SARDI A MELBOURNE: INCONTRO IN SARDEGNA TRA DIVERSE GENERAZIONI DI EMIGRATI CHE VIVONO IN AUSTRALIA

Paul Lostia è il Presidente del circolo dei sardi di Melbourne
Paul Lostia è il Presidente del circolo dei sardi di Melbourne

ricerca redazionale

La presentazione della ricerca sui sardi nello stato australiano Victoria, condotta dal circolo sardo di Melbourne con il sostegno “Italian-Australian Institute”, che è diventato un libro, è stata l’occasione per riflettere sul fenomeno migratorio che ha investito la Sardegna a metà del secolo scorso e che non accenna ad arrestarsi. Nella Facoltà di Lingua e Letterature straniere dell’università di Cagliari si sono trovati studiosi, esperti e alcuni giovani sardi di terza generazione arrivati dall’Australia per partecipare al Meeting dei giovani a Chia. Sonia Pistis, presidente del Cedise, l’associazione che favorisce gli scambi tra i sardi nel mondo e la Sardegna, ha soffermato l’attenzione sulla cosiddetta “nuova emigrazione” citando alcune esperienze in positivo e negativo fatte da giovani laureate sarde: una architetto dopo un periodo positivo trascorso in Spagna, costretta a rientrare dopo la crisi economica, è approdata in Australia dove ha avuto un impatto negativo; un’ altra dopo aver fatto esperienza negli Usa e in Australia nel settore alberghiero è rientrata e lavora in un prestigioso albergo della Costa Smeralda. Gianni De Candia, presidente della Cooperativa “Messaggero Sardo” ha rilevato che la formula “nuova emigrazione” è un luogo comune per rimuovere una realtà diversa: il flusso migratorio dalla Sardegna non si è mai fermato. Seppure con dimensioni diverse rispetto a quelle degli anni 50-60-70, i sardi, e non solo i cosiddetti “cervelli”, hanno continuato ad andar via. La formula “nuova emigrazione” piace alla classe politica che si alleggerisce la coscienza per non aver attuato in tutti questi anni una politica che avesse attenzione al fenomeno migratorio. Il prof. Mauro Pala ha fatto gli onori di casa e si è soffermato sulle esperienze che i giovani laureati sardi possono acquisire attraverso le borse di studio e gli scambi promossi dall’ Università. Anna Maria Aloi, responsabile delle relazioni esterne dell’Università ha ricordato che i giovani italiani sono cittadini europei, alla pari con gli altri. Per essere protagonisti – ha aggiunto – bisogna dare loro strumenti per essere competitivi. Pietro Schirru, rappresentante dei circoli sardi in Australia nella Consulta dell’emigrazione, ha spiegato che l’esperienza negativa della giovane architetto poteva essere evitata informandosi prima di partire. In Australia ci sono regole chiare e precise e vengono fatte rispettare. Se uno arriva con un visto turistico per tre mesi, scaduto il termine deve andare via. L’Australia ha un piano per accogliere 300 mila persone ogni anno. C’è un elenco dettagliato delle professionalità che richiedono, non solo tecnici e laureati ma anche parrucchiere e infermieri. I circoli sardi sono a disposizione per dare informazioni e offrire supporto. Paolo Lostia, presidente del circolo di Melbourne, prima di soffermarsi sulla ricerca e sulla stesura del libro, ha reso omaggio alla memoria del padre Bruno emigrato in Australia nel 1960 e morto nel 2005. “Sono nato a Padova – ha detto – ma sono vissuto a Cagliari e mi sento sardo”. Il progetto di fare una ricerca sulla comunità nel Victoria – ha spiegato – è nata nel circolo. Abbiamo cominciato con una borsa di studio, abbiamo interessato le autorità australiane che ci hanno incoraggiato, poi abbiamo proposto il progetto all’ “Italian- Australian Institute” e Rino Grollo, uno dei più ricchi imprenditori di origine italiana ci ha dato il suo sostegno. Lostia ha poi ricordato le tappe della ricerca che ha preso lo spunto da quella fatta dalla Regione negli anni ’90. Sono state intervistate 60 persone. Il progetto è stato curato da Saverio Minatolo, sposato con Cristina Marras, giornalista originaria di Cagliari. Il materiale raccolto è stato poi consegnato allo scrittore Pino Bosi che lo ha trasformato in una sorta di racconto. Il libro, scritto in inglese, ha una introduzione di Aldo Aledda, ex direttore del Fondo sociale e studioso dei fenomeni migratori. In appendice le interviste sono pubblicate in italiano. C’è anche una storia del circolo. “La storia dell’emigrazione sarda – ha detto Lostia – è una bella storia. I sardi in Australia sono ben inseriti, integrati ma orgogliosi di essere sardi”. Aldo Aledda ha ricordato che la prima volta che la Regione sarda mise piede in Australia fu nel 1984 alla Conferenza delle Regioni Italiane. Ha poi parlato di quella che resta l’unica indagine conoscitiva fatta sull’emigrazione sarda. Aledda, che si occupò di Stati Uniti e Australia, ha ricordato le difficoltà per superare il muro della diffidenza prima di ottenere la fiducia e le confidenze dei nostri emigrati. 

2 risposte a “IN UN LIBRO LA STORIA DEI SARDI A MELBOURNE: INCONTRO IN SARDEGNA TRA DIVERSE GENERAZIONI DI EMIGRATI CHE VIVONO IN AUSTRALIA”

  1. Grazie per il servzio, vi avviseremo appena il libro verrà publicato che sarà verso fine anno / primi del prossimo.

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