IL VII “LIFE AFTER OIL” INTERNATIONAL FILM FESTIVAL: OTTANA (3-5 SETTEMBRE), SANTA TERESA GALLURA (8-13 SETTEMBRE)

di FABIO CANESSA

I problemi legati all’utilizzo di combustibili fossili e le alternative possibili. Le denunce contro ogni tipo di sfruttamento e le storie di speranza per un mondo più equo. Torna LIFE AFTER OIL, l’unico festival cinematografico in Sardegna che si occupa in maniera specifica dei temi relativi all’ambiente e ai diritti umani a livello internazionale. Giunta alla settimana edizione, la manifestazione ideata e diretta dal regista Massimiliano Mazzotta è diventata sempre più un’importante occasione di confronto per filmmaker, attivisti, associazioni di varie nazionalità che vogliono dibattere sui temi energetici e sulla ricerca di uno stile di vita più sostenibile e giusto per tutti. Attenendosi a tutte le misure di sicurezza necessarie per l’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus, il festival 2020 si svolgerà a Ottana, dal 3 al 5 Settembre, e a Santa Teresa Gallura, dall’8 al 13 Settembre, grazie al sostegno delle due amministrazioni comunali.

Sostegno fondamentale della manifestazione è la Fondazione Sardegna Film Commission che fornisce al festival il suo prezioso supporto creativo, logistico e organizzativo. La manifestazione è patrocinata inoltre dal Comune di Oristano (OR), Comune di Pattada (SS), Conservatorio di Musica Giovanni Pierluigi da Palestrina a Cagliari (CA), MATTM Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e MIBACT Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo.

FILM ISCRITTI E SELEZIONATI

Sono 1212 le opere iscritte, quasi il doppio dell’anno scorso, a dimostrare la crescita del festival. Certificata anche dal suo carattere sempre più internazionale. In questo numero di film sono infatti rappresentati ben 95 Paesi diversi. La commissione di selezione – composta da Chicca Profumo, Cinzia Ghiani, Emiliano Froldi, Fabio Canessa, Francesco Mazzotta, Massimiliano Mazzotta, Mauro Negri, Naveed Akhtar, Pavlo Hnatenko, Raffaela Lunetta, Riccardo Albuzzi e Seth Morley – ha ammesso al concorso 97 film tra lungometraggi e corti di diverso genere (documentari, fiction, lavori d’animazione). Di questi ben 33 sono opere prime, a conferma di quanto Life After Oil continui a tenere in considerazione e promuovere i giovani registi e non solo gli autori più conosciuti e affermati. I temi dei film arrivati quest’anno sembrano sottolineare in maniera ricorrente le necessità e i cambi di rotta che saremmo costretti a sostenere. Tra gli argomenti maggiormente trattati quelli del disboscamento e della siccità, dei diritti negati dei bambini e delle donne. In programma anche un lavoro fuori concorso che sarà presentato in anteprima assoluta il 5 settembre a Ottana:L’ORO IN BOCCA” di Tomaso Mannoni che tra immagini di repertorio e girate per l’occasione racconta la storia di Furtei e del suo territorio pesantemente inquinato per l’attività di estrazione dell’oro.

LE OPERE IN CONCORSO

Sono otto le sezioni competitive di questa edizione del festival: lungometraggi ambiente, cortometraggi ambiente, mediometraggi ambiente e diritti umani, lungometraggi diritti umani, cortometraggi diritti umani, world panorama, animazioni, sperimentali. Le proiezioni si terranno a Ottana (tra la Palestra Comunale in Via G.Soru e Piazza San Nicola) e Santa Teresa Gallura (al Cinema Arena Odeon in Via Capo Testa 6 e al Cine-Teatro Nelson Mandela in Via Sandro Pertini).

AMBIENTE lungometraggi

A formare la sezione dei lungometraggi sui temi ambientali sono 6 film. Dei tre italiani fanno parte “LEGNO VIVO. XYLELLA, OLTRE IL BATTERIO” di Filippo Bellantoni, un documentario realizzato per raccontare cosa sta succedendo in Puglia agli olivi, monumenti della natura che hanno attraversato secoli, e “VIVERE, CHE RISCHIO” in cui Alessandro Rossi e Michele Mellara fanno un ritratto di Cesare Maltoni, oncologo italiano di fama mondiale, uno dei pionieri degli studi sulla cancerogenesi ambientale e industriale. Tra gli altri film “LORDS OF WATER” del francese Jérome Fritel sul tema dell’acqua vista come il petrolio del futuro. Compongono la giuria il regista svedese Fredrik Gertten, l’attrice francese Marianne Borgo, Marco Caldiroli Presidente di Medicina Democratica e Surina Narula, direttrice del forum internazionale Difficult Dialogues.

AMBIENTE cortometraggi

Sono 18 i brevi film, di diverso genere, che fanno parte della sezione corti dedicati alle problematiche ambientali. Tra questi la fiction francese “2030”, regia di Pierre Dugowson, che affronta il tema del riscaldamento globale in maniera distopica. Insieme a storie costruite con una sceneggiatura precisa, sono presenti documentari come “ORO BLANCO” di Gisela Carbajal Rodríguez che indaga i danni ecologici dell’estrazione di litio nel deserto di Atacama, e lavori più sperimentali come l’affascinante “GOLD OF CAJAMARCA” girato in pellicola 16 mm in Colombia da Alexandre Regol. La giuria è formata dalla giornalista Francesca Sironi, il regista Tomaso Mannoni e il produttore Matteo Pianezzi.

AMBIENTE E DIRITTI UMANI mediometraggi

Novità di questa edizione è una sezione dedicata ai mediometraggi (dai 31 ai 60 minuti) sia di tematica ambientale sia relativi ai diritti umani. Sono 5 i film proposti nella categoria. Dall’indagine sui semi di pomodori portata avanti da Linda Bendali con “SEEDS OF PROFIT” al focus sulle demolizioni delle grandi navi che rappresenta l’interesse principale di “A TOXIC TANKER” diretto da Sander Rietveld. Da non perdere, poi, “THE BAJOS WON’T CELEBRATE” di Tariq Akreyi sui membri di una famiglia sopravvissuta a un attacco dell’Isis.  I tre giurati della sezione sono la regista Giorgia Cecere, il documentarista Marco Leopardi e Sergio Stagno, tra i fondatori di Skepto International Film Festival.

ANIMAZIONI

Amato non soltanto da bambini e ragazzi, ma anche dagli adulti, il linguaggio dell’animazione permette modalità di racconto originali ed efficaci nel veicolare certi messaggi. Lo dimostrano le opere scelte per questa edizione del festival: 15 corti, realizzati con diverse tecniche d’animazione, che trattano temi quali la deforestazione, come fa lo spagnolo Rodrigo Canet in “EDÉN”, o quello dell’acqua al centro del lavoro del portoghese Bruno Caetano dal titolo “O PECULIAR CRIME DO ESTRANHO SR.JACINTO”. A scegliere il miglior lavoro di questa categoria sarà un gruppo di studenti del Conservatorio di Cagliari, sezione musica elettronica, coordinata dal docente Daniele Ledda e composta dai seguenti studenti: Alberto Obino, Andrea Cuccu, Barbara Pitzanti, Federico Leonardi, Giacomo Putzu Corrias, Marco Coa, Marco Fadda, Marco Ruiu, Matteo Muntoni, Michele Pitzanti e Simone Mura.

DIRITTI UMANI lungometraggi

Sono 6 i film che i selezionatori hanno pensato di inserire nella categoria dei lungometraggi dedicati a vari aspetti dei diritti umani. Tra questi c’è anche un documentario che sarà presentato in prima mondiale a LIFE AFTER OIL l’11 settembre a Santa Teresa Gallura: THE PEOPLE VS AGENT ORANGE” diretto da Alan Adelson e Kate Taverna che indaga sui danni dell’erbicida conosciuto come Agente Arancio, dal suo utilizzo durante la guerra del Vietnam a oggi. Tra i film di finzione trovano spazio “UNTIMELY” di Pouya Eshtehardi, incentrato su un soldato al confine tra Iran e Pakistan, e “OMAR AND US” di Maryna Er Gorbach e Mehmet Bahadir su un gruppo di rifugiati siriani in Turchia. Invitati a far parte della giuria i giornalisti Anthony Muroni e Marilù Mastrogiovanni, il regista Bonifacio Angius e Pedro Pineiro Fuente, direttoredell’Ecozine Film Festival di Saragozza.

DIRITTI UMANI cortometraggi

Diversi sono i titoli asiatici tra i 19 della sezione corti che affrontano temi relativi ai diritti umani. Due di questi sono “15.7 KM” di Rian Apriansyah, dall’Indonesia, che racconta di un bambino che deve percorrere ogni giorno lunghe distanze per andare a scuola, e “THE ENABLER” di Aiman Aliff, dalla Malesia, su un ragazzo spinto alla violenza dal padre. Tra gli altri film “THE DAUGHTER OF…”, documentario di Joakim Demmer e Verena Kuri che si concentra su Micaela Veron, nipote dell’attivista argentina Susanna Trimarco, la cui madre è stata rapita quando lei era una bambina e mai ritrovata. A scegliere il migliore tra questi film saranno la cantautrice Claudia Crabuzza, il regista Antonio Martino e Fawzi Ismail, co-fondatore di Al Ard Doc Film Festival

SPERIMENTALI cortometraggi

Una sezione tutta loro meritano quest’anno i lavori sperimentali. Ben 14 opere tra le quali figurano “INSIDE THE PIPELINES” della israeliana Adva Santo che tratta di solitudine, paura, identità e “SOMA” dell’artista macedone Sandra Jovanovska, corto incentrato su un tassidermista e un macellaio. Il film vincitore sarà votato dalla Consulta Giovani di Oristano composta da: Alberto Maxia, Alessandro Usai, Andrea Laconi, Antonio Meloni, Davide Camba, Emanuele Orrù, Giorgia Cacciagrano, Giulio Ardenghi, Luigi Meli, Marco Meli, Martina Ghiani e Martina Murru.

WORLD PANORAMA cortometraggi / Tema libero

A comporre la sezione sono 14 cortometraggi tra i quali spicca “DESTINO”, diretto e interpretato dal sassarese Bonifacio Angius, che è stato presentato come evento speciale della Settimana della Critica alla Mostra del cinema di Venezia l’anno scorso. Sempre come film italiani da segnalare “ANNA” di Federica D’Ignoti con protagonista la nota attrice Valentina Lodovini. Tra gli altri della selezione il suggestivo “PORTOGUESE SEA” di Edgar Pera costruito attorno ai versi del poeta Fernando Pessoa. I giurati di questa categoria sono il regista Giuseppe Casu, il direttore della fotografia Sebastiano De Pascalis e Paolo Serra, direttore del Centro Servizi Culturali di Carbonia della Società Umanitaria.

EVENTI COLLATERALI

Le premiazioni si terranno nella serata finale del 13 settembre a Santa Teresa Gallura, a partire dalle ore 21, precedute da una performance di Daniele Ledda dal titolo “Clavius”. Artista sonoro e visivo, docente, performer e sperimentatore, Ledda insegna musica elettronica al Conservatorio di Cagliari ed è direttore artistico dell’associazione Ticonzero. In programma un altro evento musicale l’11 settembre alle 19 in Piazza Libertà, organizzato in collaborazione con il festival internazionale Isole che Parlano XXIV Edizione diretto dai fratelli Paolo e Nanni Angeli, e dal titolo “Freedom of Movement”, come l’album registrato dal duo formato dal gambiano Jabel Kanuteh che suona la kora e dal percussionista romagnolo Marco Zanotti. Il 12 settembre è prevista invece un’esibizione del giovanissimo Manuel Barrocu, ha soltanto 10 anni ed è stato finalista a Italia’s Got Talent.  Il piccolo rumorista, specializzato nel riprodurre le sirene di tutte le ambulanze, in questa occasione cercherà di unire questi suoni a quelli della natura provando a ricreare un mondo senza inquinamento. Nello spirito di Life After Oil ci sarà un importante evento collaterale anche a Ottana quando al termine dell’ultima giornata di proiezioni, il 5 settembre, saliranno sul palco i Transalento: Andrea Presa (didgeridoo, basso, percussioni, ritmi elettronici) e Kavita Soni (voce). Un progetto musicale che unisce cultura tribale e sonorità contemporanee. Da segnalare tra gli eventi collaterali la novità di un torneo di calcio a cinque, il primo Life for Football, in programma le mattine dal 9 al 13 settembre a Santa Teresa Gallura al Palasport Comunale dalle ore 9 alle 12 in collaborazione con il Comune di Santa Teresa Gallura, ASD Polisportiva e Octopus Società Cooperativa Sociale di Santa Teresa Gallura.

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