Il 18 e 19 giugno, Cagliari ricorda Ennio Porrino a 50 anni dalla sua morte

di Giovanni Masala

 

Dopo 50 anni riaffiora la memoria del maggiore compositore  sardo di tutti i tempi, cancellato dalla storia della musica per motivi misteriosi. Se oggi chiedessimo a un giovane studente dei conservatori sardi chi è Ennio Porrino ci risponderebbe che conosce la Piazza Porrino a Cagliari, di fronte al Conservatorio, ma non saprebbe aggiungere altro. Se ne ricorda invece una ballerina cagliaritana, oggi sessantenne, che nel 1960 fece parte del cast della grande opera lirica di Ennio Porrino "I Shardana", Assunta Pittaluga. In occasione del cinquantenario della morte di Ennio Porrino (1959), il balletto "Mondo Tondo", soggetto e musica  di Ennio Porrino, coreografia di Assunta Pittaluga, aprirà il 18 giugno nell’AUDITORIUM DEL CONSERVATORIO DI MUSICA  DI CAGLIARI (Piazza Ennio Porrino 1) il saggio della  scuola di danza "Assunta Pittaluga"

"Nato a Cagliari nel 1910 e morto improvvisamente a Roma  nel 1959 a soli quarantanove anni, Ennio Porrino  rappresenta indubbiamente una figura di primissimo piano  nel mondo componistico del nostro paese e sicuramente la  più grande della Sardegna. Ancora ventenne si afferma con  la lirica Traccas (su versi di Sebastiano Satta) nel  concorso nazionale La Bella Canzone Italiana. Segue una  strepitosa carriera il cui apice è sicuramente costituito dalla prima rappresentazione assoluta de "I Shardana" al  Teatro San Carlo di Napoli; la sua morte improvvisa è di  circa sette mesi più tardi. È sintomatico constatare come  il legame con la Sardegna apra e chiuda quindi la sua  vita, terrena e musicale. L’autorevole enciclopedia  musicale tedesca Die Musik in Geschichte und Gegenwart  riporta che «la grande opera I Shardana fu accolta dalla critica come "la più importante opera lirica composta in  Italia in questo dopoguerra"». Ed effettivamente, all’indomani della rappresentazione sancarliana del 21 marzo 1959 le critiche sono eccezionalmente positive. Sia riviste specializzate che quotidiani attribuiscono a "I Shardana" tanti meriti e uno soprattutto unanime: la  capacità dell’artista di coniugare magistralmente l’antica  e gloriosa storia sarda con la musica classica moderna,  attingendo nel contempo alla musica tradizionale  dell’isola mediterranea. Il 18 marzo del 1960 I Shardana  verrà rappresentata, in occasione della commemorazione del compositore, al Teatro Massimo di Cagliari, e riscuoterà  anche nella capitale sarda un grandissimo successo. Dopo, il silenzio." <<G. Masala, <<La vittoria dei…  Shardana>>, in: E. Porrino, I Shardana. Dramma Musicale in  tre atti, Nördlingen 2006; www.sardinnia.de). Da uno scritto di Felix Karlinger sul balletto Mondo Tondo  "Al contrario di Prosèrpina e Altair, Mondo tondo non  possiede un’azione continua ma è costituita da una serie  di danze provenienti da tutto il mondo. Di queste  unicamente Lo spirito della danza conferisce a questa  serie di danze una cornice riconoscibile. Ci troviamo di  fronte a una suite moderna molto complessa. Accanto a  moderne armonie e ritmi vivaci e ricchi di dissonanze  troviamo motivi esotici; accanto a tipologie di danze  ispirate alla storia del balletto (tuttavia non di stampo  musicale neoclassico) e all’ambito della tradizione del  ballo popolare trovano spazio scene pantomimiche. Porrino  ama mettere di fronte momenti contrastanti l’uno con  l’altro, e in questo suo percorso egli esplora il mondo.  Mondo tondo è come un resoconto di viaggio: l’elemento  sorprendente nello sfogliare le pagine attira l’interesse  dello spettatore ed evita qualsiasi affaticamento. Le scene cambiano aspetto rapidamente assieme a immagini e impressioni. Solo in Italia, in patria, il compositore, anche autore della coreografia, si sofferma più a lungo:  dall’ambito della suite egli cede il passo a una scena  lirica sostenuta da folclorismi e piena di sentimento. A Roma il balletto è stato rappresentato in diverse  occasioni, anche nel 1955, e ultimamente nel 1960 in  occasione della chiusura solenne degli ultimi giochi  olimpici sulla terrazza del Pincio. E merita pienamente l’elogio certificato dalla stampa romana: «fra i migliori  balletti del repertorio del nostro massimo teatro»"

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