I CONSENSI SEMPRE PIU’ AMPI IN SARDEGNA PER LA LEGA NORD


di Maria Vittoria Dettoto

Mentre il matrimonio tra Forza Italia e PD ,pseudo governanti a livello nazionale,vacilla e lascia disullusi sia i sinistri che i moderati di centrodestra,si fa largo tra i consensi degli elettori la Lega Nord,che a livello nazionale diventa il quarto partito sfondando il tetto del 10%.

La frangia sarda del partito leghista che in Sardegna arriva solo pochi anni fa,aprendo la prima sede a Trinità d’Agultu e riportando il nome di Lega Nord Sardinia,riporta sempre maggiori consensi.

Negli ultimi dieci anni dal 2004 ad oggi,la Lega Nord passa in Sardegna dallo 0.15% allo 0.74%,raccogliendo oltre 4.000 voti alle europee 2014.

A Trinità d’Agultu il candidato leghista Mauro Morle porta la Lega Nord ad essere nel piccolo paese dell’alta Gallura il partito più votato alle elezioni europee,portando a casa il 30.82% dei voti.

A livello provinciale in Gallura,la Lega si attesterà al 2%.

Anche in Ogliastra il candidato leghista Massimiliano Piu ottiene un buon risultato personale portando a casa il 5% dei consensi e portando la Lega ad essere in Ogliastra il Terzo Partito.

Il dilagante fenomeno leghista che ai tempi di Umberto Bossi,del suo famigerato “Noi ce l’abbiamo duro”,pareva tanto distante dalla realtà sarda in quanto prevalentemente improntato sul terreno della secessione dall’Italia, ci appare oggi più vicino anche a noi sardi.

I motivi sono diversi.

Da un lato lo svecchiamento della leadership leghista che ha nominato a fine 2013 il giovane Salvini,ha avvicinato alla Lega molti giovani,anche sardi,che rappresentano nella base di ogni partito,l’humus ideale.

Il terreno fertile di un’ipotetica crescita.

Questi giovani proseliti sono affascinati dal modo anticonformista del Salvini,che sfida apertamente Renzi alla guida del Paese e non vuole al contempo che il collega Tosi cresca troppo nel partito.

Comunica bene Salvini.

Lo fa usando tutti i mezzi di comunicazione,social compresi ed è attraverso la moltiplicazione virale dei suoi stati, link che diffonde il Salvini- leghista pensiero.

Basato su pochi temi che paiono a primo acchito quasi banali,popolari e populisti,come l’uscita dalla’euro e la lotta all’immigrazione clandestina nei quali invece in tanti si ritrovano.

Anche tanti giovani sardi.

Che come me erano presenti in piazza Duomo a Milano il 18 Ottobre nella manifestazione promossa dallo stesso Salvini per dire Stop all’immigrazione clandestina.

Nella piazza Duomo gremita sventolava la bandiera dei Quattro Mori.

Giovani e meno giovani sardi che si scoprono leghisti.

Chi lo avrebbe mai detto qualche anno fa?

Di fatto non eravamo tanto diversi neanche allora da loro.

Se ci fermiamo un attimo a pensare che nel sardo l’idea del secessionismo, dell’indipendenza, della sovranità politica e monetaria, risiede nella notte dei tempi,quando ancora la Sardegna si chiamava Shardana.

Nulla di nuovo dunque?

Forse.

Sta di fatto che mi pare quantomeno emblematico il fatto che il sardo,me compresa,avendo a disposizione in Sardegna tanti partiti e movimenti che fanno di questo temi la loro bandiera possano avvicinarsi alla Lega Nord.

E lo fanno anche per un’altra ragione: i movimenti sardi sono troppi. Troppi leaders ognuno dei quali ha le proprie legittime aspirazioni individuali di carriera.

Ognuno di essi dice di voler portare avanti gli interessi della Sardegna e poi,di fatto,vanno magari in coalizione a livello regionale con partiti nazionali pur di avere una poltrona nella’Assemblea sarda.

Ecco perché la Lega acquista consensi.

Perché nei confronti dei partiti nazionali si stacca.

Li sfida addirittura.

E in un momento in cui la politica appare avara di grandi leaders e di grandi temi che ancora riescano a portare la gente alle urne o sulle piazze, la Lega non può e non deve più essere sottovalutata.

Va osservata con occhio di riguardo.

Politici sardi prendete esempio.

E riflettere sul fatto che chi sta permettendo che i sardi si avvicino alla Lega,siete solo voi.

Che non siete evidentemente in grado di rappresentare gli interessi dei sardi e della Sardegna. A nessun livello.

Ed i risultati della vostra incapacità si vedono sulla nostra pelle.

Purtroppo.

9 risposte a “I CONSENSI SEMPRE PIU’ AMPI IN SARDEGNA PER LA LEGA NORD”

  1. Come del resto in Italia, anche in Sardegna ci sono troppi “movimenti”, hai ragione, infatti, la lega sarda è uno in più. Qualcuno potrebbe aggiungere: ”Tipico dell’individualismo sardo”. Il frazionamento, è un male italiano che favorisce sempre chi non vuol cambiare. Se vieni a Verona, roccaforte leghista, ti accorgi del “buon governo” della lega: paralisi totale dell’amministrazione comunale. Il sindaco fa il divo da un canale televisivo all’altro o è in giro con la sua fondazione a raccattar voti, perché mira a Roma (non gli basta l’Europa). Gli assessori qualche rara volta danno segni di vita. Ex vice sindaco (firmamento della lega) arrestato e sotto inchiesta per vari reati (aveva la delega all’edilizia privata). Risultato, tutto in mano a dirigenti e funzionari, il resto immaginalo da sola. Alle Europee, a Verona, lega e sindaco sensibilmente in calo. Alle scorse amministrative c’erano più liste che candidati, a sostegno del cavallo vincente. Tutti cercavano la strada più breve per un “posto al sole”. Pochi quelli che per qualche anno arrotondano lo stipendio o vivono dell’appannaggio di carica. Molti i delusi che ora hanno ingrossato la lista dei qualunquisti. Mi chiedo? Si sarebbero affannati tanto se la carica fosse a titolo gratuito o ancora con il solo gettone di presenza alle sedute? Un consiglio permettimi: scegli da che parte stare poi scarta partitini e movimenti, entra in uno dei partiti più grossi, raggomitola le maniche e mantenendo le mani pulite contribuisci con il sudore della fronte (leggi partecipazione) al cambiamento. Non conti nulla solo guardando o sfogando, il seppur giusto risentimento, in piazza gridando e sventolando una bandiera. E’ la goccia d’acqua che forma il fiume.

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