ANCORA UN TERREMOTO METTE IN GINOCCHIO IL NOSTRO PAESE: IN SARDEGNA, IL PIU’ FORTE SI E’ REGISTRATO NEL 2000


di Federico Spano

Che la Sardegna sia una terra a bassissimo rischio sismico è risaputo e lo dicono le statistiche. Però, negli ultimi anni si sono registrati diversi terremoti, tutti di bassa intensità e in nessun caso hanno provocato danni, al massimo qualche momento di paura. Ecco un piccolo viaggio a ritroso nel tempo, per ricostruire gli eventi sismici avvenuti nell’isola.

2015. L’ultima scossa in ordine di tempo fu stata registrata a Telti nell’ottobre del 2015. Un evento così lieve che nessuno se ne accorse, a parte gli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica: magnitudo 2,4 a una profondità di 10 chilometri.

2012. Nell’aprile del 2012 venne registrata una leggera scossa in mare, nelle acque tra la Sardegna e la Corsica, quasi di fronte a Palau e Cannigione. Inizialmente il Centro sismico Euro Mediterraneo classificò il terremoto con magnitudo pari a 3.3 gradi della scala Richter, poi rivalutato manualmente in 3.1. Il 19 giugno 2012 fu registrato un terremoto di magnitudo 4,5 nel Mar Mediterraneo occidentale, a circa 170 km dalla costa sud-occidentale della Sardegna. Il suo epicentro fu localizzato in mare fra l’isola e le Baleari.

2011. Il 7 luglio 2011 la terra tremò per sei volte in poco più di un’ora. Sei scosse di terremoto – la più forte di magnitudo 5.2 della scala Richter – furono registrate nel mare a ovest della Corsica tra le 21.21 e le 22.47, ma furono percepite anche a Sassari, ad Alghero, a Olbia e nel Nord Sardegna. L’epicentro del terremoto, registrato dai sismografi a una profondità tra i 6 e i 38 chilometri, non causò danni alle persone e alle cose, ma creò panico in diverse località dell’isola.

2010. Nel novembre 2010, a Sassari ci fu una lieve scossa di terremoto nel bel mezzo di un fortissimo temporale che tenne per ore la città in piena emergenza. L’epicentro fu rilevato in mare, 200 chilometri a nord di Sassari, in direzione della Francia. Numerose le chiamate al centralino dei vigili del fuoco per segnalare il sisma. Un po’ di paura ma niente danni, né alle persone e neppure alle cose.

2006. Una segnalazione, poco prima della mezzanotte del 22 marzo 2006. Alle 23.45 Cagliari tremò per un terremoto di magnitudo 3,4 con epicentro a 12 chilometri a sud-ovest di Pula. Due giorni dopo, il 24 marzo, di mattina, venne avvertita un’altra scossa più lieve (3,5).

2004. Nel 2004 altri due eventi sismici a distanza di una settimana l’uno dall’altro, sulla costa orientale. Il 12 dicembre una scossa di magnitudo 3,6 con epicentro al largo del golfo di Orosei, ma le vibrazioni furono avvertite sino a Olbia. Il 18 dicembre un fenomeno analogo, con magnitudo leggermente superiore (3,8) più o meno con lo stesso epicentro.

2001. Un’altra scossa il 3 marzo 2001, di notte. Epicentro 30 chilometri a nord-est di San Teodoro, magnitudo 3,3. In mare, tra il continente e l’isola.

2000. Per trovare un terremoto vero, che seminò il panico in mezza Sardegna, in particolare in Gallura, bisogna arrivare al 26 aprile 2000.  Due le scosse: tra le 15.29 e le 15.38. Epicentro venti miglia a est di Capo Comino, magnitudo 4,2 e 4,8, quindi tali da essere avvertite nitidamente da chi era in casa, con bicchieri e piatti che tintinnano e anche la possibilità di lievi danni.  Ci fu grande panico soprattutto a Olbia e sulla costa orientale, ma il terremoto si sentì distintamente anche a Sassari, Nuoro e Cagliari. A Olbia, in piazza Regina Margherita affollata dai turisti, si erano verificate scene di panico. Allarme anche negli ospedali e resse nei centri commerciali. Centralini dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine erano stati intasati da centinaia di telefonate.  Paura anche a Sassari dove la gente era scesa per strada spaventata. Gli abitanti degli appartamenti ai piani più alti preferirono andare a dormire nelle case al mare per motivi di sicurezza.

1948, 1960, 1970, 1977. Una serie di sensibili borbottii del terreno venne avvertita in Gallura da metà novembre ai primi di dicembre del 1948. Nel 1960 si registrò un terremoto del quinto grado della scala Mercalli: epicentro nei dintorni di Tempio. Il 18 giugno del 1970 un terremoto di magnitudo 4,7 fu localizzato nel Mare di Sardegna, alcune decine di chilometri a nord di Porto Torres: sisma sentito anhe nelle coste liguri e in Costa Azzurra. Il 28 agosto del 1977, una scossa di magnitudo 5,4 localizzata un centinaio di chilometri a sud-ovest di Carloforte viene sentita distintamente in tutta la Sardegna meridionale, provocando panico a Cagliari.

1616, 1617, 1771, 1835, 1855, 1887. La storia ricorda altri episodi molto lontani nel tempo. Un terremoto colpì il 4 giugno 1616 Cagliari: ne parla una piccola lapide nella sacrestia del Duomo. Un anno dopo, il 24 giugno del 1617, una scossa fu avvertita a Selargius. Un altro fu avvertito nel capoluogo e anche a Iglesias: era il 17 agosto 1771. Poi si passa ai primi dell’Ottocento. Nel 1835 una scossa a Sanluri e Gergei; nel 1855 un’altra a Muravera. Sassari e Alghero vennero coinvolte nel 1887, in coincidenza con un tremare della terra registrato in Liguria.

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