"BRICIOLE DI PENSIERO", LA SCRITTURA COME SALVAGENTE ESISTENZIALE PER LUCIA CHERGIA


di Santina Raschiotti

A distanza di tanto tempo ho incontrato una mia ex compagna di scuola, l’occasione è stata la cena per il ventennale dal diploma, un po’ di brividi al pensiero di così tanti anni passati così in fretta. E naturalmente ci siamo detti vicendevolmente “non sei cambiato”, un po’ con sincerità, un po’ per nostalgia dei tempi che furono. Lucia Chergia è sicuramente una ragazza che realmente è poco cambiata, nonostante una vita piena e  l’impegno quotidiano di crescere tre figli, Eleonora di 16 anni, Samuela di 6 anni e Thomas di 3. Abita a Cabras, paese che ama, ha lavorato per anni come ragioniera in diverse ditte private, ma ora fa la mamma a tempo pieno. Scopro poco tempo fa che ha scritto un libro. In Briciole di pensiero c’è molto della sua vita, mette a nudo tanti aspetti personali con estrema naturalezza e serenità. Mi incuriosisce e le faccio un po’ di domande.

Come ti è venuto in mente di scrivere un libro, sogno latente o piacevole scoperta? “La scrittura mi ha tenuto compagnia sin dall’adolescenza. Mi è stata d’aiuto e di conforto in alcuni momenti particolari della mia vita, positivi e negativi. Grazie ad essa ho potuto dare libero sfogo ai miei pensieri ed ai miei stati d’animo”.

Di cosa parla il tuo libro?Briciole di pensiero parla delle emozioni, degli stati d’animo, dei pensieri legati alle varie esperienze avute lungo il mio cammino: la morte del mio primo fidanzato all’età di 20 anni, gli anni di carcere di mio marito, nonché compagno di vita, il lungo silenzio di mia madre, la nascita dei miei figli. Ma racconta anche pensieri legati a momenti di vita di persone che ho incontrato e conosciuto. Ci sono poi dei pensieri rivolti al mio amato paese. Ma ciò che Briciole di pensiero vuole significare è che non bisogna mai arrendersi davanti alle intemperie, mai abbandonare i propri sogni e lottare per le proprie idee nel rispetto altrui”.
Hai avuto tanto coraggio per parlare di fatti così intimi e privati, che reazioni ci sono state in paese? “Si è vero, mi han dato della coraggiosa. Sono pensieri che, forse, andrebbero tenuti dentro sè o almeno, tra le mura di casa. Purtroppo gli esempi che vengono presentati oggi ai giovani non fanno altro che disorientarli, penso soprattutto a chi si trova in particolari condizioni… Esempi negativi che creano tensioni, ansie e paure. La mia serenità consiste nell’essere riuscita a far splendere il sole laddove si credeva che potesse abitare solo il buio, nell’essere riuscita a vincere sul pregiudizio e la maldicenza. Sicura che non avrei lottato invano. E vorrei fosse, il mio, un esempio positivo.  L’altro giorno ho incontrato una ragazza che mi ha detto di aver letto il mio libro e di essersi emozionata come non le capitava da tempo, mi auguro sia stata sincera”.

La famiglia e gli amici invece? “Gli amici e i familiari,  conoscendo questa passione e leggendo alcuni versi e poesie, mi  sempre hanno incitato a scrivere. Sono orgogliosi!”.

In quanto tempo hai scritto il libro? “Per quanto riguarda la stesura dei miei pensieri, il tempo necessario è stato di alcuni anni… in quanto Briciole di pensiero è una raccolta. Per la rilegatura e la stampa il tempo è stato alquanto breve. Circa due mesi. Per la  scelta della copertina, l’intera grafica e la forma del libro ho avuto la collaborazione del mio editore Massimo Pulisci, titolare della casa editrice S’Alvure di Oristano. La divulgazione per ora è limitata. Il libro si trova nelle edicole/librerie di Cabras e nella Libreria Canu di Oristano. A breve sarà presente anche nella libreria Mondadori”.

Ora che hai aperto la porta ai pensieri pensi di scrivere altro? “Le idee sono tante, perciò penso che Briciole di pensiero non rimarrà il mio unico libro”.

Come fai a conciliare vita familiare e scrittura? “Ho la fortuna di avere una deliziosa famiglia, che riesce a regalarmi gli spazi necessari per occuparmi di questa grande passione: scrivere”.

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