AD ISILI, PATRIA DEI RAMAI, CHIARA SECCHI E I SUOI BOTTONI DI VETRO: UNA TRADIZIONE RECUPERATA

nella foto Chiara Secchi


di Mariella Cortès *

Innovare la tradizione senza perdere mai di vista i valori dell’artigianato e del made in Italy (e in Sardegna, ovviamente). Chiara Secchi, mettendo in stand-by la professione di geometra, sembra esserci riuscita. La incontriamo nel suo laboratorio, nel pieno centro di Isili. Quella di Chiara Secchi, giovane artigiana di Isili, è una passione nata quasi per gioco: aveva accompagnato un’amica ad un corso di vetrofusione a Serramanna ed è stato amore a prima vista!

Aggiungeteci una serie di fortunate coincidenze e in breve tempo, dopo un corso a Legnano, Chiara arriva a Murano dove diviene allieva di uno dei migliori maestri vetrai. 

Isili è stata, per lungo tempo, la patria dei ramai e Chiara decide di recuperare questa tradizione andando a inglobare delle delicate lamelle incise di rame nelle lastre di vetro. Oggi, a portare avanti la tradizione del rame è rimasto solo Luigi Pitzalis che lavora tra la Sardegna e la Toscana, dove viene spesso contattato per la riparazione e lavorazione dei paioli di rame. 

Grazie a una stretta sinergia il rame si fonde con il vetro, con risultati sorprendenti!

Ma le collaborazioni non finiscono qui. Qualche anno fa Chiara si ritrova a lavorare insieme alla stilista Gianna Lecca per alcuni abiti da sposa: “mancavano gli accessori adatti – racconta l’artigiana – e così pensai di utilizzare la tecnica della vetrofusione per realizzare dei gioielli di vetro che richiamassero i bottoni del costume sardo”. Detto fatto. Ecco girocolli, orecchini e addirittura gemelli per camicia di vari colori che in breve tempo conquistano il suo pubblico. 

Chiara sposa l’idea dell’artigianato puro: ogni pezzo di vetro che arriva nel suo laboratorio viene realizzato in fornace e non fa parte di produzioni industriali. 

“I miei lavori sono legati alla tradizione ma vogliono proporsi come innovativi e moderni. E’ un modo per reinventare l’artigianato sardo e farlo apprezzare anche a chi, magari, vorrebbe qualcosa di più contemporaneo. Quanto è realmente importante è che quando si presenta un prodotto “artigianale” questo lo sia in ogni sua parte, altrimenti è un prodotto industriale, non un pezzo unico!

Chi acquista, spesso non è preparato e non è in grado di riconoscere un oggetto artigianale da uno industriale, se non per le differenti fasce di prezzo. Sta all’artigiano e al venditore garantirne l’autenticità e spiegare le differenze.”

L’artigiana isilese fa inoltre parte di “ArtiManos Sardegna Maestri Artigiani”, una nuova associazione regionale alla quale aderiscono le imprese sarde dell’artigianato artistico. Scopo dell’associazione, costituita nel 2012 a Macomer, è quello di promuovere le attività del settore divulgando e valorizzando conoscenze e saperi. Quella alla quale hanno dato vita gli operatori dell’artigianato artistico è un’associazione culturale che punta in primo luogo a diffondere «la conoscenza degli antichi saperi resi attuali dalle tecniche e rielaborazioni operate dagli artisti ad essa associati».

“ArtiManos rappresenta un modo per essere uniti – specifica Chiara – e far fronte comune. Lo spirito iniziale dell’associazione è il fatto di riuscire a capirci. Chi meglio di un altro artigiano può comprendere le problematiche di un altro artigiano?” 

* FocuSardegna.com

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Un commento

  1. Si possono vedere queste creazioni artigianali?

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