SE NON FOSSI UN RE (RIFLESSIONI ALL'INDOMANI DELL'ALLUVIONE CHE HA MESSO IN GINOCCHIO LA SARDEGNA)


di Bruna Murgia

È difficile parlare della sofferenza ferma negli occhi della nostra gente sotto la pioggia incessante e il fango che si porta via le loro vite.  Vite sottratte ad un padre, un figlio, una madre, vite che resteranno nei cuori di tutti noi che viviamo fuori della Terra, ma ne portiamo nei pensieri ogni piccolo suono e profumo con la consapevolezza e l’orgoglio di scorgere nel silenzio di ogni uomo la forza per andare avanti.

Affido all’allegoria di queste poche righe considerazioni che vanno oltre l’emozione dell’attimo e si fermano nella razionalità quotidiana.

 “Se non fossi un re ti alzeresti la mattina e ti incammineresti per quella strada che dalla città porta alla campagna. Avresti il tempo di soffermarti lungo le sponde dei fiumi e di inoltrarti nel bosco a cercare le radici della Terra.

“Se non fossi un re ti accorgeresti che la Terra non ha più radici, che a stento sostiene il peso dell’umana ragione, e di ciò proveresti orrore.  

“Se non fossi un re potresti applicare ciò che ti hanno insegnato per controllare la rabbia del creato che conserva in memoria la violenza subita.

“Se non fossi un re ammetteresti che nel tuo parlare quotidiano non c’è una briciola di verità perché sei un ciarlatano, vendi parole di cui a stento ricordi il reale significato.

“Se non fossi un re riusciresti ad ascoltare la voce dei tuoi sudditi e trovesresti sui loro volti il senso da cui ri-partire, per ri-costruire strade che poggiano sulle pietre, letti e argini fortificati, e ponti adeguati a permettere alla rabbia del fiume di passare.

“Se non fossi un re grideresti di dolore e di vergogna nel guardare l’orrore delle tue inazioni.

“Se non fossi un re riusciresti a pensare al mondo come ad un luogo di passaggio da lasciare a quelli che verranno.

“Se non fossi un re saresti capace di spogliarti dell’arrivismo che domina le tue azioni e ti rende incapace di scorgerti nell’altro…

Fuor di metafora, verrà il momento per individuare e suddividere le responsabilità che troveranno equo giudizio nell’umana giustizia, e al di là della retorica delle parole che sempre segue ad ogni avvenimento luttuoso che ci vede tutti coinvolti,  sarebbe davvero auspicabile che ognuno di noi riuscisse a far  coincidere interessi personali e generali che si concretizzino nell’arginare simili avvenimenti…costoro saranno veri re. 

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