RICORDANDO LA PREFAZIONE DEL LIBRO "ANTIFASCISTI E PARTIGIANI SARDI", L'ULTIMO SALUTO DELL'EMIGRAZIONE SARDA ORGANIZZATA AL PRESIDENTE OSCAR LUIGI SCALFARO

Oscar Luigi Scalfaro

di Tonino Mulas

La FASI vuole salutare il Presidente Emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, ricordando l’amicizia che ha contraddistinto l’uomo politico con la Sardegna e con i suoi emigrati. Una testimonianza di affetto e di grande rispetto per la figura che ha rappresentato l’Italia in una fase particolare del suo cammino democratico. In particolare, voglio ricordare, a distanza di sette anni, la prefazione che proprio Scalfaro fece al mio libro “Antifascisti e partigiani sardi” nel 60° anniversario della Resistenza. Tonino Mulas

Si celebra questo anno 2005 il sessantennio della fine vittoriosa della lotta di Liberazione. Ricordare quelle pagine di Storia che hanno conosciuto l’eroismo e il martirio di tanti combattenti per la libertà, è dovere sacro santo. Non dimentichiamoci mai che ci sono tre monti essenziali nella risurrezione della Libertà in Italia: il no alla dittatura fascista,la Repubblica,la CartaCostituzionale. Sono momenti legati tra loro in modo logico e indissolubile. Ora, rifarsi alle nostre radici è fondamentale; un popolo senza radici o dimentico delle proprie radici, non riesce ad essere popolo, non ha storia.

Mi sono chiede poche parole come introduzione al vostro racconto dei personaggi sardi che non si arrestano al fascismo e sono esempi di dirittura morale e civile. Lo faccio volentieri per l’amore che sento per la vostra terra dove ho avuto modo di soggiornare diverse volte nella mia lunga vita, per motivi di lavoro, di responsabilità politica, di riposo rigeneratore. Il solo pensiero alla bellissima Isola, mi popola la mente e il cuore di volti tanto vivi e, a me, cari: colleghi di università alla Cattolica del S, Cuore a Milano; compagni d’armi durante la guerra, stretti da un’amicizia che non può morire; funzionari sardi, in particolare i prefetti, sempre di statura nelle diverse responsabilità, felici quando potevano svolgere le loro funzioni nella loro terra. Tra i numerosi volti ne spicca uno, davvero di eccezione, Peppino Villasanta, militare con me alla Scuola per gli ufficiali di Complemento a Ravenna, magistrato Procuratore Generale della Corte d’Appello di Cagliari; di forte ingegno, di trasparente coscienza, servita di verità e di giustizia. Questi miei ricordi mi fanno sentire vicino ai vostri per coloro che hanno pagato personalmente per la libertà di tutti. Mi piace coinvolgermi direttamente: per la mia libertà; e sento un vincolo forte di riconoscimento e di amore. Quanti Figli di questa vostra incantevole terra disseminati nelle varie parti d’Italia a rischiare, a lottare perché sorgesse finalmente una Patria libera … e quanti caduti. Al Parlamento, anzi già all’Assemblea Costituente, rifulse Emilio Lussu. Noi giovani avevamo per Lui un’immediata simpatia: ci affascinava la sua lotta piena di amore per l’autonomia del suo popolo. Si poteva non condividere il suo pensiero politico, ma era impossibile non ascoltarlo, attratti dalla sua oratoria scarna, povera di aggettivi e priva di fronzoli lirici, ma forte, efficace, che ti costringeva all’ascolto, ti coinvolgeva e ti rendeva davvero partecipe del suo pensiero, della sua passione politica. Sembrava duro e irriducibile su temi di coerenza, di etica privata e pubblica, di spina dorsale inflessibile … e lo era! Ma lo era anzitutto per sé, per la sua vita privata e politica, per la sua testimonianza ai valori fondamentali dai quali non si può prescindere mai. Può parere che io esca dal tema, ma ciò che desidero esprimere è proprio l’esaltazione delle più alte virtù della vostra gente, virtù che poste al servizio di grandi ideali, hanno dato alla Storia della liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista e dal tedesco oppressore, figure eminenti che rimangono esempio vivo nella attuale realtà politica così povera di pensiero e di valori. Invito i lettori, specie i giovani, a fermarsi per meditare: Anzitutto sul dovere essenziale di saper servire la propria comunità assumendo, se del caso, qualche pubblica responsabilità senza mai tirarsi indietro, senza mai lavarsi le mani. Si deve sentire vera riconoscenza per Coloro che hanno pagato con la vita, con la sofferenza, con fatiche di ogni genere, questa libertà che noi oggi godiamo. Inoltre questa libertà deve essere difesa sempre perché sia piena, viva, partecipata. E oggi deve essere difesa nei suoi valori fondamentali la nostra bella Carta Costituzionale garanzia di libertà e di democrazia. E adesso buona lettura.

Oscar Luigi Scalfaro – Presidente Emerito della Repubblica, Presidente dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia

Una risposta a “RICORDANDO LA PREFAZIONE DEL LIBRO "ANTIFASCISTI E PARTIGIANI SARDI", L'ULTIMO SALUTO DELL'EMIGRAZIONE SARDA ORGANIZZATA AL PRESIDENTE OSCAR LUIGI SCALFARO”

  1. Sono indignato dalla pochezza e miseria umana dei circa 60 rappresentanti politici del Popolo Italiano, che durante la commemorazione dell’ex Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, hanno abbandonato il Parlamento. Si devono vergognare e chiedere pubblicamente scusa. A questo cattolico, testimone e protagonista integerrimo della nostra storia recente, un infinito Grazie. Nel testo riproposto da Tonino Mulas, oltre all’amore per la Sardegna e all’amicizia per i sardi,emerge lo spessore umano e politico di questo testimone della nostra libertà e democrazia. Tommaso Esca Orosei.

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