Dopo la "Carta di Zuri", il 20 giugno, alla Maddalena, il "G8 dei poveri"

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Saranno circa un migliaio (800 rappresentanti delle aziende in crisi, lavoratori, pensionati e disoccupati e oltre 50 rappresentanti degli immigrati) sabato 20 giugno a La Maddalena per il "G8 dei poveri". L’iniziativa, già prevista prima dello spostamento del summit internazionale degli otto grandi a L’Aquila, è stata presentata dalle sette associazioni promotrici della "Carta di Zuri". Il raduno vuole essere un "segnale forte a tutte le istituzioni locali, nazionali ed internazionali perché nell’agenda politica vengano inseriti i problemi delle famiglie e chiedere che vengano promosse nuove politiche per i giovani e per quanti vivono la condizione di esclusione sociale". La manifestazione prevede un corteo che dal porto di La Maddalena giungerà all’Istituto San Vincenzo De Paoli dove ci sarà un dibattito a cui dovrebbero partecipare anche il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, e l’ambasciatore della Repubblica del Senegal. Al termine della mattinata ci sarà l’approvazione di un documento unitario (che dovrebbe contenere anche un riferimento alla ‘multiculturalità’) e una piccola cerimonia di "Sa bertula e su pane" con lo scambio dei due simboli tra i lavoratori sardi e i rappresentanti degli immigrati. "La nostra iniziativa – hanno spiegato i promotori della Carta di Zuri, che per l’occasione sarà tradotta in 50 lingue e consegnata a Cappellacci e ai partecipanti del G8 a L’Aquila – vuole dare continuità alle lotte per i diritti di cittadinanza e per contrastare il fenomeno delle povertà". La manifestazione sarà accompagnata dalla musica di "Procurade e Moderare", inno-simbolo della lotta alle povertà e contro il colonialismo nel mondo.  I promotori della Carta di Zuri hanno anche detto che l’attuazione degli strumenti delle politiche sociali è il ”vero handicap” della politica sarda. Hanno anche lanciato un appello alla Regione perchè non ”si fermi agli articoli contenuti nella Finanziaria 2009”. Secondo le organizzazioni aderenti (Acli, Caritas diocesana di Cagliari, Cisl, Uil, Coldiretti Sardegna, associazione Dialogo e Rinnovamento e Pastorale del Lavoro) ”la difficoltà della politica sarda è quella di essere carente nel passaggio tra l’individuazione degli strumenti legislativi e gli interventi concreti”. ”Non vorremmo che l’Osservatorio regionale sulle povertà, istituito con la Manovra 2009, venisse gestito – ha sottolineato Mario Medde della Cisl – come un ente regionale, mentre i protagonisti devono essere coloro che quotidianamente lottano contro le povertà. Anche il reddito di cittadinanza deve essere definito meglio nella legge”. Il delegato regionale della Pastorale del Lavoro, Don Pietro Borrotzu, ha spiegato che la politica regionale ”ha chiesto di suggerire procedure per attuare interventi per arginare il fenomeno della povertà”.

 

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