Tirrenia: prorogata la convenzione statale sino al 2011

di Ennio Neri

 

Il Governo proroga per tre anni la convenzione con la Tirrenia. Lo prevede il decreto anti-crisi varato dal Consiglio dei Ministri. In vista della futura privatizzazione, il Governo Berlusconi rinnova la convenzione per i trasporti marittimi da e per l’isola fino al 2011. Ogni anno la compagnia guidata dall’amministratore delegato Franco Pecorini percepirà un finanziamento di 65 milioni di euro. Un taglio rispetto ai 263 milioni annuali incamerati fin’ora. Ma il rischio adesso è che la riduzione dei fondi corrisponda ad un’ulteriore caduta nella qualità del servizio. E in più, c’è la beffa. Perché i finanziamenti vengono sottratti ai fondi FAS: a rischio risorse preziose per la Sardegna. Su tutte le furie, chiaramente, l’assessore regionale ai trasporti Sandro Broccia che dopo aver spedito una seconda lettera di protesta alla Commissione Europea, definisce il provvedimento "vergognoso e indecente". L’articolo 26 del decreto anticrisi è dedicato alla privatizzazione di Tirrenia. "E – si legge nell’atto – al fine di consentire l’attivazione delle procedure di privatizzazione della Società Tirrenia di Navigazione spa e delle società da questa controllate, e la stipula delle convenzioni è autorizzata la spesa di 65 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011". Anche se le risorse verranno stanziate solo "previa verifica da parte della Commissione Europea della compatibilità della convenzione". Per l’armatore di Moby Vincenzo Onorato è l’ennesima puntata della telenovela sulla rotta Civitavecchia – Cagliari. "In realtà è una non-privatizzazione – accusa il presidente di Mascalzone Latino – perché si concretizzerà con la cessione al privato del 51% della società mentre lo Stato rimarrà azionista al 49. E a queste condizioni nessun armatore sarà disponibile. I sindacati chiedono l’istituzione di un fondo privato per perpetuare il potere di Pecorini". "Prima il Governo manda a Bruxelles una lettera in cui si annunciava la proroga di un solo anno – accusa Broccia – poi firma un decreto legge che proroga di tre. Inoltre, si motiva la richiesta con l’esigenza di portare avanti il processo di privatizzazione già avviato, ma al momento non c’è nessun atto concreto in questa direzione. C’è anzi un aspetto sconcertante – aggiunge l’assessore ai trasporti – noi abbiamo subito detto di essere pronti a rilevare, come sollecita la stessa Ue, la società regionale di trasporti gestita dalla Tirrenia per i collegamenti con le isole minori, ma alla Commissione, è stato spiegato che il Governo non ha ricevuto alcuna offerta". Sarebbero 5 secondo l’assessore le richieste per la procedura d’infrazione per la violazione delle regole comunitarie sulla concorrenza. Infine, la stoccata al ministro dei trasporti Altero Matteoli. "E’ da un mese che non risponde al presidente Soru che gli ha chiesto un incontro. Difficile trovare aggettivi".  

 

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