E' NATA A CAGLIARI, HA I GENITORI CINESI MA NON HA ANCORA LA CITTADINANZA ITALIANA: FEDERICA ZHOU, MATURITA' DA 100 E LODE, DA IGLESIAS ALLA BOCCONI DI MILANO

Federica Zhou
Federica Zhou

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Ha lunghi capelli corvini, profondi occhi orientali ed è stata la migliore fra i diplomati iglesienti di quest’anno scolastico. Anche fra i “cento e lode”: accederà alla Bocconi senza dover sostenere l’esame di ammissione. Si chiama Federica Zhou e il suo secondo nome è Wei Xiao, che in cinese vuol dire “portafortuna”. Le servirà: l’ex studentessa dello Scientifico è in attesa di ricevere la cittadinanza italiana. Nonostante sia nata a Cagliari e abbia trascorso a Iglesias praticamente tutta la vita, per lo Stato italiano è registrata ancora fra i cittadini della Repubblica Popolare cinese. «È una questione di burocrazia», spiega Federica Zhou. «Prima del 1990 c’erano delle regole e delle leggi diverse: per esempio non era richiesta nemmeno la dichiarazione di residenza». Nel quotidiano, questa situazione si traduce col doversi confrontare con una marea di certificati e documenti: «Ogni volta devo rinnovare il permesso di soggiorno». La famiglia Zhou si è trasferita in Sardegna per ragioni legate al lavoro più o meno quando è nata Federica, 19 anni fa, ma stava già in Italia da un po’ di tempo. Dopo la nascita della bambina, primogenita di tre fratelli, gli Zhou hanno sempre vissuto a Iglesias a parte qualche breve parentesi al paese d’origine, vicino a Shanghai. Federica è stata la prima della sua famiglia a frequentare tutte le scuole in città: «Alle elementari, all’inizio, avevo qualche difficoltà con la grammatica». Superate eccellentemente, a giudicare dalle sue pagelle perfette, fino all’ingresso al Liceo Scientifico “Giorgio Asproni”. Qui Federica ha lasciato un segno e non solo nel corso A: a scuola la conoscono (e la apprezzano) tutti dai collaboratori al preside. «Federica – racconta Cinzia Siddi, sua prof di lettere – spicca fra gli altri. È veramente dotata, in particolare per le lingue. Ne parla tre ed è eccezionale anche in latino. Il bello è che non fa pesare queste sue qualità». Che abbia una marcia in più si vede a prima vista: l’hanno riconosciuto anche all’università Bocconi dove studierà Economia dall’anno prossimo. La differenza è che lei accederà ai corsi direttamente a settembre, senza sostenere l’esame. Ha già superato il problema del numero chiuso al quarto anno di liceo. «Fino alla quarta – spiega Federica Zhou – non avevo proprio idea di dove potessi iscrivermi. Poi, su internet, ho visto il sito della Bocconi: c’era la possibilità di frequentare cinque giorni di orientamento. Ci ho provato». Qualcosa riservato a solo a due candidati da ogni istituto d’Italia: ragazzi che, come la Zhou, hanno costantemente mantenuto negli anni una media altissima. La stessa che le ha fatto guadagnare la lode alla maturità. «A Milano ci hanno fatto lezione come se fossimo matricole. Poi, l’ultimo giorno, c’è stato un esame su quanto avevano spiegato». Federica, naturalmente, ha passato anche quello a pieni voti. In attesa di partire per la Lombardia la ragazza si gode il meritato riposo a Iglesias: «Mi piace molto la mia città, la sua storia e soprattutto la gente. Non ho mai avuto problemi di integrazione, non più di un normale adolescente». Ammette, però, che ogni tanto può essere in agguato qualche parola di troppo (anche se non riferita direttamente a lei) come «certe scritte sui muri poco simpatiche, per essere diplomatici». Quanto al resto: «Sono come tutti i ragazzi della mia età: esco, frequento in piazza Sella, vado al cinema, ascolto musica. Ho più amici italiani che cinesi, anche perché qui ci sono solo poche famiglie. E ora aspetto di iniziare una nuova avventura a Milano». 

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  1. Complimenti e auguri a Federica Zhou, affinchè possa realizzare i suoi sogni. Così come i Sardi portano nuova linfa vitale, ovunque essi vadano nel mondo, così la nostra società sarda ha bisogno di apporti nuovi e vitali. Benvenuti in Sardegna, figli della Terra, che amate il vostro prossimo come voi stessi. Che la Sardegna possa anche per voi essere quella Madre saggia e antica che per millenni è stata (e sarà ancora, se Dio lo vorrà) per noi Sardi. Ciao Albix

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