LA STELLA DELL’ACCADEMIA DELLA SCALA DI MILANO E’ DEL SULCIS:IL VOLO DI CLARISSA CARBINI, 10 ANNI DA IGLESIAS

Clarissa Carbini (foto di Angelo Cucca)

di ELVIRA SERRA

Le sue specialità sono le capriole sul letto, la ruota in sala e i salti sul divano. Ma non è con queste abilità domestiche che ha conquistato il vertice nella graduatoria di ingresso all’Accademia Teatro alla Scala, 429 candidati e solo dodici ammessi al primo anno della Scuola di ballo più famosa d’Italia. Clarissa Carbini, nata il 21 febbraio di dieci anni fa con un mese di anticipo sulla tabella di marcia, 135 centimetri di altezza per ventitré chilogrammi, stamattina farà il salto (finora) più lungo della sua carriera. Lascerà la sua Iglesias per raggiungere Milano e cominciare i corsi che prima di lei hanno seguito Jacopo Tissi, l’unico taliano a essere entrato nella compagnia del Bolshoi, Angelo Greco, principal dancer del San Francisco Ballet, per non menzionare Roberto Bolle o le storiche Carla Fracci, Oriella Dorella, Alessandra Ferri.

«Sapevo di essere andata bene, perché mi venivano facili tutti i passi che mi chiedevano di fare, ma non immaginavo di arrivare prima», ci racconta per telefono Clarissa, senza un filo dell’ansia che provano invece mamma Eva e papà Alessandro, casalinga di 47 anni lei (dopo venti da agente immobiliare) e ingegnere di 48 lui, comprensibilmente in apprensione all’idea di lasciar andare la loro secondogenita (Camilla, la figlia maggiore, ha 12 anni, poi ci sono Gioele e Michele, di otto e quattro anni). «Le selezioni si sarebbero dovute svolgere ad aprile», spiega la madre. «Ma poi il coronavirus ha bloccato tutto. Clari ha fatto una selezione online a fine luglio, quindi ci hanno convocato a Milano per il 31 agosto, dove ha passato la visita medica, e il 2 ha iniziato i dieci giorni di prova. Il 12 ha fatto l’esame finale e dopo ci è arrivata la mail con la graduatoria: hanno preso sette femmine e cinque maschi, lei era in testa».

Clarissa ha iniziato a fare danza classica a tre anni e mezzo semplicemente perché la sorella doveva cominciare un’attività sportiva e così la mamma ha iscritto pure lei al corso. L’insegnante, Giuliana Corrias, ha notato subito un talento diverso dagli altri e ha incoraggiato i genitori a farle prendere lezioni private. Il resto è cronaca di questi giorni, documentata anche da un articolo sull’Unione Sarda. «È una bella storia, che dà speranza al nostro Sulcis economicamente così depresso, con 27 mila abitanti e una disoccupazione del venti per cento», ammette per telefono con il Corriere la vicesindaca di Iglesias Claudia Sanna, che è anche assessora allo Sport e alle politiche sociali.

Clarissa ieri ha fatto il giro dei saluti, senza commuoversi come i nonni. Ammette: «Loro erano molto emozionati e pure io, ma non così tanto da piangere. Certo, mi dispiace andare via e lasciare le mie amiche, in particolare Nicole. Ma sto seguendo la mia passione e sono impaziente di cominciare». Le sue ballerine di riferimento sono Svetlana Zhakarova, Nicoletta Manni, Martina Arduino e Félicie Le Bras, l’orfana protagonista di Ballerina, il film di animazione di Eric Summer e Éric Warin. Sogna di conoscere Roberto Bolle e di danzare nei teatri più importanti del mondo: «Dal Bolshoi all’Opéra di Parigi. E, primo tra tutti, alla Scala di Milano». Per adesso la ospiterà la zia Roberta, cugina della mamma. Sarà lei ad accompagnarla a scuola, il Convitto nazionale Pietro Longone, che ha una classe dedicata agli allievi dell’Accademia. E a prepararle, ogni tanto, i pop corn di cui è golosa («ma con poco sale»). I genitori proprio ieri le hanno regalato il suo primo cellulare, con il quale potranno sentirsi la sera. La retta per il primo corso costa 3.500 euro, l’Accademia alla fine dell’anno scolastico elargisce 600 mila euro di borse di studio (la maggior parte degli allievi è fuori sede). Ma nessun sacrificio è troppo grande, in casa Carbini, per aiutare Clarissa a spiccare il volo.

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