RACCONTARE UNA PROFESSIONE, DA UN’ISTITUZIONE PER LA CITTA’ DI NUORO: I DADDI, TRE GENERAZIONI DI FARMACISTI

Francesco Daddi

di LUCIA BECCHERE

Famiglia importante quella di Francesco Daddi (classe 1940) stimato farmacista nuorese. Il nonno Francesco, esattore e industriale caseario, era fratello del Canonico Giovanni Daddi e del notaio Salvatore, i genitori Pietro e Raffaella Massidda rispettivamente medico e farmacista di Mamoiada per circa 30 anni. Nel 1968 la madre, vincitrice di concorso per la quinta sede a Nuoro, lascia il paese per trasferirsi in città dove apre la farmacia in piazza Veneto, estrema periferia che confinava con l’aperta campagna. È il 1982 quando il figlio Francesco vende la farmacia di Fonni di cui è titolare e subentra alla madre per circa 4 decenni. Alcuni anni fa sarà lui a cedere il timone al figlio Pietro.

Dottor Francesco, come è cambiata la farmacia? «La farmacia è un’azienda in continua evoluzione. È cambiata radicalmente, si è evoluta e informatizzata. Mia madre aveva una sola collaboratrice, oggi il titolare ne vanta sei. Prima non avevamo i prodotti di cui oggi disponiamo. Interagendo col medico prescrittore eravamo noi a preparare diversi farmaci nel nostro laboratorio galenico. Attualmente la tecnica, l’informatica e l’industria rendono le cose più facili».

Chi è il farmacista? «Il farmacista è un professionista sanitario che racchiude due anime: quella commerciale del burocrate contabile e quella umana, la più gratificante del nostro lavoro. Indubbiamente una figura importante nell’ambito della salute. Dispensa consigli su come assumere i farmaci e in determinate situazioni è risolutivo, certo nella patologia è il medico che interviene. Attualmente il servizio farmaceutico è uno dei più diffusi della sanità, viviamo un periodo di grosse difficoltà anche a causa di tante defezioni e il farmacista più che mai fa da supporto. Durante la pandemia abbiamo raggiunto a domicilio il malato impossibilitato, consegnando medicine e bombole d’ossigeno. Conseguita l’abilitazione anche per somministrare i vaccini, siamo in attesa che la regione ci autorizzi».

Una vocazione o una scelta obbligata? «Ho visto mia madre lavorare e questo mi attraeva. Ho fatto questo lavoro molto volentieri. Mio padre non aveva mai tempo per se stesso e mi aveva sempre sconsigliato di intraprendere la sua professione. Da bambino avevo capito che fare il medico non era per me».

Pietro, 53 anni è l’attuale titolare, rappresenta la terza generazione dei farmacisti Daddi-Massidda, ma poiché il figlio Francesco studia ingegneria a Torino, sarà un estraneo a raccogliere un bene che contempla affetti, esperienze, emozioni, ricordi e di tanti altri valori identitari di una grande famiglia.

Dottor Pietro, che effetto le fa? «Abbiamo lavorato e fatto investimenti per tre generazioni. Finirà una storia, però tutto dipende da come la si è costruita. Mia nonna e mio padre, con impegno e passione, hanno costruito una farmacia sicuramente importante la cui storia ha avuto inizio a Mamoiada e a Fonni facendo sì che la farmacia si distinguesse in un certo modo. Speriamo che un domani chiunque la dovesse acquisire, al di là del nome conservi la qualità del lavoro e l’impostazione moderna con cui si è operato tanto da salvaguardarne il prestigio al di là delle sue ricadute economiche».

Quale insegnamento di suo padre si porta dentro? «Questo suo essere visionario nell’attualizzare il lavoro con lo sguardo proteso in avanti e l’essere pronto al sacrificio nel darsi un po’ agli altri. L’ho visto più volte uscire di notte solo per consegnare un ciuccio ad una mamma in difficoltà e questo lui ha visto fare alla madre.

Ma soprattutto mi ha insegnato a comprendere anche le piccole esigenze della gente e proprio perché la mia timidezza non venisse equivocata, da subito ho cominciato a lavorare su di me per migliorarmi. Un sorriso e una parola di conforto fanno la differenza».

Quale consiglio ad un giovane che vuole intraprendere la sua professione? «Dico loro che la mia è una professione molto onerosa ma se si ama il proprio lavoro tutto viene naturale. Stare sempre vicino alla gente anche quando non ci viene chiesto, ogni piccolo gesto ha il suo peso».

per gentile concessione de https://www.ortobene.net/

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