NINO LODDO IMPRENDITORE CORAGGIOSO E DI SUCCESSO, PREMIATO PER LE SUE QUALITA' UMANE E PROFESSIONALI A ORISTANO

la premiazione di Nino Loddo

di Gian Piero Pinna

Il 16 novembre scorso, nella saletta culturale “Elena D’Arborea” della Caffetteria Pasticceria “La Dolce Vita”, nella Via Cagliari ad Oristano, Nino Loddo, di cui è anche proprietario oltre a quella omonima di Ghilarza e al Bar caffetteria “Porta Mari” di recente apertura in Piazza Mannu, sempre ad Oristano, ha ricevuto un importante riconoscimento, con tanto di diploma e stemma araldico, per i suoi meriti imprenditoriali, molto significativa la motivazione: “A Nino Loddo, energico lavoratore e imprenditore nel settore dell’alta pasticceria e del commercio. Persona attenta e impegnata nella sua impresa lavorativa, nonostante il momento socio economico molto difficile e scoraggiante”.

Nino Loddo, nasce ad Ortueri, ma si afferma come imprenditore a Ghilarza, dove insieme al fratello Gian Piero, da circa trent’anni, gestiscono la più prestigiosa pasticceria del paese in Corso Umberto, che hanno voluto chiamare “La Dolce Vita”.

Gian Piero si dedica alla produzione e Nino ne cura la commercializzazione.

 Un’altra sua passione sono i vini, che produce già ad un livello molto elevato, tipico di uno che ha le radici in una terra di grandi tradizioni vinicole come il Mandrolisai. Infatti le sue tre perle enologiche: Barisai, Sonaggiàu e Istentale; hanno un gran legame col suo territorio d’origine e orgogliosamente sottolinea “la nostra cantina è ancorata alle produzioni varietali autoctone e alla stretta connessione tra queste e alcune pratiche produttive locali, infatti, i nostri vini oltre ai caratteri della modernità, hanno anche un cuore antico”. Con la sua piccola cantina privata, ha partecipato per il secondo anno al Vinitaly di Verona, ottenendo un successo al di la di ogni aspettativa.

Nino e Gian Piero, cominciano ad imparare il mestiere nella pasticceria del fratello che, di ritorno dalla Svizzera, nel 1974 apre un laboratorio ad Ortueri. Dopo otto anni di apprendistato, decide di trasferirsi a Ghilarza col fratello Gian Piero e si mettono in proprio: “L’attività è cresciuta piano, piano, inizialmente producevamo dolci tradizionali, poi Gian Piero si è specializzato su un tipo di pasticceria nuova che ancora non era presente nel mercato e questa, insieme alla qualità, è stata la strada giusta”. Nel frattempo non trascura di aggiornarsi spendendo e investendo nella sua formazione migliaia di euro e prende a frequentare prestigiosi corsi di pasticceria con affermati maestri.

Cosa ti ha spinto ad allargare la tua attività anche a Oristano?

– Per me è stata una conquista, perché si ha sempre voglia di crescere ed essendo un centro più grosso di Ghilarza, ho voluto allungare il passo. Prima di venire ad Oristano ero un po’ prevenuto, invece mi son trovato subito bene e ho conosciuto delle persone splendide. Io parto dal presupposto che in base a come tu ti comporti, vieni contraccambiato. Qui ho trovato degli amici, buoni rapporti umani, insomma, mi sono ambientato subito.

Programmi per il futuro?

– Senza ombra di dubbio, dobbiamo sempre cercare di migliorare, non per un aspetto economico, ma perché è giusto crescere e avere delle ambizioni, degli obiettivi, anche perché crescere non serve solo a noi, ma anche alla società

Come mai la passione dei vini?

– Appartenendo ad un territorio vocato per la produzione vinicola, ho sempre pensato che si poteva migliorare, magari utilizzando parametri diversi da quelli di una volta e mi son messo in gioco. Mi sono affidato ad un enologo esperto, Aldo Buiani, che lavora presso la cantina Antichi Poderi di Jerzu, il quale mi ha dato i consigli giusti su come procedere. Allora abbiamo fatto degli esperimenti e abbiamo cominciato a vinificare oltre al Cannonau, anche Cabernet, Sangiovese e Nasco, per vedere sin dove saremo potuti arrivare e abbiamo ottenuto degli ottimi risultati. Il campo vinicolo però, è come quello della politica, se hai un nome riesci a fare business: noi più modestamente, il nome contiamo di farcelo meritatamente lavorando sodo. Il più grande complimento, per noi arriva quando chi assaggia il nostro vino dice: “Mi è piaciuto, perché ha dei profumi particolari e mi ha dato delle emozioni e delle sensazioni  speciali”. L’ambizione c’è e credo che un giorno si arriverà ad ottenere anche dei risultati importanti.

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