IL CANTO ARCANO: IL CONCERTO DEL TENORE "SOS EMIGRANTES" AL CASTELLO SFORZESCO DI MILANO

TENORE SOS EMIGRANTES - Foto di © Antonello Falqui


di Sofia Palermo

Lunedì 29 Luglio ha avuto luogo il concerto del Tenore Sos Emigrantes nella sontuosa cornice del Castello Sforzesco, uno dei più importanti monumenti di Milano. Il Cortile della Rocchetta è stato animato per quasi due ore dal suggestivo repertorio del canto a Tenore, antichissima forma di canto corale sardo che probabilmente trova le sue radici addirittura in epoca nuragica e dal 2006 è nella lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO. “Il canto a tenore è uno dei più straordinari esempi di polifonia del Mediterraneo, per complessità, ricchezza timbrica e forza espressiva.” Le poesie intonate dal Tenore Sos Emigrantes parlano di emigrazione e di ricerca di sé, della gioia del ritorno al luogo d’origine e d’amore, con un’originale serenata che può essere adattata sia al caso in cui la proposta venga accettata sia al caso in cui si venga rifiutati (quest’ultima opzione permette al pretendente di augurare all’oggetto del desiderio ogni tipo di malaugurio). Infine a chiudere l’esibizione il Tenore ha intonato un canto religioso detto “Gosos” e un Ballu a Boches leada ( ballo a due voci). Il concerto,  parte della manifestazione Estate Sforzesca, è stato accolto con grande coinvolgimento dal pubblico. I Tenore Sos Emigrantes si costituiscono in virtù del rapporto di amicizia fraterna formatasi tra i componenti del gruppo fin dai primi incontri nei vari circoli culturali sardi del nord Italia. Il progetto è fortemente orientato a mantenere il senso antico dell’armonia, legato al canto sardo a tenore, anche fuori dall’Isola. Il concetto di emigrante, qui collegato alla passione per le tradizioni sarde, fa da filo conduttore per tutti i sardi che per lavoro o altri motivi hanno dovuto lasciare la terra d’origine. Il canto a tenore nasce, secondo alcuni studiosi, dall’esigenza di riprodurre le voci della natura ed amalgamarle in un “unico suono” senza l’ausilio di strumenti musicali, adoperando solo le corde vocali. La costruzione canora avviene in forma non schematica, cioè si propone la forma più arcaica ed originale.  Il canto a tenore è un ragionamento costante, un botta-e-risposta tra le voci, un dialogo interno, un racchiudersi di emozioni e di affinità trasmesse anche solo con lo sguardo. Questo colloquio continuo, innestato dalle “chiamate vocali” in forma codificata, porta a diverse sonorità uditive che possono, in base ad esperienza e conoscenza, suscitare espressioni differenziate. Ogni singola cantata nasce e muore proprio nell’istante che si chiude e non si potrà mai ripetere; infatti la forma è delineata dal sentimento proprio di quel momento. Non si può quindi identificare uno schema di esecuzione.

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Un commento

  1. Francesco Laconi

    Bravi ragazzi splendidi e preparati che fanno onore alle nostre tradizioni .. Ne approfitto per salutarli caramente!!

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