TOTTUS IN PARI, 314: RILANCIO POSSIBILE (la crisi del "made in Sardegna", ovvero i mille volti della protesta dei pastori)

Tottus in Pari, numero 314 - novembre 2010
Tottus in Pari, numero 314 - novembre 2010

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3 risposte a “TOTTUS IN PARI, 314: RILANCIO POSSIBILE (la crisi del "made in Sardegna", ovvero i mille volti della protesta dei pastori)”

  1. Io abito a Cagliari e ho una vaga idea, solo racconti di chi vive in continente e si passa qui le ferie. Argomento circoli: se esistono ancora sono uno spreco. Io penso che non è più come una volta ,quando chi partiva non si sapeva bene quando sarebbe tornato perchè c’era il lavoro e la mobilità era molto limitata. Ora conosco persone che da qui vanno a Roma e Milano in giornata. Tutto si può fare! Siamo nel 2010.
    Che si fà ai circoli? Si balla? Si mangia e si paga? E i soldi a chi vanno? Al circolo degli emigrati? E allora perchè la Sardegna deve dargli altri soldi? La cultura: ecco questo è il mio argomento preferito. Sono consapevole di essere tra quel milione e mezzo di persone che gode di un privilegio. Vivo nella terra più bella del mondo. E nel mio DNA ci sono elementi nuragici per questo penso di essere sensibile a ciò che è SARDO ma SARDO vero. La mia lingua ad esempio ,e la mia storia. La musica delle launeddas mi ha accompagnato dall’infanzia e niente mi è mai parso più bello.

  2. Ho frequentato i circoli per anni e sono arrivato alla conclusione che non dovrebbero esistere. Purtroppo la considerazione alla quale sono arrivato è che non solo non rappresentano la Sardegna ma addirittura la denigrano offendendone il patrimonio culturale TUTTO. Magari facessero balli, canti convegni, conferenze; magari facessero cultura. L’unica cosa che sanno fare bene è l’eno- grastonomia: la Sardegna merita molto ma molto di più
    Quanto mi piacerebbe respireare quella straordinaria atmosmera di libero scambio culturale che caratterizza la nostra regione, quanto non vorrei assistere a squallidi giochi di potere pseudo politico, quanto vorrei vedere innalzare il livello culturale dei presidenti e infine che fossero lasciati gli spazi alle bellezze sarde.
    adiosu

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