AD OLBIA DAL 9 ALL'11 DICEMBRE, IL 1° CAMPIONATO NELL'ISOLA: "MARIGLIA", SEMI DI UNA PICCOLA GRANDE TRADIZIONE SARDA


di Mauro Orrù

L’idea di organizzare ad Olbia il Campionato Sardo di Mariglia nasce tra gli agenti della “Manzoni”, la concessionaria pubblicitaria della “Nuova Sardegna”. Il responsabile, Antonio Filigheddu, mi convoca in ufficio. “Ho un’idea da proporti”. Lui, la Mariglia la conosce bene e la gioca regolarmente, io invece che ho solo un paio di giocatori in famiglia ho visto giocare nelle feste e poco più. Cominciamo così, tassello dopo tassello a costruire l’evento. Telefonate incrociate, verifiche, informazioni, contatti e, giorno dopo giorno, le ipotesi si trasformano in realtà. La prima edizione del Campionato Sardo di Mariglia si disputerà a dicembre nel ponte dell’Immacolata! Proviamo a testare l’idea con gli amici: tutti entusiasti e ci incoraggiano ad andare avanti. Comincio a scoprire giocatori dappertutto! Circoli di Mariglia in ogni paese. Coppie di anziani ma anche di giovanissimi. Circoli in mezza Europa formati da emigrati che in valigia hanno messo un mazzo di carte sarde e tra un “trionfo” e un “frillo” si sentono a casa giocando a Mariglia. E scopro che il gioco ha origini spagnole (¡El Hombre!) ed è arrivato in Gallura passando per La Maddalena. Chiamo amici spagnoli, spiego loro le regole generali, faccio vedere il sito e qualcuno mi dice che a Puero de la Cruz (Tenerife, Canarie) giocano la “Zanga”. Approfondisco: si rassomiglia davvero. “LA ZANGA” Es la forma de jugar en Canarias”. Che combinazione, isole che giocano in una sorta di esclusiva un gioco di carte molto simile e che probabilmente sono figli lo stesso padre “¡El Hombre!”, appunto. Poi Antonio si mette alla ricerca di un parente di Nino Accardo, l’autore dell’unica pubblicazione sul gioco: “La Mariglia Sarda”; trova il figlio a Genova, dove vive con la famiglia. Dopo la sua sorpresa per l’inaspettata telefonata e un po’ di commozione ci parlo anche io. Mi racconta del padre, della sua passione e qualche aneddoto. Gli propongo di scrivere un articolo che ripercorra piccoli passi della sua infanzia. Mi manda il pezzo e una foto. Lo pubblico il giorno stesso. E ora è sul sito con la foto del padre Nino che sorride mentre gioca in famiglia. Ora tocca a Google e a Facebook fare il resto. Le rete proietterà quell’immagine, le carte, le storie, le regole, i nomi degli iscritti al Campionato e ogni cosa che pubblicheremo spargendo i semi di una piccola grande tradizione sarda. Il resto sarà la cronaca di quei giorni mentre il contro alla rovescia, mi ricorda che il momento si avvicina; se giochi a Mariglia non puoi mancare e… vinca il migliore. Buon Campionato a tutti.

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