LOW COST, FINE DEL MONOPOLIO! LA REGIONE SARDEGNA DARA' SOLDI SOLO A CHI AVRA' UNA GESTIONE TRASPARENTE

672594767_8b653c67ef
ricerca redazionale

La Regione intende regolamentare i voli low-cost, limitandone il ruolo sulle rotte nazionali, lasciando campo aperto sulle tratte internazionali e ridando ossigeno ai «vecchi» charter che erano un po’ caduti in disuso. Sui low cost la partita è appena iniziata perché i cittadini devono sapere che l’aviolinea non paga per i servizi dell’aeroporto ma è il contrario. Con la legge approvata dal Consiglio regionale, la Regione salverà la Sogeaal, la società di gestione dell’aeroporto di Alghero che rischiava la bancarotta. Ma siccome la Sogeaal è pubblica, la decisione è stata quella di salvarla per poi mettere sul mercato le azioni: la Regione che oggi ha il 70% scenderà sino al 20%. E Alghero che tanti anni fa aveva conosciuto l’espansione turistica grazie ai charter ha sperimentato per prima il boom dei low cost che sono finanziati dai contribuenti (essendo una società pubblica). L’assessore ai Trasporti, Liliana Lorettu, spiega: «Il nostro non è un provvedimento solo per Fertilia ma per tutta la Sardegna dato che Alghero è una delle porte d’ingresso nell’isola». Adesso dopo gli «indirizzi» ormai chiari della Giunta sarà la commissione Trasporti a predisporre un progetto per integrare gli aeroporti sardi. Le recenti vicende che si sono sviluppate attorno alla Sogeaal hanno messo in discussione il ruolo svolto da Ryanair che ha avuto il merito di portare tanti turisti in più ma a caro prezzo. Vediamo un po’ di conti. Ryanair: alla compagnia irlandese bastava vendere un biglietto e mezzo su ogni volo per pagare i servizi di handling ad Alghero. La Sogeaal si è trovata a pagare a Ryanair 6 euro per passeggero con un minimo garantito pari al 70% dei posti per ogni volo. Così la società regina dei low cost in Italia ha trasportato milioni di passeggeri in quindici scali nazionali, tra cui Bergamo, Ciampino, Pisa, ricevendo un sussidio molto consistente. È stato calcolato che se si moltiplicasse per quindici il contributo ricevuto dall’aeroporto di Alghero, il vettore non riscuoterebbe meno di trenta milioni di euro l’anno. C’è un problema: i contratti sono segreti. Un motivo che ha mandato su tutte le furie i componenti delle commissioni che avevano esaminato la legge poi approvata. Il caso particolare è scoppiata sulla Sogaer, la società di gestione dell’aeroporto di Cagliari, che non ha voluto rivelare, per motivi di privacy, l’entità dei contratti stipulati. L’assessore Lorettu e il direttore generale dell’assessorato, Roberto Neroni, non ci stanno: «Chi vorrà ricevere i soldi deve darci la massima trasparenza», afferma Neroni. Un’altra scelta che la Regione intende effettuare è la specializzazione degli aeroporti: non ci potranno essere in futuro rotte che si sovrappongono. Forse anche per questo Ryanair ha già scelto di avere la sua base su Cagliari dove l’azienda che, tra l’altro effettua da Elmas un volo a basso costo per Parigi sempre molto affollato, risulta molto gradita dai consumatori. Tra l’altro Ryanair è abituata anche a gestire le situazioni tempestose sul piano politico: la Commissione Ue nel 2004 aveva condannato il vettore a restituire parte dei sussidi ricevuti dallo scalo pubblico di Charleroi, in Belgio, ma poi non è andata avanti per appurare se ci fossero stati anche aiuti di Stato. La Regione col passare degli anni è diventata un socio sempre più pesante all’interno della Sogeaal dovendo ripianare annualmente un debito che è cresciuto in modo esponenziale (un milione nel 2003, due milioni l’anno successivo, quasi tre nel 2003 e così via). La Regione ha riconosciuto che Ryanair ha svolto e continua a svolgere un ruolo importante, «ma non può più dettare le condizioni». Il passo successivo è l’ingresso di nuovi vettori aerei. Spiega Liliana Lorettu: «La Regione seguirà gli indirizzi dell’Ue e punterà a incrementare i voli low cost su Alghero e sugli altri scali con l’ingresso di nuovi vettori per far cessare i regimi monopolistici e aumentare l’offerta con nuove rotte».

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *