L'ISOLA E' L'ISPIRAZIONE PER LE MIE PERLE: L'OPERA DI LUCIA PIETROBON, DA MURANO ALLA SARDEGNA PER AMORE

scorcio della meravigliosa Murano
scorcio della meravigliosa Murano

di Veronica Piras *

 

Nel calore del fuoco fonte di vita, rinasce dalla sorda opacità della sabbia e delle ceneri, come l’araba fenice. E si mostra materia lucente, trasparente”. Così Lucia Pietrobon, milanese di nascita ma sarda acquisita, introduce il suo sito web descrivendo al meglio la sua produzione. Il vetro nelle sue mani si lascia modellare in svariate forme variopinte, usa sapientemente il fuoco che forgia il materiale in un connubio perfetto. Ha raccontato la sua passione per le perle, il suo amore per la laguna e la fatalità che l’ha condotta a dedicarsi a tempo pieno al vetro, portandola ad abbandonare il porto sicuro rappresentato dal suo lavoro di grafica pubblicitaria. E, dulcis in fundo, l’arrivo dell’amore per il quale si è trasferita nella nostra isola. “La mia passione è per la materia, la natura, tutto ciò che dà calore. Parto dal vetro perché è entusiasmante lavorarlo, ma lo lavoro e rilavoro e spesso non sembra più nemmeno vetro. Le mie perle non hanno un nome, sono sassi, noccioli. Eccetto una che ho ribattezzato Is Arutas, in onore alla favolosa spiaggia oristanese che incredibilmente mi ha condizionato a tal punto da farmi usare colori e trasparenze che fino ad allora ignoravo completamente. Adoro la vostra isola, in ogni luogo scopro angoli paradisiaci. I colori, i profumi, le persone, il clima. E’ quello che mi circonda la fonte da cui si può trarre ispirazione per lavorare serena”.

Ci racconti come è iniziata questa magica alchimia con il vetro. Sono nata a Milano e cresciuta nei dintorni, ho preso il diploma in grafica pubblicitaria e per fortuna, o sfortuna, ho trovato subito lavoro in quel campo. Una serie di ‘fatalità’ (una parola magnifica usata dai veneziani e mi è rimasta nel cuore) mi hanno portata a conoscere un maestro di Murano che in quel periodo teneva ‘corsi di perle a lume’. Col vetro è stato amore a prima vista. Non trovo parole per descriverlo, so solo che sono tornata a casa col cannello (strumento che uso per lavorare), un po’ di canne di vetro e voglia di cominciare il mio nuovo hobby. Ho continuato a fare la grafica a tempo pieno rubando qualche minuto nei week end da dedicare alla mia passione. Ma la voglia di lavorare il vetro diventava di giorno in giorno sempre più impellente. Riflettendoci su soltanto due volte, faccio i bagagli e a metà ottobre sono a Murano con una totale incoscienza che a ripensarci ora, lo rifarei! Per un anno sono l’assistente del maestro e poi comincio a fare ‘produzione’. Continuo la sperimentazione, la ricerca di nuove tecniche, l’esperienza di portare i miei lavori in fornace. Arriviamo al 2008 circa, quando il calo di lavoro arriva improvviso anche sull’isola felice, così resto senza produzione ma in compenso mi posso dedicare totalmente ai miei progetti. Così comincio anche con mostre e fiere. Ad una fiera a Firenze conosco un “folle” ceramista di cui mi innamoro, ed è così che nell’estate 2009 arrivo in Sardegna.

Quale tecnica utilizza? Principalmente tre. La tecnica a lume è quella di cui mi avvalgo per creare tutte le perle. Con la fiamma forgio il vetro. La moleria è invece la lavorazione a freddo. Quando la perla è finita e temperata si può molare con ruote diamantate, e si usa acqua per non far surriscaldare il vetro che altrimenti spaccherebbe. La Fornace è la tecnica più conosciuta ed esaltante. In Fornace si possono realizzare pezzi come per esempio i vasi. I miei lavori li potete visionare nel laboratorio a Quartu Sant’Elena. Verrà esposto anche un pezzo al Thotel per la prossima mostra VestiTi.

* Il Portico

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