LA NUOVA SEDE E LA MOSTRA "IL POPOLO DI BRONZO": DUE FINE-SETTIMANA IMPEGNATIVI MA DENSI DI SODDISFAZIONI PER IL CIRCOLO “GRAZIA DELEDDA” DI MAGENTA

il taglio del nastro per la mostra "il popolo di bronzo"

di Paolo Pulina

Il Circolo culturale sardo “Grazia Deledda” di Magenta (MI), oggi presieduto dal giovane Valter Argiolas, ha vissuto due fine-settimana impegnativi dal punto di vista organizzativo, ma pieni di soddisfazioni per quanto riguarda i risultati raggiunti in termini di  rilancio della propria immagine di efficienza e di efficacia e di capacità di proporre eventi culturali di alto profilo.

Nella mattina di domenica 16 febbraio 2014 il Circolo ha realizzato l’inaugurazione ufficiale della nuova sede, ubicata nel secondo piano dello stabile della Cooperativa Rinascita, Viale Piemonte 10, ingresso da Via Enrico Fermi 1.  

I saluti ai numerosi soci presenti sono stati portati dal presidente Valter Argiolas; la FASI era rappresentata da Antonello Argiolas, uno dei due vicepresidenti nazionali della Federazione nonché coordinatore della Circoscrizione Centro/Nord (Lombardia) dei Circoli degli emigrati sardi. È seguito un beneaugurale aperitivo preparato dai collaboratori del Circolo e un pranzo ovviamente “alla sarda” (a base di carne di pecora).

A Magenta, Casa Giacobbe (in via IV Giugno) è una storica villa che è oggi sede permanente del  ricchissimo Museo della Battaglia di Magenta (avvenuta il 4 giugno 1859, durante la Seconda Guerra d’Indipendenza: come è noto, essa fu vinta dai piemontesi e dagli alleati francesi contro gli austro-ungarici;  la facciata sul giardino conserva ancora oggi i fori dei proiettili e delle cannonate dello scontro).

Nell’ attrezzato spazio espositivo della villa, nel  pomeriggio di sabato 22 febbraio, il Circolo ha inaugurato la Mostra itinerante “Il?Popolo?di?Bronzo”, di cui è autrice e curatrice Angela Demontis, artista cagliaritana che dal 2007 al 2010 si è dedicata  con grande passione a un progetto di ricostruzione di alcuni costumi nuragici. 

Dopo i saluti del presidente Argiolas sono intervenuti due rappresentanti dell’Amministrazione comunale: Paolo Razzano, vice-sindaco, e Paola Bevilacqua, assessore comunale alla pubblica istruzione. Erano presenti i delegati di alcuni Circoli FASI della Lombardia (Bergamo, Bareggio e Parabiago), la coordinatrice donne  della Circoscrizione Lombardia, Maria Pina Demontis,  e rappresentanti di associazioni magentine. (Oltre a quello del  Comune  bisogna citare  il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna, della FASI, della Provincia di Cagliari, del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo). 

Angela Demontis ha ricordato che l’esposizione, promossa e finanziata nel 2010 dalla Provincia di Cagliari, ha inteso proporre una possibile ricostruzione di armi, abiti, accessori e utensili nuragici, realizzati con i materiali e le antiche tecniche di lavorazione, basata sulla rigorosa osservazione dei bronzetti da lei iniziata col libro “Il Popolo di Bronzo: abiti, armi e attrezzature dei bronzetti sardi in 100 schede illustrate”  (presentazione di Giovanni Ugas, Cagliari, Condaghes, 2006, 254 pagine con ammirevoli disegni dell’autrice).

Come documentazione i visitatori della mostra hanno a disposizione non solo pannelli esplicativi (ognuno dei 10  “personaggi” è accompagnato da una sorta di “carta d’identità”, completa di testi  –  in italiano, in sardo, in inglese –, foto del bronzetto preso in esame per la ricostruzione, disegno con lo studio del costume intero tratto dal volume  “Il Popolo di Bronzo” e disegno del costume a colori) ma anche un libretto di 32 pagine (edito dalla Provincia di Cagliari nel 2010) anch’esse ricche di disegni della studiosa-artista:  “Il Popolo di Bronzo: la mostra: ricostruzione a dimensione reale di abiti, armi ed utensili dei bronzetti nuragici” con testi  (anch’essi nelle tre lingue sopra citate)  della Demontis e Maria Stefania Sanna.

Nel sito internet  http://www.angelademontis.it/PDB-la_mostra.htm è reperibile una eccezionale documentazione: video trasmessi dalle tv  nazionali  (quello girato da Syusy Blady  nel maggio 2008, con interviste al compianto “Sardus Pater” Giovanni Lilliu e all’archeologo Giovanni Ugas,   è stato proiettato nel corso dell’inaugurazione magentina) e una foto per ciascuna delle 26 sedi, in Sardegna e in continente (grazie all’organizzazione  dei Circoli degli emigrati sardi), in cui dall’aprile 2010  (Cagliari, Museo Archeologico Nazionale) al novembre-dicembre 2013 (Bareggio, in provincia di Milano) sono stati presentati i 10 artistici manichini (che indossano un “costume” completo certosinamente ricostruito dall’autrice)  e i 16 pannelli dai quali la mostra è costituita: specifici pannelli didattici, oltre quelli già richiamati,  informano sulla “moda” antica nel Mediterraneo e in Sardegna e descrivono i materiali e le tecniche come l’arte della tessitura, la concia delle pelli, la lavorazione del legno, i metalli e l’argilla.

Angela Demontis  ha sottolineato il fatto che «tutti gli elementi sono stati studiati e riprodotti riportando a proporzione “umana” i particolari visibili sui bronzetti. Oggetti particolari come i cappelli femminili in vegetali intrecciati, le armi di bronzo massiccio, il vaso in terracotta, le acconciature, arco e frecce, gli elementi di legno, sono stati realizzati da esperti artigiani dei relativi settori. Alcuni pezzi, come per le spade a lama larga e i pugnali ad elsa gammata, sono le riproduzioni di modelli esposti al Museo Archeologico di Cagliari: la spada di Oroè e il pugnale di Santadi». Questi due pezzi sono stati modellati dall’autrice  prima in argilla e poi “trasformati” in bronzo da un esperto fonditore col metodo di fusione a cera persa.

L’autrice ha confezionato personalmente, e cucito a mano, tutti gli abiti di lana e lino, le corazze di cuoio dei guerrieri, alcuni elementi dell’armamento di legno e rame. Tutte  queste realizzazioni (per i diversi settori di competenza si è avvalsa della consulenza di esperti archeologi e naturalisti) sono ovviamente pezzi unici.

L’autrice è orgogliosa di affermare che  «la mostra realizza un connubio tra archeologia sperimentale e arte». In questa occasione è doveroso informare che la Demontis è figlia d’arte: si vedano, nel sito “Sardegna Cultura “ della Regione Sardegna,  le schede della produzione artistica del padre (Aurelio Demontis, 1940-2011, pittore, cartellonista, disegnatore, vignettista, che ha operato a Milano e poi a Cagliari;

http://www.sardegnacultura.it/j/v/253?s=35503&v=2&c=2472&c1=2818&visb=1&t=1 ) e della madre Dolores Demurtas (S. Gavino 1935, ma originaria di Lanusei, dove ha vissuto a lungo con la famiglia sino a quando non si è stabilita ad Assemini, prima, e in ultimo a Cagliari; scultrice, ceramista: http://www.sardegnacultura.it/j/v/253?s=35502&v=2&c=2472&c1=2818&visb=1&t=1 ).

La mostra a Magenta è visitabile (l’ingresso è gratuito) tutti i giorni dal 22 febbraio fino al 9 marzo nel seguente orario: ore 16.30 – ore 18.30. Visita per gruppi e scolaresche (la mostra è particolarmente raccomandabile ad esse): tutti i giorni su appuntamento: info al n. 339/8595169 e all’indirizzo e-mail  segreteria@circolosardomagenta.it .

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