SCOPRIAMO QUALI SONO E A COSA SERVONO I SOCIAL NETWORK: SU FACEBOOK 22 MILIONI DI ITALIANI. AL SITO "SARDINIA PEOPLE" SONO ISCRITTI IN 30MILA

di Alessandra Casta – Il Portico

Myspace, Facebook, Twitter e Sardinia People: termini che fino a qualche anno fa erano sconosciuti ai più e che oggi condizionano la vita di giovani e meno giovani. I Social Network, nell’ultimo decennio, si sono impadroniti delle esistenze di chiunque abbia a disposizione una connessione a internet e, per passatempo o per lavoro, decida di affidare il proprio profilo virtuale alla rete. Già dal 2004, Myspace, la prima community ad assumere dimensioni mondiali, ha mostrato come, attraverso lo schermo di un pc, sia facile farsi conoscere e si possa cercare di soddisfare il proprio desiderio di affermazione sociale. Il sito, con una spiccata impronta musicale, vista la sua sezione dedicata interamente agli artisti che offre la possibilità di pubblicare gratuitamente file audio, è stato la fortuna di molti cantanti e gruppi oggi famosi che, senza l’aiuto del social network, non sarebbero riusciti ad avere la giusta visibilità. Proprio mentre Myspace iniziava a vivere il suo momento d’oro, lo studente Mark Zuckerberg creava quello che, qualche anno dopo, sarebbe diventato il suo diretto concorrente: Facebook nasce nel 2004 come rete interna all’Università di Harvard, per poi estendersi agli iscritti alle scuole superiori di Boston e poi a tutti gli studenti con più di tredici anni. Otto anni dopo, Facebook, conta quasi un miliardo di iscritti, di cui ventidue milioni sono italiani. La sua semplice struttura lo rende di facile utilizzo non solo ai più giovani ma anche a chi, con qualche anno in più e senza grosse conoscenze tecnologiche, riesce a usare il sito e a ritrovare persone perse di vista da molto tempo. La vita per la comunità virtuale di Zuckerberg è stata, però, complicata dall’arrivo di un altro canale, una via di mezzo tra un blog e lo stesso Facebook, che dal nome spiega già tutto quanto ci sia da sapere su di esso: Twitter, letteralmente “cinguettare”, con i suoi messaggi di massimo 140 caratteri, è diventato lo strumento più utilizzato da chi, anche con un semplice sms, vuole far sapere al mondo intero, tramite twitter visibili da tutti, dove si trova e cosa sta facendo o pensando in quel momento. Diventato famoso per l’uso fatto da molte celebrità, oggi Twitter sta diventando un top anche tra la gente comune, sempre più affascinata da questa comunicazione breve e immediata. I Social Network, però, non hanno solo portata mondiale ma anche regionale. Lo sa bene Marco Camboni, studente cagliaritano che, nel 2008, sulla scia di altri giovani italiani, ha messo su una community virtuale isolana, che si presenta a chi la visita, con lo stemma dei quattro mori e che ha un nome inequivocabile, “Sardinia People”, ovvero “Gente di Sardegna”. Un sito che non ha niente da invidiare ai suoi simili più famosi e che oggi conta poco meno di trentamila iscritti, non solo residenti nell’isola ma anche emigrati che hanno trovato nella rete il modo per stare in contatto con le famiglie di origine o, anche in questo caso, per rintracciare parenti mai conosciuti o persi di vista molti anni fa.

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