I PASTORI SARDI "TRATTATI COME CRIMINALI": BLOCCATA LA MANIFESTAZIONE AL PORTO DI CIVITAVECCHIA

Felice Floris, leader del movimento dei pastori sardi
Felice Floris, leader del movimento dei pastori sardi

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Il comparto agro pastorale della Sardegna e’ sul piede di guerra da mesi.

Gli allevatori del Movimento pastori sardi (Mps) chiedono contributi per il settore (un de minimis di 15 mila euro per azienda) ed un equo prezzo per il latte ovi-caprino. La protesta e’ rivolta contro il Governo ma soprattutto contro la Regione, accusata di non aver mantenuto gli accordi siglati il 2 novembre scorso a Cagliari dopo giorni di occupazione del Consiglio regionale culminati con una guerriglia urbana che ha portato in carcere alcuni manifestanti. I pastori, insoddisfatti dalle risposte della Giunta Cappellacci, contestano la legge salva-agricoltura – 147,7 milioni in tre anni – approvata dall’Aula a novembre nei giorni caldi della contestazione, con le associazioni professionali di categoria che si sono spaccate andando in ordine sparso. Al Movimento guidato da Felice Floris non piacciono gli interventi messi in campo dalla Regione sia per l’eseguita’ dei fondi a disposizione che per le modalità di assegnazione delle risorse. Secondo i pastori, il rischio e’ che i contributi coprano solo una parte delle aziende, lasciando le briciole a quelle piu’ piccole. Per sostenere la loro protesta, gli allevatori hanno promosso in questi mesi iniziative eclatanti con blocchi stradali che hanno tagliato in due la Sardegna, occupazione di porti e aeroporti.

La manifestazione a Roma. Era prevista una manifestazione a Roma di fronte al Ministero delle Politiche Agricole, ma quella che sembrava una normale manifestazione di protesta di circa 300 pastori sardi  è diventata un’odissea dopo che i pullman che avrebbero dovuto portare gli aderenti del Movimento pastori sardi (Mps), sbarcati a Civitavecchia dalla nave partita da Olbia, sono stati bloccati dalle forze dell’ordine. Nemmeno il tentativo di prendere il treno diretto a Termini ha avuto successo e tra agenti e manifestanti è scoppiato lo scontro. Un gruppo di circa 30 rappresentanti dei pastori hanno provato a forzare il blocco e sono stati caricati dai militari a colpi di manganello, per un bilancio di quattro contusi, tra cui una ragazza. Due di loro sono stati denunciati in stato di libertà per resistenza a Pubblico Ufficiale, e tutti per manifestazione non autorizzata.

“Trattati come criminali” Il dirigente del Commissariato di Civitavecchia, avvalendosi dei contingenti della forza pubblica inviati di rinforzo, ha impedito ai pullman la partenza per Roma ai sensi di legge, in quanto la manifestazione non era stata preavvisata. Le testimonianze parlano chiaro. Nemmeno il tentativo di prendere il treno diretto a Termini, a metà mattina, ha avuto successo. ‘Non riusciamo a partire – ha spiegato uno dei componenti del Mps, Filippo Gioi – non ci fanno salire sul treno. Le forze dell’ordine ci controllano come fossimo pregiudicati mentre siamo persone civili’. I pastori si sentono giudicati prima ancora di aver compiuto qualsiasi azione di protesta ed il loro blitz, che avrebbe dovuto portarli a Roma, davanti al Ministero per le Politiche agricole, per chiedere interventi per il settore agropastorale, e’ finito nella stazione di Civitavecchia dove di fatto sono bloccati non riuscendo a raggiungere la capitale.’Le forze dell’ordine, polizia e carabinieri, mi hanno sferrato un violento calcio alla caviglia. Ora e’ gonfia e i miei amici sono andati in farmacia a comprare pomate e fasciature’. A parlare, ancora incredula per quanto accaduto, e’ Maria Barca, 27 anni, dottore in comunicazione e da un anno nella dirigenza del Movimento dei pastori, come responsabile dell’area del nuorese ed anche della comunicazione. Maria e’ la stessa che il 19 ottobre, insieme ad altri dieci pastori, occupò la sala della Regione Sardegna per protestare contro le decisioni prese sulla pastorizia. ‘Ci hanno impedito di raggiungere Roma – spiega – Ci sono stati degli scontri e io sono stata colpita in maniera violenta. Prima di cadere a terra dal dolore ho implorato le forze dell’ordine di lasciar andare un giovane pastore che ha 17 anni e che e’ stato da loro ripetutamente picchiato’. A Maria fa eco Filippo Gioi, dirigente del Movimento: ‘Il ragazzo che e’ stato manganellato peserà si e no 40 chili. Non aveva senso prendersela con lui. E’ stato un atto di violenza gratuita’

Felice Floris, leader del Movimento pastori sardi. ‘La pastorizia vive da anni una situazione insostenibile, che rischia di far scomparire dal processo produttivo un settore che occupa decine di migliaia di persone. Siamo ormai al collasso’. Così il leader del Movimento dei pastori sardi, Felice Floris, da stamani insieme ad altri 200 pastori a Civitavecchia, spiega le ragioni della protesta che li ha portati a imbarcarsi da Olbia e giungere alle porte della Capitale. ‘Ormai tutto quello che viene prodotto dalla terra non ha nessun valore, siano essi beni di natura animale o vegetale anche se si tratta di prodotti indispensabili per l’esistenza di tutti – aggiunge – e il consumatore paga tutto più caro’. “Siamo padri di famiglia, invece ci stanno trattando come criminali – ha aggiunto Floris- siamo venuti con intenzioni pacifiche e invece continuano a impedirci di muoverci. Stasera torneremo in Sardegna scortati dalle forze dell’ordine anche durante la traversata. E’ una vergogna – aggiunge – siamo stati sottoposti a un vero e proprio sequestro preventivo, insieme ai pullman i cui autisti sono stati identificati e minacciati di denuncia se solo si fossero mossi. Non solo, successivamente ci hanno privati dell’elementare diritto di salire sui treni diretti a Roma. E pensare – conclude il leader del Movimento – che una nostra delegazione voleva solo proporre al ministero la costituzione di un Coordinamento mediterraneo dei paesi che praticano la pastorizia allo scopo di far fronte alle attuali normative che penalizzano pesantemente l’intera categoria”.’I pastori e gli agricoltori sono le vere vittime di una politica ignava e cialtrona che tutto fa all’infuori di creare sviluppo’. Così parla da Civitavecchia il leader del Movimento dei pastori sardi, Felice Floris.’Da oltre 20 anni – spiega – ci hanno imposto di investire per adempiere a tutte le normative che l’Unione Europea imponeva, mentre lo Stato e la Regione non hanno adottato misure per tutelare le nostre produzioni in sede europea, accettando, senza mai contestare, miseri contributi in cambio della rinunzia alla produzione. Tutti gli sforzi e i sacrifici che agricoltori e allevatori hanno fatto con i loro investimenti sono stati vani e hanno causato disagi economici e in molti casi il fallimento delle aziende’.Floris sottolinea che ‘attorno ai pastori e agli agricoltori si e’ sviluppata una burocrazia parassitaria che tutto consuma e niente produce, divorando montagne di soldi pubblici. Tutto in nome di pastori e agricoltori che sono stati presentati all’opinione pubblica come costosi assistiti’.’Vogliamo dare vita a un ‘Coordinamento Mediterraneo’ dei pastori del quale faranno parte, oltre all’Italia, la Grecia, la Corsica e la Francia, per manifestare tutti insieme a Bruxelles e chiedere di avere un tavolo agro-pastorale in sede di Comunità Europea’. Lo annuncia, da Civitavecchia, il leader del movimento dei pastori sardi Felice Floris.’A livello europeo infatti – spiega Floris – esistono solo i comparti vaccino e cerealicolo. Noi invece abbiamo bisogno di un tavolo agro-pastorale che si occupi delle nostre esigenze. Voglio ricordare che noi produciamo ambiente e vogliamo che i nostri pastori abbiamo la possibilità di rimanere in campagna’-‘Chiediamo interventi seri e profondi per il nostro settore. Adesso ci devono dire cosa intendono fare di noi perchè vogliamo rimanere a lavorare nelle campagne’.

Infine i dirigenti del MPS hanno precisato di non aver mai avuto intenzione di bloccare l’autostrada A1 Milano-Napoli svincolo Bufalotta, come si era appreso  in un comunicato della Questura: ‘Volevamo solo andare al Ministero dell’Agricoltura – spiega uno dei dirigenti, Filippo Gioi – Da lì, mentre una nostra delegazione si sarebbe recata all’interno a parlare con qualcuno, noi saremmo rimasti a fare volantinaggio tra i cittadini per spiegare le nostre ragioni’.- ‘Il fermo per manifestazione non autorizzata e’ una scusa per bloccare una manifestazione pacifica, democratica e responsabile su tutti i fronti. Non e’ possibile comportarsi in questo modo con dei cittadini che scioperano e palesano il disagio per l’esistenza di una nuova povertà estrema che e’ dietro l’angolo’. Così Riccardo Piras, portavoce del Comitato di lotta dei contadini e pastori sardi, commenta le tensioni a Civitavecchia fra allevatori e forze dell’ordine.’Il 2010 si e’ chiuso malissimo per il nostro settore – continua Piras – anche con la legge approvata dal Consiglio regionale sardo che farà scomparire dalla nostra regione 7.700 aziende zootecniche. Un piano criminale che ha messo in piedi la politica con la grande responsabilità dell’assessore dell’Agricoltura Andrea Prato, del presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci e del suo vice Giorgio La Spisa’.
Le reazioni delle forze politiche.’E’ una sorta di Daspo quello che Maroni vuole applicare ai pastori sardi? Non si può rispondere con la violenza ai problemi sociali. Ci chiediamo perchè il ministro, di fronte a due vertenze e a due industrie del latte, applichi due misure diverse. Forse, perchè oggi a protestare sono i pastori sardi, contro i quali vale la regola della estrema durezza, e non allevatori del nord leghista che, invece, sono stati ripagati con i benefici voluti dalla Lega con l’accollo allo Stato delle multe per la violazione delle quote latte?’. Così il leader Idv Antonio Di Pietro interviene sulle tensioni, stamani a Civitavecchia, tra forze dell’ordine e pastori sardi.’Maroni la smetta di essere parziale – sostiene Di Pietro – e si adoperi presso il suo collega ministro dell’agricoltura affinchè il problema posto dal Mps sia affrontato e risolto. Operi mediazioni consentendo la libertà di locomozione e di manifestazione. Dimostri che l’Italia e’ unita e unica’.

Pardi (idv) a quando l’olio di ricino?‘Con l’inaccettabile trattamento riservato ai pastori sardi sbarcati a Civitavecchia siamo arrivati alla negazione preventiva della manifestazione del pensiero, quasi al sequestro di persona’. Lo afferma il senatore Pancho Pardi dell’Italia dei Valori, preannunciando un’interrogazione parlamentare sull’accaduto. Per Pardi ‘senza alcun ragionevole motivo e’ stato sottratta a dei liberi cittadini la libertà personale, che, come e’ scritto nella Costituzione, e’ inviolabile. I pastori chiedevano solo di poter presentare pacificamente le loro ragioni al Governo, di essere ascoltati, ma ormai in Italia e’ vietato manifestare. Il regime non gradisce il dissenso, a quando l’olio di ricino?’.

Silvio Lai: a rischio libertà pensiero. Ministro Maroni spieghi agli italiani quale minaccia rappresentavano donne e uomini provenienti dalla Sardegna. Prima di Natale gli studenti di tutta l’Italia, ora i pastori provenienti dalla Sardegna. E insieme i giornali governativi con i finti attentati da metodo Boffo. Atteggiamenti repressivi, persecutori e minacciosi.  C’è una continuità preoccupante da parte di questo Governo. Il ministro Maroni deve spiegare, ai sardi e agli italiani tutti, i motivi per i quali ai pastori sardi sia stato riservato il trattamento cui tutti quanti abbiamo assistito a Civitavecchia e che sono stati presentati in tutte le Televisioni e i siti internet. Un normale viaggio con donne e uomini che si trasforma in un incubo. Vorremmo capire per quale motivo sia stato impedito a cittadini che vogliono esprimere il proprio pensiero, manifestare il disagio con cui fanno tutti i giorni i conti e a rappresentare lo stato di disperazione in cui vivono le proprie famiglie, di poterlo fare. Perchè a questi lavoratori è stato impedito di poter esercitare il proprio diritto di manifestare e protestare in maniera civile e pacifica. Vorremmo anche capire quali sono stati i motivi che hanno spinto le autorità a vietare ai pastori di poter utilizzare i pullman per raggiungere Roma, altrimenti la prossima volta i sardi potrebbero sentirsi autorizzati a bloccare nei porti i proprietari non sardi e gli ospiti delle ville in Costa Smeralda non graditi. Il ministro deve spiegare i motivi di questa scelta perché non è accettabile che ad essere vietata in questo Paese possa essere la libertà di manifestare e forse la libertà di pensiero.

Bruno (Pd) e Uras (Sinistra) “manifestare e’ un diritto”. Opposizione in Sardegna all’ attacco del governo nazionale per il blocco dei pastori a Civitavecchia. ‘Ancora una volta – denunciano in una dichiarazione congiunta Mario Bruno del PD e Luciano Uras di Comunisti-Sinistra sarda-Rossomori – il Governo sceglie la via della repressione e non quella del dialogo. Ribadiamo che e’ sempre necessario, da parte di tutti, garantire la libertà di manifestazioni pacifiche e assolutamente non violente così come indicato dalla Costituzione italiana’. La vicenda, secondo Bruno e Uras, testimonia come ‘la tensione nel mondo agro-pastorale sardo sia sempre altissima. Questo nonostante le promesse, disattese, della Giunta regionale: di nuovo, il governo di centrodestra nell’Isola mostra tutta la propria inadeguatezza. La manifestazione prevista questa mattina a Roma – ricordano i due esponenti dell’opposizione – arriva a poco più di due mesi dall’ occupazione del Consiglio regionale sardo da parte del Movimento pastori sardi. In quell’occasione il governatore Ugo Cappellacci e l’assessore all’Agricoltura Andrea Prato avevano garantito la soluzione della vertenza firmando un accordo con i pastori che prevedeva, tra l’altro, l’erogazione dei contributi nella misura massima consentita dai regolamenti comunitari, da erogare entro il 31 dicembre 2010. Non solo non e’ stata mantenuta la parola sull’ammontare delle risorse, ma, a oggi, secondo quanto ci risulta, anche la partita dei pagamenti e’ ferma: un’altra testimonianza, se servisse – concludono Bruno e Uras -, dell’ incapacità di questa Giunta di gestire i problemi della Sardegna’.

Gli indipendentisti di A Manca pro s’Indipendentzia hanno espresso solidarietà a tutti i lavoratori del comparto pastorale, bloccati a Civitavecchia, e alle loro famiglie.’A Civitavecchia, in Italia, il Mps e’ stato fermato e sequestrato dalla polizia italiana. Circa 200 manifestanti – hanno spiegato gli indipendentisti – sono sbarcati infatti sul suolo italiano per manifestare il rifiuto degli accordi del de minimis sul prezzo del latte (60 centesimi al litro viene a costare agli industriali caseari). La loro intenzione era quella di bloccare il grande raccordo anulare per far si che si venisse a conoscenza del loro malessere e venisse riconosciuta la loro istanza direttamente dal Governo di Roma. L’Italia ha risposto come solo sa rispondere a dei lavoratori, tanto più ai pastori sardi, che manifestano per chiedere un confronto. Infatti la polizia ha proibito di poter salire sui treni, di arrivare al luogo concordato con i pullman già noleggiati’.

 

Una risposta a “I PASTORI SARDI "TRATTATI COME CRIMINALI": BLOCCATA LA MANIFESTAZIONE AL PORTO DI CIVITAVECCHIA”

  1. Rientrato alla base torno al mio grande amore. Mi trovo immerso in un mare di notizie riguardanti l’Italia, c’è solo da decidere da dove iniziare, senza pensare se qualcuno mi seguirà carico le armi e mi avvio.
    Civis Romanus Sum (sono cittadino romano) esclamò San Paolo quando arrestato su denuncia dei giudei, stava per essere sottoposto a flagellazione. Al sentire questa frase immediatamente i miliziani interruppero il supplizio. Non era consentito flagellare un cittadino romano senza processo. Paolo venne condotto a Roma per avere il processo, cui un cittadino romano aveva diritto. Siamo al paradosso; oggi a Civittavecchia alcuni cittadini italiani che si recavano a Roma per far sentire la loro voce sono stati aggrediti dalla polizia ed è stato loro impedito di raggiungere la capitale.
    Un diritto sancito dalla Costituzione del nostro Stato viene calpestato su ordine del potere che a Roma, come duemila anni fa, risiede.
    Gonario Manca

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