TAPPA FINALE A ROSARIO PER IL "TOUR DELLA PACE", IL PROGETTO VOLUTO DAI CIRCOLI SARDI DELL'ARGENTINA CON IL PREMIO NOBEL ADOLFO PEREZ ESQUIVEL


di Marcello Garbati

E’ proprio curiosa l’amicizia ormai consolidata tra i circoli sardi dell’Argentina e il Premio Nobel per la Pace 1980, Adolfo Pérez Esquivel. Da questa amicizia, diventata un inseparabile e promettente sodalizio, era nato qualche anno fa il progetto itinerante di pace ed integrazione socio-culturale denominato “Progetto Acquarium”, sostenuto dall’Assessorato al Lavoro della Regione Sardegna e da importanti istituzioni argentine. La Federazione dei Circoli Sardi in Argentina aveva inizialmente lanciato l’evento come “Concierto por la Paz” nel 2006 a San Isidro, nell’area metropolitana di Buenos Aires, per poi formalizzarlo in “Progetto Acquarium” appunto col sostegno della Regione e del Senato argentino. La prima edizione del progetto, nel 2008, era stata presentata tra il Senato della capitale federale e la provincia più nordorientale dell’Argentina, Misiones, con manifestazioni a Posadas e Iguazù. Successivamente, grazie all’iniziativa dei rispettivi circoli sardi, il “Tour por la Paz” aveva fatto tappa a La Plata nel 2010, a Mar del Plata nel 2011 e a Tucumán nel 2012, portando ovunque, col canto, la danza ed altre iniziative pubbliche, il suo messaggio di multiculturalità, rispetto dei diritti umani e dell’ambiente, contro la devastazione delle culture originarie e la globalizzazione delle diversità culturali che sono patrimonio dell’umanità. Il progetto si è felicemente concluso a Rosario, sotto l’organizzazione del locale circolo sardo e l’auspicio della Secretarìa de Cultura della municipalità. Nella prima serata si è presentata nel Centre Catalá una tavola rotonda sulla convivenza e l’integrazione tra i popoli, alla quale hanno partecipato rappresentanti dei Mapuche e di alcune delle tante collettività di immigrati che oggi formano il popolo argentino: il sardo Sebastiano Mureddu, una giapponese, un’iraniana, una docente di origine piemontese studiosa di immigrazione italiana. Presente alla tavola rotonda, ovviamente, Adolfo Pérez Esquivel, il quale ha poi chiosato l’incontro con una sua breve conferenza. La serata si è quindi animata con un video particolarmente suggestivo, i balli sardi ed argentini e le canzoni proposte da Odino Faccia. Il giorno dopo c’è stato un momento di particolare commozione quando, come di consueto in ciascuna delle tappe del tour, si è piantato davanti alla sede del Consiglio comunale di Rosario, un Ginkgo Biloba, “albero della pace”. L’azione è stata condotta dallo stesso Pérez Esquivel con i rappresentanti di tutti i circoli sardi presenti. L’incontro è stato anche l’occasione per una riunione della Federazione dei Circoli Sardi in Argentina e per una “cena anniversario” nella quale tutti gli ospiti presenti hanno festeggiato i 20 anni di attività del circolo di Rosario. L’abbraccio affettuoso alla sua giovane presidente, Joana Tévez, è stato dato in particolare dalla presidente della Federazione, Margarita Tavera, assieme al consultore per l’Argentina, Vittorio Vargiu, e agli altri presidenti o rappresentanti dei circoli tra i quali: Cesare Meridda, Loredana Manca, Sara Paz, Anna Ruiu, Rodolfo Bravo Masala, Giovanna Porcu. Commossi anche gli ex presidenti del circolo di Rosario, Sebastiano Mureddu ed Eva Baccoli, nonché i diversi suoi fondatori presenti. Il progetto ha voluto rappresentare in questi anni un grande abbraccio tra i circoli sardi dell’Argentina, microcosmo delle tante discendenze che si sono incontrate nel corso di un secolo e mezzo e hanno contribuito a popolare uno dei Paesi di maggiore immigrazione mondiale, e le popolazioni autoctone, oggi estremamente ridotte numericamente ma finalmente riconosciute e per certi versi tutelate dalle autorità politiche. Padrino di questa manifestazione “itinerante” non poteva che essere Adolfo Pérez Esquivel, artista che per tanti anni, anche con grandi sofferenze e persecuzioni personali e familiari, ha posto il pacifismo e il rispetto dei diritti umani come pietre miliari della democrazia, meritando il Premio Nobel e una straordinaria ammirazione internazionale, con particolare orgoglio da parte del popolo argentino.

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