AUGUST SANDER E IL SUO VIAGGIO IN SARDEGNA DEL 1927: LA MOSTRA A COLONIA, ALLA "PHOTOGRAPHISCHE SAMMLUNG" SINO AL MESE DI AGOSTO


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Tornano a casa le fotografie che August Sander dedicò al suo viaggio in Sardegna, nel 1927. Tornano a Colonia, per una grande mostra che fino ad agosto proporrà ai visitatori un’immagine inedita della nostra isola. A promuoverla è la Photografische Sammlung/SK Stiftung Kultur, come dire, il salotto buono di una delle città d’arte più interessanti d’Europa. Dall’ottobre del 2009 al gennaio dell’anno scorso la mostra fu ospitata nella Galleria comunale d’arte di Cagliari. Adesso, in un circolo virtuoso di arte e cultura, compie un viaggio a ritroso e viene allestita per la prima volta nella terra d’origine di Sander, tra le architetture avveniristiche di MediaPark, nella sede prestigiosa della Photographische Sammlung. Oltre al prezioso reportage su Cagliari sono in mostra le sue foto di Sassari, Nuoro, Oristano, Iglesias, Porto Torres, Atzara, Aritzo, Dolianova, Villasor, Uta, Abbasanta, Santa Giusta, Codrongianus, Siliqua. All’inaugurazione, con i promotori, le autorità, gli ospiti tedeschi (e molte testate giornalistiche che hanno dato grande rilievo all’avvenimento), anche Giorgio Pellegrini che come assessore alla cultura del Comune di Cagliari si è molto impegnato per portare la mostra in città. Davanti all’ingresso, una gigantografia delle scalette di Santa Chiara. Ha una cinquantina d’anni, Sander, quando arriva in Sardegna nel marzo del 1927 e la percorre in lungo e in largo per un mese, realizzando più di trecento immagini. Attento ai paesaggi, ai monumenti e ai costumi tradizionali dell’isola, Sander conoscerà anche il pittore Filippo Figari e il collezionista Luigi Cocco. «Nessun altro fotografo professionista del XX secolo», scrive nel catalogo Gabriele Conrath-Scholl, «ha dedicato alla Sardegna dell’epoca una documentazione tanto rigorosa ed esaustiva come quella di August Sander», attratto anch’egli, come gli altri illustri visitatori tedeschi che lo avevano preceduto, dall’aura barbarica dell’isola. «Uralt ist das Volkstum», antichissimo è il carattere nazionale, sottolinea estasiato Ludwig Mathar, che inizia ai misteri dell’isola l’amico August, testimone di uno scenario fisico ed etnografico allora unico in Europa. Scrittore e giornalista, già autore di un libro di viaggi che inseriva Cagliari in una sorta di tardivo Grand Tour italiano, Mathar era tornato in Sardegna con l’intento di realizzare un volume dedicato all’isola, illustrato dalle immagini di Sander. Il libro non verrà mai pubblicato ma il diario sardo di Mathar, che avrebbe dovuto servire da base per il volume, è inserito nel Catalogo bilingue, edito da Schirmer Mosel di Monaco di Baviera, con testi di Gabriele Conrath-Scholl, Rajka Knipper, Albertus Mathar, Giorgio Pellegrini e con tutte le 335 tavole fotografiche del reportage, in gran parte inedite. Stampe e negativi del grande fotografo tedesco sono custoditi oggi presso il Sander Archiv della Photographische Sammlung di Colonia, che ospita la mostra, e che l’11 maggio proporrà in anteprima la proiezione del film “August Sander – eine Reise nach Sardinien”. Girato lo scorso settembre in Sardegna dal bavarese Reiner Holzemer, per il canale franco-tedesco ARTE e la Westdeutscher Rundfunk, segue le tracce lasciate dal fotografo nel suo viaggio di ottant’anni fa, in un confronto tra passato e presente lirico e di estremo interesse.

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