SCONTROSI … RANCOROSI … STANZIALI … TESTARDI … OSPITALI … VENDICATIVI … FEDELI … ANALISI DEL CARATTERE DELLA GENTE SARDA

Incanto di Sardegna nella foto di Salvatore Serra

di Massimiliano Perlato

Raccontano gli storici che sono stati i Cartaginesi, conosciuti come feroci e scontrosi, a far diventare “difficile” il carattere dei sardi. Narrano gli stessi storici che il popolo sardo era troppo selvatico per avere un buon carattere. I sardi erano un gradino sopra le bestie che custodivano: vestiti di pelli, irsuti, scorbutici, permalosi, astiosi, incapaci di mantenere i patti. Un pregiudizio che ha segnato la popolazione della Sardegna, una specie di viatico per chiunque negli anni, nei secoli a venire, si trovasse nella necessità di descrivere il carattere dei sardi. Un pregiudizio, che ancora oggi viene a torto evidenziato, basandosi su una sintesi ad hoc spesso priva di supporti nella realtà dei fatti. C’è da dire che, nella sua storia, la Sardegna è sempre stata di qualcun altro fuorché dei sardi. Degli spagnoli, per esempio, che pare vi abbiano apportato una certa pomposità rituale, un cattolicesimo integralista, una lingua meno dura. O dei francesi, che poi gli hanno preferito la Corsica. O dei piemontesi che vi hanno apportato la burocrazia e l’economia di mercato. O degli italiani che hanno apportato le leggi, la tassa sul macinato e via dicendo. Ma all’origine, come è stato detto, sono stati i Cartaginesi, che pure hanno dato tanto per il fascino misterioso dell’isola. Le loro navi, durante il VI secolo a.C. approdano sulle coste della Sardegna dove hanno impiantato scali sicuri sulla rotta per Marsiglia. Gli isolani si difendono, non accolgono benevolmente gli invasori e questi li ricambiano con sistematici massacri: ammazzano ogni abitante della Sardegna che incontrano sulla loro strada. Ai sopravvissuti non resta che ritirarsi all’interno, sulle montagne, vivere con le capre, campare del cibo modesto offerto dalla pastorizia in una zona aspra, in una vita grama alimentata dall’odio e dalla paura.

La Sardegna ha visto nei tempi avvicendarsi invasori sprezzanti della popolazione locale, dei suoi usi e delle sue libertà. Di padre in figlio, la diffidenza per i forestieri si è nutrita di racconti terribili, di memorie di sangue, di leggende agghiaccianti. La fama di scontrosità dei sardi si è alimentata a causa delle cattiverie dei “visitatori”. Non erano davvero teneri i Cartaginesi, mercanti e guerrieri. Tra le rovine di Tharros, città punica sulla costa occidentale, se ne rintraccia la prova, nel santuario dove ogni famiglia sacrificava, uccidendolo, il primogenito. I Romani, arrivati subito dopo, chiamavano Barbaria quella che ai giorni nostri è la Barbagia, luoghi di solitudine desolate e orizzonti immensi.

La diffidenza dei pastori, oltre al rancore, crebbe nell’Ottocento, quando cominciò lo sfruttamento minerario, in condizioni disumane, e quando venne abolita la proprietà collettiva dei pascoli. I sardi cominciano a comunicare in silenzio. L’orgoglio sardo si esprime nel mutismo, con la vendetta, ovvero quando l’intensità dei sentimenti viene trattenuta in una sola occhiata, in un breve gesto d’insofferenza interiore. Nel 1896, il Presidente del Consiglio Francesco Crispi applica la sua ricetta contro il banditismo e manda un corpo di spedizione militare come se la Sardegna fosse una colonia africana da sottomettere, una nazione nemica da ridurre in ginocchio. Il banditismo continua, e i banditi capaci diventano leggende da imitare. E così la Sardegna tutt’ora offre talvolta al mondo un volto oscuro e minaccioso. Ma è proprio la rigida dignità degli abitanti dell’isola, la gelosa custodia delle tradizioni che è valsa a conservare uno scrigno di bellezza selvaggia nell’isola tutta. E per parlare dei caratteri dei sardi, si corre il rischio di giudicare una popolazione che ha avuto poche opportunità di sviluppare una propria originale visione del mondo. Anche se questo, tuttavia, non è esatto, in quanto la Sardegna è un continente e non una regione. Con una storia diversa, sviluppi diversi, culture diverse, lingue diverse.

Che i sardi siano testardi, è un modo di dire che nel tempo ha sempre preso più piede. Collocare, però, la testardaggine del popolo sardo al di sopra delle altre realtà, visto che non è una situazione codificata dalla genetica, è improprio. La testardaggine dei sardi è assolutamente nella norma nazionale: maggiore di quella degli emiliani forse, e minore di quella dei piemontesi, giusto per dar retta a statistiche e classifiche. I sardi sono però molto ospitali. Talmente ospitali che qualche volta al viaggiatore, o turista che sia, viene voglia di essere da tutt’altra parte fuorché in Sardegna. Non ci vuole nulla ad accettare l’ospitalità di un popolo, ma rifiutarla diventa difficile. Farlo, diventa quasi un’esperienza mistica. È più facile accettare un invito piuttosto che rifiutarlo, se non si vuole prendere la responsabilità di raggelare un clima festoso.

I sardi sono un popolo stanziale? Statistiche: ci sono un milione e mezzo di sardi in Sardegna e un milione e mezzo di sardi nel mondo. Cosa dimostri questo non è certo, ma è pur sempre un segnale. Innanzitutto del fatto che non è vero che i sardi non siano dei viaggiatori; in secondo luogo del fatto che non è vero che i sardi siano una popolazione peculiarmente stanziale. I sardi viaggiano molto e si trovano bene nei posti dove si insediano e, sorpresa delle sorprese, offrono il meglio di sé fuori dalla Sardegna. Questo probabilmente non ha niente a che fare con la Sardegna come territorio, che rimane sempre il posto anelato, ma dimostra perlomeno che una cultura non ha bisogno di confini certi per esprimersi. I sardi che si trasferiscono altrove, anche quando potrebbero tornare, per la maggior parte decidono di non rientrare nell’isola. Questo è un sintomo di un’apertura più diffusa di quanto si pensi, di una tranquillità verso l’altrove assolutamente inesplorata. Si consideri, poi, che molti di questi sono oramai poliglotti più di quanto accada ai sardi in Sardegna, nel senso che gli emigrati parlano il sardo, l’italiano, e la lingua eventuale del Paese ospitante. Vendicativi? Se questo è vero, è vero anche che tutti i siciliani sono gelosi e mafiosi. Quindi non è vero. Tuttavia pare assodato che, nella zoologia fantastica della popolazione italiana, i sardi corrispondono agli elefanti, ovvero, quelli che non dimenticano mai! Forse sarebbe più giusto cominciare ad affermare che i sardi non sono un popolo abbastanza vendicativo, ma rivendicativo. Fedele? Sicuramente. Questa è una caratteristica doc del sardo, anche se può spesso limitarne la libertà di approccio. “Sei sardo? Bene, saremo amici per tutta la vita!”. Avviene soprattutto fra i sardi emigrati. Sardo con sardo. Fine. Una noia mortale e un’arma a doppio taglio che prevede un’adesione acritica a questo assioma.

34 risposte a “SCONTROSI … RANCOROSI … STANZIALI … TESTARDI … OSPITALI … VENDICATIVI … FEDELI … ANALISI DEL CARATTERE DELLA GENTE SARDA”

  1. Io sono stato in Sardegna a Platamona, vicino Sassari, dovevo acquistare un locale ma la cosa è finita male perchè chi voleva vendere non aveva i titoli per farlo e la struttura era soggetta a demolizione … tutti sapevano ma in 2 mesi che ho trascorso in quella zona solo una persona è venuta per mettermi in guardia sulla faccenda …non era sardo Difficilmente tornerò da quelle parti ma sicuramente non dimenticherò per il resto della mia vita quanto sono omerTosi (ma va bene anche con la D) i tanti sardi che ho conosciuto.

  2. Qusti storici sono uomini che vedono arrivare oggi ,gli avvenimenti di ieri, dei quali l’altro ieri non avevano la più pallida idea-
    Uno dei segni più eclatanti della storia è l’impiego di MICROCEFALI che non hanno la più pallida idea di certi eventi.

  3. Sardi, popolo levantino con attitudine all’imbroglio, al rancore e alla distruzione. Orgogliosi de che? Mai visto dei servi più meschini e ignoranti, si sono svenduti anche l’anima.

  4. Condivido parzialmente l’articolo. La storia dei Cartaginesi va verificata un pò meglio alla luce di nuove scoperte e nuove teorie. Per il sig. Guido, come giustamente dice Massimiliano nell’articolo, definire un popolo intero – omert(D)oso – solo perchè alcune persone disoneste (come ce ne sono ovunque) non si sono comportate correttamente, non è giusto, sarebbe, cito Massimiliano, come definire tutti i Siciliani Mafiosi.
    Saluti

    1. Ed invece a mio malgrado devo affermare che per la maggiore i sardi sono omertosi e l orgoglio e’ piu testardaggine….non per questo ritengo che siano inferiori agli altri anzi..diro di piu’ un sardo bravo in qualcosa e’ il top in italia…che sia meccanico parrucchiere pizzaiolo le trovi piu’ bravi che nel continente …..
      Quella sfumatura del carattere pero’ ce l hanno….peccato perche’ avvolte buttano all aria le cose o nn le migliorano solo per ripicca o per non dire a ragione lui (per esempio).

      ..

  5. Per carità di penna non entro nel merito della valutazione della metrica redazionale, la critica si focalizza sopratutto sui contenuti; essi appaiono sempre uguali a se stessi, stereotipati insomma … ammuffiti, sono la risultante vettoriale di una lettura distorta e fuorviante della Storia della Sadegna che, con l’avvento dell’Età del ferro perde, purtroppo, quella capacità propulsiva nell’economia di cui per secoli è stata titolare predominante per lo meno nell’area del Mediterraneo occidentale.
    Credo che se non abbandoneremo questa liturgia del vittimismo e dell’autocommiserazione continueremo a macerare per chissà quanti decenni ancora al di sotto di un livello di mediocrità. Badate che proseguendo sconsideratamente su questa direttrice, non so tra quanto tempo, ma il risultato finale ( demografico, economico e politico ) potrebbe essere deleterio. Noi genti di Sardegna dobbiamo confrontarci coi continentali, dobbiamo istruirci e professionalizzarci, dobbiamo copiare quanto di buono c’è in giro per il mondo e provare ad innestare a Casa Nostra, svegliamoci però… non oziamo sulle immutabili frasi fatte altrimenti tra non molto, concedetemi la metafora, sentiremo le lumache che ci galoppano sulla schiena.
    Per farla breve concludo con la considerazione che le leve dei comandi devono stare nelle mani di quelle persone avvedute che AMANO la Sardegna sinceramente, riconoscerle è semplicissimo come distinguere un’ape dalla zecca.
    L’ultima considerazione è per l’aspirante imprenditore Guido: guarda che la Sardegna, come il resto del mondo, ha anch’essa due categorie di personaggi cioè gli imbroglioni e i fessi …. quelli che abbiamo ci bastano e avanzano.

  6. straiker evidentemente i sardi non li conosci bene, questi commenti li devi fare a quattro occhi da uomo vero!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  7. Straiker sei solo una persona meschina che non sa nemmeno presentarsi con il proprio nome.
    Dimmi… ma tu di che nazionalità sei?
    Ah del Burkina faso? O scusa volevo dire di Haiti… no forse della Sierra Leone?
    Ma nooooooo sei Italiano!!!! Stai attento perchè ti sporge l’anello dal naso…
    Ma probabilmente nemmeno tu sai chi sei e da dove vieni.
    Bene sappi che noi SARDI siamo di un’altra NAZIONE, fieri, orgogliosi e liberi, per nulla asserviti ma sempre indomiti.
    Visto il tuo modo di esprimerti, non puoi essere che un poveraccio che non conosce davvero i sardi.
    Le tue considerazioni sono meschine e prive di fondamento.
    Fai subito ammenda, cospargiti il capo di cenere e chiedi scusa.
    Sarai perdonato…
    Perchè non fai un salto quì da noi a conoscerci meglio?

  8. Straiker stai esagerando…….. perché’ tra tutte le offese che hai ben descritto hai dimenticato di scrivere che anche noi sardi sappiamo essere molto cafoni come te!!!!!! Avrai incontrato delle brutte persone ma non fare di tutta l’era un fascio il rispetto chiama rispetto…… E tu non mi sembri una persona rispettosa !!!!!!!!!!!

  9. Che la Sardegna sia stata sempre colonizzata, è un fatto assodato. Che la filosofia dei sardi risalga alla notte dei tempi, è un fatto anch’esso assodato. Ricordiamoci però che quando tutti gli “altri” ragionavano per linee, i nostri avi conoscevano già il cerchio. E così, per esempio, costruivano le loro case. Che poi l’invidia degli “altri” sia un sentimento sempre attuale, anch’esso è un fatto assodato.

  10. L’ Articolista è conoscitore del Popolo Sardo e si legge . Io ogni volta che ho a che fare con dei Sardi dentro e fuori l’ Isola , a qualunque ceto appartengano , li trovo “Magnifici” !

  11. La Sardegna è una terra meravigliosa e anche i Sardi. Io ci lavoro da 12 anni e non sono Sarda ma mi sento parte di loro.
    In tutti i posti ci sta la gente buona e quella di merda.
    Chi parla male è solo per invidia o perchè non la conosce!!!
    W la Sardegna e w i Sardi.

  12. Straiker, il tuo nome si assimila a “stiratore”, meschinamente colui che vuole stirare …gli altri… senza accorgersi che stira solo se stesso perché dimentichi o non hai gli strumenti per capire, che “ognuno misura gli altri con il proprio metro”, guardati allo specchio, sei miseramente quello che attribuisci a noi!

  13. Guido, “tutto il mondo è paese”, a Verona dicono: “Ogni giorno nasse un cuco, beato chi lo cuca!” = Ogni giorno nasce un sempliciotto, beato chi lo prende! Consolati, t’è andata bene, non sei stato ”cuccato”. In quanto all’omer.T.osità, guardati intorno perché è una malattia molto diffusa, senz’altro l’omer.D.osità la trovi anche nei dintorni di casa tua. Tragicamente non c’è un vaccino per debellarla. Negli Anniventi c’era addirittura un untore che la diffondeva con i manifesti: “Taci il nemico ti ascolta”.

  14. Il massimo rispetto per le opinioni espresse dall’autore del testo che sarebbero in parte suffragate da alcuni elementi storici, i quali necessitano sempre di ponderate considerazioni ed incrociate risultanze con altrettanti elementi: mi auguro che la ricerca possa progredire guidata dalla luce della obiettività e dal metodo del riscontro fondato sui dati oggettivi. Quanto al carattere dei sardi, alle caratteristiche che li contraddistinguerebbe, alla “sardità” di persone e cose che la Sardegna imprime, condizionandone l’essere sia nel bene e sia nel male, occorre approfondire il discorso tanto sul piano storico quanto su quello sociologico ed economico, tenendo lo sguardo ai fenomeni di risultato dell’attuale presente. Uno studio le cui conclusioni lasciano tuttavia un margine alla opinabilità. Dal mio punto di vista, il presente della Sardegna è a dir poco un PIANTO: il presente di una Sardegna isola sempre più isolata in tutti i sensi; di una società sarda perennemente divisa; dei sardi incapaci di concepire un barlume di senso collettivo utile per il loro stesso bene comune; dei sardi spesso inetti e poco inclini alla cultura del lavoro e del darsi da fare; dei sardi pieni di un orgoglio di cui tuttavia si sono persi i contenuti (quali princìpi, quali valori?); dei sardi logorati dall’invidia sociale e dalla corsa alla stipula di finanziarie per la “spacca” di far vedere al vicino che anche loro possiedono il “suv”; dei sardi costantemente al di sotto della media nazionale sul piano della scolarizzazione per via di una scuola sarda che insegna poco e male; dei sardi ricoperti da una coltre di inciviltà per lo scarso senso civico e l’omertà diffusa; dei sardi apparentemente rabbiosi, testardi e “barrosi” e fondamentalmente conigli quando trattasi di esporsi per far valere le ragioni del diritto e della giustizia, tanto per sé stessi quanto per gli altri. Che significa al giorno d’oggi essere sardo, con quali occhi l’Italia, l’Europa ed il Mondo guarda alla Sardegna e quali sarebbero i giudizi di considerazione per i sardi?! Ospitalità fa rima con subalternità: è un gioco di parole che però trova riscontro nella Storia dell’isola e nel suo triste ed attuale presente di mera realtà geografica ancor più che sociale, politica ed economica. Di fatto, la Sardegna continua ad esprimere prevalentemente un peso naturalistico, perché appare tanto insufficiente la cultura che esprime quanto mediocri i metodi per promuoverla. Una cultura chiusa nel medioevo delle sue barriere mentali ancor più che geografiche, incompatibile addirittura con le ragioni larvali di un oramai superato Illuminismo. Sardegna statica che incede col ritmo del suo tempo scandito dall’inerzia di un moto perpetuo, alimentato di autosufficienza ed introversione, satellite sempre più lontano che ruota su sé stesso, orbitando col suo tempo e nel suo spazio, sempre più distante dal Mondo.

  15. chi non è mai vissuto in Sardegna non può capire tante cose. Forse si confonde l’omertà con la riservatezza, che pure se non richiamata, è una caratteristica dei Sardi, che non dico che si facciano solo “i fatti loro”, ma che certo non sono pettegoli. E nessuno dice che l’ospitalità, sacra per i sardi, ha anche un’altra faccia, per me cjhe sono sarda, egualmente positiva, che è il ripsetto per la privacuy degli altri, e la non invadenza. E’ forse questa cultura che spesso ci fa apparire scontrosi e , spesso, timidi nell’approccio con chi non conosciamo. ma quando ci si conosce, siamo allegri e goderecci….

  16. Sono nato a Milano ma da genitori sardi ed anche se vivo a milano e non in sardegna credo di conoscere un po il carattere sardo che definisco leale e sincero ma anche vendicatico e pericoloso; Mai e poi Mai far arrabbiare seriamente un Sardo.

  17. Cara Maria,
    chi augura del male ne riceverà in abbondanza. E visto che la Sardegna non ti piace, vedi di andartene presto. Non abbiamo bisogno di rifiuti umani come te.

  18. buondi. io ci sono adesso 14 settembre 2014 IN MOTO….sono fantastici ospitali quanto non mai..bellissima la sardegna tanto e vero che adesso tornato in casa sto programmando il viaggio 2015 bellissima la sardegna con le sue coste incontaminate

  19. L’articolo denota scarsa conoscenza delle storia della Sardegna, la propensione a fondare argomentazioni su luoghi comuni che l’autore stesso cerca di configurare come verità storiche senza essersi prima documentato, e la tendenza a non sottoporre a verifica quelle asserzioni che, sebbene debbano essere prese in considerazione, lasciano forti dubbi sulla validità di quanto esse sostengono in quanto prive di fondamento scientifico.
    1.”Raccontano gli storici che sono stati i Cartaginesi, conosciuti come feroci e scontrosi, a far diventare “difficile” il carattere dei sardi”.
    Quali sono gli storici che lo “raccontano”? Può farne i nomi, caro Perlato, e fornirci la bibliografia?
    In ogni caso, il carattere di una popolazione è bene che sia indagato da chi si occupa di antropologia culturale e non dagli storici.
    2.”C’è da dire che, nella sua storia, la Sardegna è sempre stata di qualcun altro fuorché dei sardi”
    Durante l’epoca nuragica (durata quasi due millenni) la Sardegna è stata dei Sardi.
    La Sardegna giudicale (circa 500 anni di storia) è stata dei Sardi.
    3.”O degli italiani che hanno apportato le leggi”.
    L’autore manca di considerare che il Regno d’Italia deriva direttamente dal regno sabaudo, pertanto la Sardegna non è stata degli Italiani, anzi, è essa stessa che, assieme a Piemonte e Liguria costituisce l’embrione d’Italia.
    4.”Gli isolani si difendono, non accolgono benevolmente gli invasori e questi li ricambiano con sistematici massacri: ammazzano ogni abitante della Sardegna che incontrano sulla loro strada”
    Bibiliografia, please?!
    5.”Di padre in figlio, la diffidenza per i forestieri si è nutrita di racconti terribili, di memorie di sangue, di leggende agghiaccianti”
    C’è qualcuno che possa raccontarmene almeno un paio, di queste memorie di sangue e leggende agghiaccianti, per le quali è inopinabile che abbiano nutrito la diffidenza per i forestieri?
    7.”La diffidenza dei pastori, oltre al rancore, crebbe nell’Ottocento, quando cominciò lo sfruttamento minerario”
    In Sardegna lo sfruttamento minerario non cominciò nell’ottocento, ma era già cominciato almeno dall’epoca romana.
    8.”Nel 1896, il Presidente del Consiglio Francesco Crispi applica la sua ricetta contro il banditismo e manda un corpo di spedizione militare come se la Sardegna fosse una colonia africana da sottomettere, una nazione nemica da ridurre in ginocchio”
    Considerato che “Va evidenziato che questo aspetto di brigantaggio, inteso come rivolta antisabauda, interessò quasi esclusivamente i territori meridionali continentali ex borbonici, mentre in pratica non si verificò nei territori di tutti gli altri stati preunitari annessi dal Regno di Sardegna per formare l’Italia unita durante il Risorgimento” (Wikipedia, alla voce bringataggio, 10 gennaio 2015), è chiaro che da parte di Crispi, non ci fu accostamento alcuno tra la necessità di combattere i briganti in Sardegna e le guerre coloniali (la Sardegna era sabauda gia dal 1720!). La vicenda si configura molto semplicemente come intervento di polizia all’interno di uno Stato per necessità di ordine pubblico, così come, nei nostri giorni, si è ad esempio configurata l’operazione “Vespri siciliani” degli anni novanta per combattere la mafia in Sicilia.
    9.”I sardi che si trasferiscono altrove, anche quando potrebbero tornare, per la maggior parte decidono di non rientrare nell’isola”
    A quale studio statistico si riferisce l’autore? O è solo una sua personale impressione?
    Per il resto, l’articolo è ben scritto, con l’unica eccezione del periodo “Talmente ospitali che qualche volta al viaggiatore, o turista che sia, viene voglia di essere da tutt’altra parte fuorché in Sardegna”. Cosa significa? Al più potrebbe scrivere “…viene voglia di essere ovunque fuorché in Sardegna” o, in alternativa “…viene voglia di essere da tutt’altra parte”.

  20. Non sono sarda, sono piemontese, più precisamente di quello meridionale, ho sempre sentito il bisogno dello scambio culturale con tutte le regioni ed i popoli ma poche sono le persone con cui questo è possibile, dobbiamo renderci conto che l’orgoglio ed il pregiudizio esistono sempre e puntualmente non permettono aperture o scambi. Con i sardi, i pochi che ho conosciuto, il rapporto non è mai stato facile causa proprio la testardaggine, ovviamente parlo di quelli che ho conosciuto io, altri saranno splendidi.

  21. Per tutti quanti: i Sardi non hanno mai cercato nessuno…Son venuti sempre da fuori a prendersi le nostre ricchezze, ad affamarci, a imporci usi e costumi estranei al nostro modo di essere…se abbiamo caratteristiche di omertosita’ e testardaggine sono legate a queste millenarie sottomissioni….chi siete voi per continuare a girar il coltello nella piaga, accusandoci di qualita’ negative legate alla sete di potere propria dell’uomo che , gonfio della sua superbia tenta di sottomettere i piu’ deboli?Lasciateci in pace, che, mediamente, siamo migliori di tutti voi critici messi assieme.

  22. Articolo veramente interessante!
    Io penso che dietro ogni sardo ci sia una voglia di manifestare ed urlare la loro esistenza. Da veri isolani, difendono la loro terra. Se ti comporti male, ricambiano male. Se ti comporti bene, ricambiano bene. Poi se trovi quello che se ne aprofitta, beh, non è che è sardo, è merda.
    Comunque visto che siamo in tema, sll’isola di north Sentinel, vicino l’india, stanno talmente indietro col tempo che ancora oggi le navi che vogliono sostare vengono attaccate da tribù di indigeni con lance e frecce…quindi andate li se la sardegna non vi piace😂.

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