VALENTINA CARUSO, UN VISO MEDITERRANEO: IL VOLTO DELLA SARDEGNA NEGLI SPOT PER IL GIAPPONE

Valentina Orlando è nata a Cagliari nel 1984
Valentina Caruso è nata a Cagliari nel 1984

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Valentina è una ragazza a tutto tondo. Nata a Cagliari il 20 dicembre 1984 ha una vera passione per la storia antica, l’archeologia in particolare. Presto, appena otterrà la laurea, per approfondire gli studi, spera di potersi trasferire a Roma città che adora e che definisce dal “magnifico universo archeologico”. Ha lo sguardo solare, è determinata, seria, leale, perseverante, affascinante e intrigante ma mai volgare o eccessiva. Caratteristiche che balzano subito all’occhio e le hanno permesso di intraprendere, dall’età di sedici anni, una nuova passione, fare servizi fotografici. Il suo primo servizio fotografico arrivò con la copertina di una rivista, il Bazar. Tutto andò meglio del previsto, la sua spontaneità e la sua personalità sortirono un grande successo e subito le proposte di lavoro non sono mancate. Più volte è balzata agli onori della cronaca anche con articoli nei quotidiani sardi e su importanti riviste regionali e nazionali.

L’archeologia e i servizi fotografici due passioni molto diverse. Come ti sei avvicinata a questi due mondi? La prima vera passione è per l’archeologia e l’egittologia. Fin da quando ero piccolissima, i miei genitori mi hanno portata in giro per siti archeologici e musei, sono sempre stata attratta dai popoli e civiltà antiche. Continuai ad apprezzarli, anche studiandoli a scuola. Ne rimasi affascinata e pensai che “da grande” sarei voluta diventare una archeologa. Così appena potei farlo mi iscrissi alla facoltà di archeologia e ora sto realizzando il mio desiderio. Il contatto con il mondo della moda e della fotografia arrivò invece per caso. Fu mia cugina che mi spinse a partecipare ai concorsi di bellezza, un giorno mi chiamarono a un casting e li conobbi dei fotografi che mi proposero subito di fare il servizio per la copertina del Bazar, una rivista in quegli anni molto conosciuta. Andai quasi per gioco, per curiosità e andò bene e così feci il mio primo servizio fotografico a cui seguirono molti altri.

Quali furono le tue sensazioni? Per me fu una vera novità. Prima di allora non avevo mai pensato di fare dei servizi fotografici nè di partecipare a casting o sfilate. Era tutto una scoperta. Mi sentì emozionata ma cercai di essere molto spontanea e questo mi aiutò molto. Ancora adesso quando lavoro non trovo alcuna difficoltà a interpretare una posa o un’espressione in base alla mia personalità, solo così sento realmente di dare il meglio di me anche se ovviamente, a volte devo adattarmi alle richieste del fotografo e del’esigenza dello spot per cui richiedono la mia presenza.

Hai partecipato a diverse sfilate e in particolare alle selezioni regionali per Miss Italia cosa ricordi di quella esperienza? Fu una bella opportunità, in quell’occasione imparai molte cose: i tempi di una sfilata e la camminata su una passerella, a indossare abiti di tutti i tipi. Mi confrontai anche con altre ragazze. Fu un’avventura nuova ma nonostante l’entusiasmo e la qualificazione alle prefinali decisi di interrompere li la mia avventura e mi ritirai. Non mi hanno mai particolarmente attratto i concorsi e decisi di continuare a fare solo servizi fotografici e di studiare all’università.

Quali sono i tuoi ultimi lavori? Nel 2007 ho rivestito il ruolo della musa Clio all’interno di una mostra di video-arte di un emergente artista-regista cagliaritano. Ho fatto l’hostess per diverse “convention” politiche e per i grandi eventi cagliaritani come la Notte bianca, la Sagra di Sant’Efisio, la Fiera Campionaria della Sardegna, e la manifestazione Monumenti Aperti per il Comune di Cagliari. Tra i lavori più importanti posso menzionare diverse sfilate per gli stilisti dei capelli della L’Orèal Paris e della Framesi. Servizi fotografici con intervista rilasciati per varie riviste e quotidiani. Pubblicità nazionali e regionali per marchi di abbigliamento, gioielli, cosmetici, ristoranti e centri commerciali. Tra i lavori più impegnativi e importanti però mi piace ricordare lo spot pubblicitario per la campagna istituzionale della Regione Sardegna che promuove l’isola all’estero. Un progetto pubblicitario dell’ Assessorato al Turismo destinato al Giappone. Ero la Dea Madre, la protagonista femminile dello spot che ha vinto il ben 11 premi tra cui il primo posto nel settore “spot istituzionali”. Poi dal Giappone la mia immagine associata a quella della Sardegna ha continuato un percorso internazionale per la sponsorizzazione della cucina sarda in Russia.

Come ti definisci? Sono una studentessa di archeologia una persona dinamica, determinata e molto solare e con svariati interessi che cerco sempre di seguire con impegno e serietà.

Che progetti hai per il tuo futuro? Prima di tutto la laurea in archeologia, ho appena finito di scrivere la tesi e sto completando l’ultimissimo esame. Quanto al mondo della fotografia tutto quello che arriverà lo valuterò e poi deciderò. Bisogna avere obiettivi seri e i piedi per terra ma non mi chiudo nessuna porta, non si sa mai nella vita.

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