IL QUINTO MOSCHETTIERE: MATTEO PIRAS SCRIVE, INSEGNA, ASCOLTA, AIUTA E RESPIRA

Matteo Piras

di CHRISTINE LAURET

Trentatré… Parliamo del numero delle vertebre di una colonna vertebrale? Oppure dell’età di Cristo? O ancora del disco vinile 33 di un tempo? Comunque un numero importante a quanto pare, vero?

Beh, è anche l’età di Matteo Piras quando l’ho incontrato, e questo dice tutto.

Scrivere, insegnare, ascoltare, aiutare sono il suo modo di respirare. Impone se stesso con la sua libertà di destreggiarsi tra questi diversi universi. Ama il gruppo e la sua energia, il ruolo di amico simpatico gli calza a pennello. Sincero e vivo, il sorriso radioso e gli occhi penetranti, si rivela pieno di una saggezza che si invidia.

Ci incontriamo nel centro di Sassari. Attraversa piazza Italia con un passo deciso per venirmi incontro. Sorridente, carino, grazioso, quasi seduttore, si affretta. È in ritardo. Imparerò che è un suo piccolo difetto quasi volesse mostrarsi com’è: vero, simpatico, chiacchierone, ma anche ultimo ad arrivare.

Niente trucchi con Matteo. Ci sediamo nel bar, deserto a quest’ora, e con la sua natura di gentiluomo prende subito la situazione in mano, ordina i caffè e mi dice “ti ascolto”.

Devo dire che lo fa realmente. Non mi racconta vita e miracoli, non divaga molto, cerca di essere conciso, non va fuori tema, come se il tempo (il mio) fosse contato. Non gioca a fare la prima donna, anzi, cerca sempre di ricentrare il dibattitto sugli altri. Quando gli chiedo come è diventato scrittore, mi corregge subito ”non voglio essere definito come uno scrittore, la parola mi sta stretta“, come vuole essere chiamato allora? ”Matteo”, punto.

Un po’ come Cyrano de Bergerac, che era tutto e niente alla volta, uomo di piuma ma anche uomo di azione… Ecco, questo potrebbe essere una definizione adatta a Matteo. Scrive, suona, insegna, ma si occupa anche delle sue piante, ha terrari e acquari, percorre la regione in bici o in barca e presta del suo tempo a un’organizzazione caritativa. E’ realmente sul campo per aiutare i meno fortunati e ascoltarli. Due uomini in uno.

Nel corso dell’intervista Matteo si svela una persona perspicace, un po’ segreta ma soprattutto agisce secondo il suo metro di giudizio, con un intuito molto sviluppato. Non parla tanto eppure quando si lascia trasportare da un argomento si intravede subito il talento dell’oratore che nasconde forse per saggezza o forse per umiltà.

Fa tante cose, potremmo chiederci perché… io ho una risposta, sembra che Matteo abbia bisogno di essere sempre stimolato, un bisogno di creare, di aiutare, di essere in azione. È bravo ad organizzare, trovare soluzioni e adattare i problemi alla realtà.

Matteo si esprime con calma, direi che è sicuro di sé, a suo agio, non solo nelle parole ma anche con il suo corpo. ”Mens sana in corpore sano’‘ sembra una frase scritta per lui. Infatti riconosce di passare tanto tempo a fare sport quanto a scrivere e leggere. Se leggete le sue poesie potrete accorgervi che sono in prosa, perché scrivere in rima significa essere incatenato. Matteo ha un rapporto particolare con la libertà. Non ne parla tanto, non la nomina nemmeno, però vive da solo e non con la fidanzata, dedica tempo agli amici, ai bisognosi, ma gli piace essere solo a casa per seguire una partita o per curare le sue piante e per prendersi tempo per se stesso.

La sua macchina? Somiglia a una grande valigia. O forse a una seconda casa? Possiamo trovare di tutto, dalle scarpe per il fango a qualche erba ”naufragata”, dal costume da bagno all’ultimo libro che sta leggendo, l’auto di Matteo dimostra quanto il suo proprietario si interessi a diversi campi, ma anche la libertà con la quale puo’ farlo! In effetti, vi è già successo di voler fermarvi un attimo in quel bosco e non poter farlo per colpa di tanti impegni della vita? Matteo Piras, lui, riesce a coniugare il tempo al presente con una facilità sconcertante, come se il principio di libertà facesse parte integrante del suo DNA.

I libri gli hanno insegnato la pazienza. Forte di quest’insegnamento, è senza stress, né pressione, agitazione o irrequietezza che intraprende le sue attività. Quello che non puo’ fare oggi lo farà domani, l’importante è poter dare spazio a tutto ciò che circonda la sua vita. Non pensate che sia alla ricerca di lodi, anzi, come un’ape lavora dietro le quinte e non vorrebbe mai assumere il ruolo di presidente in un’associazione caritativa. ”Sto bene cosi’, possono contare su di me, non ho bisogno di un titolo per aiutare chi ha bisogno, è il mio dovere d’uomo…”

Il signor Piras crede nella natura umana, pensa che si va più lontano in due o tre che da soli, lo spirito di gruppo è insito profondamente in lui e la sua filosofia è cercare di non essere mai dannosi per gli altri. Agisce con una grande bontà senza pensare realmente al risultato ma solo per essere degno del posto che occupa nel mondo.

Uno per tutti e tutti per uno sembra essere il codice d’onore di Matteo. Non ha la spada né il cavallo, ma i valori cari ai moschettieri li ha tutti: altruismo, rispetto, generosità e azione.

Ancora un personaggio sardo che vi auguro di poter incontrare e conoscere.

https://wordsanddreams.com/

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Un commento

  1. Grazie mille💪

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *