AL PARCO DEI SUONI DI RIOLA SARDO, DE ANDRE’ (CRISTIANO) HA CANTATO DE ANDRE’ (FABRIZIO)


di Rosy Massa

Al Parco dei Suoni De André ha cantato De André. Il concerto è cominciato con un’ora di ritardo, con un pubblico più che educato, che non si è spazientito più di tanto. Gli inizi, non sono stati molto esaltanti, ma nel finale Cristiano De Andrè si è riscattato con un crescendo di pezzi, molti dei quali improvvisati, che ha trascinato il pubblico alzatosi in piedi e fattosi sotto il palco per danzare al ritmo della musica

eseguita in modo magistrale, da una band molto affiatata, che segue Cristiano De Andrè da ormai dieci anni, come gli inseparabili, Davide Devita, alla batteria e Osvaldo di Dio, alla chitarra. Bravi anche i due provenienti da altre formazioni, come il bassista Davide Pezzin, che ha suonato con Ligabue e il tastierista Max Marcolini, che ha anche curato gli arrangiamenti dei pezzi in scaletta e ha fatto parte della band di Zucchero.

Diverse le canzoni eseguite che fanno parte dei due Volumi di “De André canta De André” del 2009 e del 2010, tra cui La Guerra di Piero, Una storia sbagliata, scritta in memoria di Pier Paolo Pasolini, Canzone per l’estate e Il bombarolo. E ancora, ‘A cimma, Don Raffaè, Khorakhané (A forza di essere vento), Quello che non ho, Fiume Sand Creek, A dumenega, Amore che vieni, amore che vai, La collina e altre.

Accattivante la scenografia di Violetta Carpino, che legava benissimo con l’affascinante scenario del Parco dei Suoni e la stupenda luna piena che splendeva in una magica notte stellata post ferragostana.

Forse Cristiano De André, si è attardato un po’ troppo a parlare del suo rapporto con il padre, probabilmente con l’intento di pubblicizzare il suo libro “La versione di C.” (Mondadori Electa), uscito nelle librerie il 29 aprile scorso e scritto a quattro mani con Giuseppe Cristaldi, dove, per la prima volta, il cantautore si è lasciato andare a raccontare il rapporto con il padre e con la famiglia, partendo dall’infanzia e portando alla luce un flusso prezioso di ricordi: “De André canta De André, è un progetto che mi ha permesso e mi permette di portare avanti l’eredità artistica di mio padre – scrive nella sua autobiografia Cristiano De André – caratterizzandola però con nuovi arrangiamenti che possano esprimere la mia personalità musicale e allo stesso tempo donino un nuovo vestito alle opere, una mia impronta. Mi auguro che così facendo la poesia di mio padre possa arrivare a toccare le anime più giovani, a coinvolgere anche chi non ascolta la canzone prettamente d’autore”. L’autobiografia di Cristiano, contiene una narrazione sofferta e tormentata del rapporto con il padre e con la famiglia, partendo dall’infanzia e portando alla luce un flusso prezioso di ricordi, tra cui anche la collaborazione tra Fabrizio e Francesco De Gregori, nel 1974, quando contestarono apertamente un modo di vivere troppo convenzionale, tendente all’omologazione delle menti. “Allo stesso tempo manifestarono l’attrazione per un’anarchia intesa soprattutto come categoria dello spirito e in questo passaggio rivedo il disagio di mio padre, per diversi anni a confine delle due condizioni – ha spiegato ieri Cristiano De Andrè – fortunatamente durò poco, la sua identità libertaria vinse su tutto e lo guidò fino alla fine. Ciò che mi spinge a riproporre il brano composto da mio padre con De Gregori, non è solo la volontà di estendere alle generazioni future i suoi insegnamenti, ma anche la convinzione che alcuni paradossi sociali non sono cambiati e che quindi valga la pena continuare a lottare”.

A un certo punto il suo pensiero è andato a Enrica Rignon, sua madre e non Dori Ghezzi: “Spesso mi dicono che somiglio tanto a Dori, ma non sanno che mia madre in realtà è Enrica Rignon, che desidero ricordare con grande affetto”, ha voluto precisare, ma Cristiano De Andrè, ha avuto parole di elogio e ammirazione anche per la nostra Isola, che è stata tanto amata dal padre e ha sottolineato che “la Sardegna è uno dei posti più belli del mondo. Così la pensava mio padre. Così la penso io. Prendere l’eredità di mio padre – ha continuato – non è stato semplice. Io non ho mai pensato di mettermi a confronto con lui, anche perché non ci si può mettere a confronto con un genio”.

Si può dire che il concerto di Cristiano De Andrè, nel Parco dei Suoni di Riola Sardo, svoltosi ieri 20 agosto 2016, sia stato anche un eccellente successo di pubblico, sono state stimate oltre duemila persone presenti. Concerto ufficialmente chiuso alle 23,50, ma dopo qualche minuto e molte insistenze del pubblico presente, si sono riaccese le luci e da allora in poi, è stato un crescendo di emozioni, con una conclusione esaltante quando era quasi mezzanotte e mezzo circa.

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