"LA MARIGLIA SARDA": IL RICORDO DEL PADRE AUTORE DELL'UNICA PUBBLICAZIONE SUL GIOCO

Aldo Accardo con i genitori in una foto di qualche anno fa

di Aldo Accardo

Quando si cimentava come giocatore lo faceva a casa con alcuni suoi cari amici; tra i tanti ricordo Tore Marras e Bobo Pinna Parpaglia. Non sopportava le mosse sbagliate e si arrabbiava con loro, ma in quel momento gli amici si trasformavano in compagni di squadra o avversari; le partite venivano accompagnate da qualche buon bicchiere di vino sardo, che non mancava mai! Tornando al gioco e alla sua amata Tattari Mannu, ricordo il mitico Circolo del Bridge: praticamente la sua seconda casa, anzi forse la prima! Qui in compagnia di alcuni amici, (mi dispiace ma cito solo quelli che ricordo), Michele Garribba, Peppino Pisano, Gavino Caddia e Lollo Mazzanti. Amici di Mariglia con i quali Ninuccio trascorreva allegramente intere serate. Altri ritrovi di appassionati erano la libreria Dessi di largo Cavallotti dell’amico Piero Pulina e il bar Grandi adiacente alla libreria Dessì. In famiglia ricordo rigide lezioni di Mariglia; le mie sorelle, qualche amico ed io nel salotto di casa e lui, carte alla mano, pronto a spiegare e rispiegare . Era molto esigente e spesso lodava le doti di comprensione dei nostri amici…mai le nostre! Era il suo modo di volerci bene: esigere di più da noi. Forse anche per questo motivo, né mamma, né le mie sorelle, ne io siamo diventati, con suo rammarico, grandi giocatori di Mariglia. Ora vivendo lontano dalla mia amata Sardegna e dopo tanti anni, i ricordi sono sfumati, peccato! Lui non c’è più ma sono certo che gli sarebbe piaciuto molto insegnare il gioco ai miei figli. Probabilmente sarebbe stato esigente anche con i nipotini o forse, visti i risultati ottenuti con me, avrebbe provato, sforzandosi non poco, a cambiare registro. Nessuno lo può sapere ma verrà il giorno in cui, come una missione seguendo passo passo il suo libro, quando saranno grandi, sarò io ad insegnare la Mariglia a Gaia e a Thomas; sarà questo il modo migliore di sentirlo ancora vicino a tutti noi.

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