NOI SARDI, CHE SIAMO FURBI, ALLA PANTERA NON CI CREDIAMO, E CI RIDIAMO SOPRA


di Fiorenzo Caterini

Alcuni mesi fa, a Villamassargia, sono stati uccisi quattro asini e due pecore ad un allevatore intenzionato ad avviare una fattoria didattica. Il gesto di qualche criminale certamente. La tradizionale solidarietà sarda si è messa subito in moto, ed è partito il tam tam su internet che ha espresso vicinanza alla persona, sdegno per l’accaduto, con l’immancabile raccolta di fondi per risarcire il poveretto.

L’altro giorno alcuno capi vaccini rinselvatichiti sono stati abbattuti da personale selezionato dal Comune di Palau, alla quale evidentemente l’operazione è sfuggita di mano, creando grande sconcerto e scandalo nel web, con un vero e proprio processo partito all’indirizzo del Sindaco.

Il giorno prima erano state uccise 40 pecore ad un pastore di Benetutti, e molte altre pecore del gregge sono sopravvissute ma con ferite anche gravi. In particolare, presentavano la parte anteriore del muso dilaniata, spesso asportata di netto.

Silenzio, tutti zitti. Nessuno scandalo, nessuna solidarietà, nessuna colletta sul web, nessuna indignazione animalista. Nulla di nulla.

Perché?

In queste settimane si sono ripetuti gli avvistamenti di un grosso felino, verosimilmente un leopardo melanico, nelle campagne del Goceano.

Inizialmente sottovoce, per non essere presi per matti o ubriaconi, alcuni pastori e cacciatori hanno incominciato a raccontare di questo strano avvistamento.

Subito si è scatenata la gara alla battuta più azzeccata e all’ilarità nel web, con il sarcasmo più ridicolo e fantasioso. La saga delle battute ha fatto il giro dei social network, sottolineando la vicenda come surreale e improbabile, buona solo per riderci sopra.

Le pantere vivono in Africa, e che diamine! E poi non sanno nuotare!

Le pantere non esistono in Sardegna, vero.

Il pastore con il gregge devastato, però, non rideva. Anche perché quelle ferite erano incompatibili con cinghiali, volpi, cani randagi.

Così come non ridevano gli altri pastori che, quasi giornalmente, si ritrovano con le pecore ammazzate.

Sono stati ritrovati due capi bovini uccisi, le loro carcasse straziate da un animale dotato di una forza tremenda, ma, in questo caso, nessuno scandalo.

Alcuni cani, infine, venivano ritrovati massacrati e trascinati a notevole distanza da loro canile. Alla fine i cani uccisi saranno ben sette. Nessuna indignazione animalista.

Come mai questo strana indifferenza e silenzio attorno a questa vicenda?

Noi sardi, si sa, non amiamo fare la parte dei creduloni.

Rispondere a queste tragedia significherebbe ammettere di credere che una pantera nera possa andare liberamente in giro per le campagne di Bultei e Benetutti.

Sarà il mio gatto nero che ha mangiato troppo!

In Sardegna le cricche amano fare le brulle, far credere qualcosa a qualcuno, metterlo in mezzo, che così fa la parte dello sciocco, del credulone. Ci piace tanto, a noi sardi, fare questi scherzi, e solo gli sciocchi ci cascano.

Figurati se ci caschiamo, noi furbi, che c’è una pantera in giro, che pare il coccodrillo del Cedrino.

Siamo furbi, noi sardi, non ci frega nessuno.

Come quella volta che vennero quei signori a comprarci le terre sul mare, quelle che valevano poco, e loro ci volevano dare miliardi, ma noi, furbi, milioni abbiamo chiesto!

O quando quei signori venuti dal nord, negli anni ’60, hanno incominciato ad impiantare industrie pesanti, i Rovelli, i Cernis, che poi ci volevano truffare, ma noi, furbi, in Svizzera gli abbiamo fatti scappare! Anche se ci hanno portato via tre quarti dei fondi per il nostro Piano di Rinascita.

O quando, negli anni seguenti, hanno continuato a venire in Sardegna altri industriali, da ogni parte, che si vede si era sparsa la voce, e noi, furbi, continuando a dare loro una montagna di soldi per le loro industrie, che ora sono quasi tutte chiuse.

O vi ricordate quando in campagna elettorale Berlusconi voleva salvare quell’industria telefonando a Putin? che poi ci doveva anche rifare la strada della morte, la Olbia Sassari.

Prima delle elezioni.

Dopo le elezioni, un corno.

E la gente morendo nella strada. E visto che c’era, e gli abbiamo votato il suo pupillo, anche il G8 da La Maddalena ci ha portato via.

Perché a noi sardi non ci piace fare la parte dei creduloni, anche la nostra bandiera gli abbiamo regalato, al Berlusconi. E ora siamo in cerca di qualche altro sfruttatore a cui regalarla, che senza sfruttatori non stiamo bene.

Lo stesso Cappellacci che era anche dentro l’affare della miniera d’oro di Furtei. Ricordate? Erano venuti i tecnici australiani di una società canadese, a prometterci oro e posti di lavoro, e noi sardi, che non crediamo alle bufale e alle pantere, gli abbiamo dato anche la nostra compartecipazione della Regione. E ora c’è un lago di cianuro che percola per tutta la Marmilla, ma queste, si sa, sono le bufale degli ambientalistici, che noi non ci crediamo a tutto questo allarmismo, che quello che importa sono i posti di lavoro.

Siamo gente concreta noi sardi, mica crediamo agli ambientalistici, che andavano in giro a dire che le fabbriche di Porto Torres inquinavano. Allarmismo!

Siamo gente concreta noi sardi, tanto che quando arriva un immobiliarista, che decide di farci una bella lottizzazione sul nostro meraviglioso mare, deve promettere almeno mille posti di lavoro, se no nisba. Milioni vogliamo, non miliardi!

E ora tutti questi che vogliono impiantare le energie rinnovabili in Sardegna, grazie agli incentivi pubblici pagati dalle nostre bollette, ci devono promettere galline dalle uova d’oro, se no nulla, che noi sardi non crediamo alla panzane, alla bufale, alle pantere.

E il trifoglio sardo che i biopirati australiani ci hanno fregato? E ora paghiamo per il mangime le royalties a loro? E infatti ieri c’erano in giro per le nostre campagne, in cerca dei nostri preziosi endemismi, i biopirati olandesi. Ca su molenti sardu du coddas una borta scetti!

Ecco perché noi alla pantera non ci crediamo, e ci scherziamo sopra, e ci ridiamo sopra, perché noi sardi siamo furbi, troppo furbi, e nessuno ci frega.

Se proprio dobbiamo condividere qualche patacca, che almeno si parli male degli immigrati e degli zingari, che se no non c’è gusto, a parlare male di un leopardo.

Cosa? Esiste il traffico di animali esotici che fattura illegalmente una montagna di soldi?

Ma dai! Ma noi sardi a questa cazzate non ci crediamo, noi siamo gente scettica, siamo gente seria che non si fa coglionare così tanto facilmente.

Siamo gente furba noi, e in mezzo non ci facciamo mettere.

Mai.

http://www.sardegnablogger.it/

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