IL CINEMA SARDO SBARCA NELLE SALE DEL CONTINENTE: "TREULABABBU" DI SIMONE CONTU PRESENTATO DALL'A.C.S.I.T. DI FIRENZE


di Daniele Gabbrielli

L’ACSIT continuando nel proprio impegno in favore delle produzioni e delle eccellenze culturali ed artistiche della Sardegna, ha promosso, assieme ai circoli Fasi dell’Italia centrale, la proiezione a Firenze del film di Simone Contu Treulababbu – Le ragioni dei bambini. La serata, presso la multisala Uci Cinemas di Campi Bisenzio, è stata introdotta da una presentazione dell’autore che ha illustrato i contenuti e la genesi del film che segna il suo esordio alla regia dopo tanti anni passati sui set cinematografici come segretario o ispettore di produzione. Simone Contu, quarantatreenne di Jerzu, ha costruito il suo primo lungometraggio narrando le storie di due ragazzi in altrettanti distinti episodi intitolati “Sa regula” e “Su molenti di Oramala”: nel primo il protagonista è Efisio a cui viene regalata una capretta che finirà per essere macellata per il pranzo di Natale, nel secondo Vincenzo si trasferisce da Roma in un paesino di montagna della Sardegna dove incontra tzia Antona che gli racconta la storia di Oramala: un diavolo che esaudisce qualsiasi desiderio a chiunque gli riporterà l’asino magico rubatogli dalle anime dei bambini morti. I due episodi si rifanno a generi diversi: “Sa regula” è una commedia degli equivoci con un finale surreale, mentre “Su molenti di Oramala” è invece un fantasy vero e proprio con tutti i crismi del genere: notti tempestose, personaggi strani e misteriosi che popolano la Sardegna magica». Elemento in comune ai due episodi è il conflitto tra il mondo degli adulti e quello dei bambini, con quest’ultimi portatori di istanze di autenticità tradite da una generazione adulta (rappresentata da due genitori insegnanti) che sembra aver perduto la capacità e la voglia di trasmettere regole e valori. In particolare, nel primo episodio, il padre di Efisio non riesce a comprendere che le regole possono essere trasmesse solo con la sincerità e l’esempio e non seguendo il calcolo delle convenienze; nel secondo episodio Vincenzo affronta invece un viaggio di iniziazione, con prove e difficoltà, che lo mette alla prova e gli consente di prendere coscienza della propria individualità. Il regista ha spiegato che il film vuol anche denunciare una certa impostazione educativa che pretenderebbe di trasmette la tradizione in forma riduttiva, in dimensione folklorica, edulcorata dei profondi significati valoriali ed identitari, ritenuti svalutati ed inadeguati di fronte alla modernità. Proprio per questi contenuti educativi, il film si adatta bene ad essere utilizzato nella scuola anche fuori dal contesto sardo: infatti il linguaggio è facilmente comprensibile anche quando i dialoghi sono in lingua, grazie ai sottotitoli. Treulababbu presenta paesaggi bellissimi che costituiscono un invitante biglietto da visita della Sardegna: il film è infatti ambientato nell’area centro-orientale dell’isola a partire dal Supramonte di Orgosolo e dal confine con l’Ogliastra, per passare alla foresta Montes, dove è stata ambientata la scena riguardante le anime dei bambini morti. Le riprese hanno quindi attraversato i monti di Talana, per poi spostarsi nel Montarbu di Seui e Ussassai, quindi a Jerzu e Ulassai, per discendere verso Cardedu e Tertenia e spostarsi verso il confine con il Sarcidano, l’altopiano di Escalaplano, fino ad approdare al lago del secondo salto del Flumendosa. Il film attraversa location belle ed evocative per le storie raccontate, ma anche per un ritorno di immagine dei comuni che hanno contribuito al finanziamento dell’opera. Al termine della proiezione Simone Contu si incontrato con il numeroso pubblico rispondendo con disponibilità alle domande ed alle curiosità degli spettatori.

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