LA PRESENTAZIONE DEL CONGRESSO F.A.S.I. “CONTINENTE / SARDEGNA” CHE SI SVOLGERA’ DAL 28 AL 30 OTTOBRE A QUARTU SANT’ELENA

immagine della conferenza stampa di presentazione in Regione Sardegna

La rete degli emigrati sardi patrimonio dell’Isola. Solidarietà, cultura, progettualità: risorse per un nuovo sviluppo”: è questo il tema ispiratore del Sesto Congresso della FASI, la Federazione delle Associazioni Sarde in Italia, che si apre venerdì 28 ottobre, alle ore 17, a Quartu Sant’Elena, presso il Centro Congressi dell’Hotel Setar, in Via Lipari 1/3 – Località S’Oru e Mari. 

Le tre giornate intense di dibattito e incontro previste, il 28/29 e 30 ottobre, vedranno la partecipazione di circa 350 delegati, in rappresentanza dei 70 circoli, presenti in tutto il territorio della Penisola, a cui aderiscono 28.000 sardi, riferimento dei circa 500.000 da tempo “trapiantati in continente”. Ci saranno anche i Presidenti delle Federazioni della Svizzera, Francia, Belgio, Germania, Olanda e dell’Argentina e il rappresentante dei circoli sardi dell’Australia. Ci saranno inoltre i componenti della Consulta Regionale dell’Emigrazione.

Il Congresso, il secondo che si celebra in Sardegna, dopo quello di Olbia del ’98, si propone come “punto di svolta”, con l’obiettivo programmatico di individuare le strategie per un rinnovamento costruttivo dei rapporti con la Regione, che negli anni settanta ha voluto una legge a sostegno degli emigrati sardi, la prima in Italia, aggiornata con la L.R. n. 7/1991. I Circoli Sardi in Italia si sono costituiti in Federazione nel 1973, acquisendo, successivamente, la denominazione FASI nel 1994. Ciò ha favorito l’attuazione, nell’arco di questi 25 anni, di una quantità straordinaria di iniziative, le più diverse, che hanno contribuito alla promozione della Sardegna, attraverso la cultura, la storia, le tradizioni, l’enogastronomia, fino alla musica, la letteratura, l’arte, il cinema, rese possibili, tuttavia, grazie all’impegno generoso e volontaristico di decine di migliaia di sardi “sul continente”. Senza la partecipazione volontaria e solidale di tanti sardi, che continuano a “vivere” la propria isola oltre i suoi confini, la “voce” della Sardegna nel mondo si sarebbe affievolita e spenta da tempo.

I circoli dei sardi svolgono, oggi, più che mai, una funzione insostituibile di raccordo fra l’Isola, il cosiddetto Continente e il resto del mondo. 

“Noi esistiamo – ha detto Serafina Mascia, Presidente Nazionale FASI, la prima donna a ricoprire questo incarico- come rete di circoli e di persone, presenti in innumerevoli istanze civili, sociali, economiche e culturali, riconosciuti nei territori di riferimento, che ci appoggiano e sostengono anche in battaglie complesse e vitali come quella per la continuità territoriale, o per emergenze, come la tragica alluvione, che ha colpito la nostra isola nel novembre 2013: con le nostre forze abbiamo raccolto 225.000 euri, consegnati direttamente ai sindaci delle comunità colpite, per interventi mirati e immediatamente cantierabili. Un esempio tangibile dello spirito di solidarietà che ci contraddistingue. Vogliamo e possiamo dare un contributo concreto, per una nuova stagione di sviluppo, che veda la nostra Isola protagonista, con la propria forte e insostituibile identità, fra le Regioni del mondo”. I 13 sindaci saranno presenti al Congresso FASI.

Dal 2013 a oggi i circoli sardi in Italia, hanno organizzato ben 1.235 eventi, da un capo all’altro della Penisola, con iniziative autonome e/o raccordate con la FASI, movimentando decine di migliaia di persone, favorendo la circolazione e la conoscenza delle nostre eccellenze, non solo prodotti agroalimentari, ma scrittori, attori, filmakers, musicisti e quant’altro, che con le proprie forze avrebbero avuto grandi difficoltà a farsi conoscere fuori dall’isola. 

Come pure la FASI, nonostante le difficoltà, ha programmato e attuato progetti di ampio respiro come ilProgetto Giovani” il Progetto Donne, la Mostra “Ascoltare la pietra” del compianto Pinuccio Sciola, o il “Progetto Visioni Sarde”, dedicato al cinema prodotto in Sardegna e il Progetto “Sarda Tellus”. E ancora, la partecipazione attiva e propositiva alle celebrazioni per il Centenario della Grande Guerra, in onore degli eroici caduti della Brigata Sassari, in collaborazione con le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia che hanno portato a Trieste centinaia di sardi e favorito l’incontro sui temi del dibattito autonomistico fra la Regione Sardegna e la Regione Friuli Venezia Giulia. Al Congresso ci saranno emigrati sardi di prima, seconda generazione, terza generazione e di nuova emigrazione, quella che negli ultimi anni ha visto la ripresa della “fuga” dalla Sardegna di giovani, spesso altamente qualificati, che non trovano occupazione nell’isola e cercano altrove una collocazione, lasciando, nella stragrande maggioranza dei casi, definitivamente la loro “terra madre”. Un tipo di emigrazione certo diversa da quella del secolo scorso, di pastori e lavoratori senza qualifica, confluiti nelle fabbriche del Nord Italia e/o nei bacini minerari di mezza Europa, ma per certi versi ancor più drammatica, perché priva l’isola delle energie migliori per un futuro “possibile”.

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