EUROVOICE 2010, LA FINALE AD ATENE CON MUSICISTI DA TUTTA EUROPA: OTTIMA LA PERFORMANCE DELLA ROCK BAND DEL SULCIS

I Bohémièn Skyzzoyd Orchestrers sul palco ad Atene
I Bohémièn Skyzzoyd Orchestrers sul palco ad Atene

di Massimiliano Perlato

“Il momento magico è stato quando Pamela Anderson ha nominato la nostra band, e noi siamo saliti sul palco. Per il resto era tutto affidato alla grafica dei maxischermi, in modo che dalle varie tv nazionali potevano esserci i commenti degli speaker di turno”. Così ha cominciato a raccontare Federico Loi, snocciolando aneddoti su tutti i personaggi che vivono intorno alla “sua” musica e per ognuno di loro utilizza un simpatico siparietto, proferendo della sua personale esperienza ad Eurovoice – European Music Contest 2010, il concorso annuale di musica che vede coinvolto tutto il Continente. Nell’edizione che si è appena svolta ad Atene, l’Italia era rappresentata dai “Bohémièn Skyzzoyd Orchestrers”, rigorosamente made in Sulcis. La vittoria finale, poco casuale a sentire i commenti a caldo, è andata come da copione ai “The Secrets” di Cipro, un gruppo pop-rock melodico da radio hit. La band sarda nata nel 2006 a Carbonia è formata da Federico Loi (chitarra), Alessandro Boi (voce), Federico Cocco (basso) e dopo estenuanti ricerche, da Alessio Muntoni alla batteria. Il nome “Bohémièn Skyzzoyd Orchestrers” – racconta Federico – è composto da parole volutamente sbagliate. Non sappiamo nemmeno noi perché l’abbiamo scelto: ci piaceva il suono delle parole”. Il sound della band, racconta ancora Federico “è tipicamente rock, un rock che si lascia influenzare facilmente da venature rythm’n’blues, funky, southern rock e sonorità ruvide leggermente stoner”. L’avventura “Eurovoice” è cominciata a febbraio: “Conoscevamo il concorso che ha permesso a tante band di emergere anche senza il supporto delle grosse case discografiche grazie all’infinita potenza di internet – spiega – così abbiamo mandato una nostra canzone intitolata “Il pensiero sussurrato di una lacrima””. Un mese dopo la risposta: il brano aveva impressionato in modo molto oggettivo la giuria selezionatrice: “ci invitavano a curare il profilo apertoci sul sito stipandolo con canzoni, video, foto, pubblicando articoli e una biografia, tutto rigorosamente in inglese”. Per la competizione è stata scelta “Ismaele” una delle più ascoltate sul profilo, poi le votazioni del pubblico. “Con una martellante campagna promozionale sulla rete e per le strade siamo riusciti ad aggiudicarci il maggior numero di voti battendo tutti i concorrenti italiani e aggiudicandoci la finalissima di Atene”. Ma nelle parole di Federico, che ci ha raccontato ogni particolare dell’esperienza in terra greca, asserendoci della città, dell’organizzazione dell’evento, degli incontri ravvicinati con personaggi del calibro di Pamela Anderson che ha presentato la manifestazione, alle guest star internazionali presenti sul palco come Anastacia ed Enrique Iglesias, c’è anche un po’ di amarezza: “sapere di esser arrivati sesti nella classifica finale senza alcun sostegno di media e stampa nazionali e avendo dovuto sostenere tute le spese senza neanche il patrocinio di qualche istituzione locale ci rende orgogliosi, vuol dire che abbiamo lavorato bene. E’ una bella sorpresa contando che in Italia nessuno sa di noi tranne amici, parenti, conoscenti e internauti e che nonostante continue segnalazioni alle varie redazioni nazionali e soprattutto locali nessuno abbia mai scritto una riga su Eurovoice e su una band sarda che solo con le proprie forze, si è prodotta e ha vinto la partecipazione alla finalissima, contando che non si poteva votare dal nostro paese in nessun modo: quindi essere giunti sesti su 29 è un grande risultato che ci premia perché la nostra canzone è piaciuta agli europei”.

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