L’ARTE DELL’ESSERE FELICI: ALLA PRESENTAZIONE DE “LA NOTTE IN FONDO AL MARE” DI FIORENZO CATERINI

Fiorenzo Caterini

di CHRISTINE LAURET

“Non scrivo per dire qualcosa, ma ho qualcosa da dire… allora scrivo”.

Il “nuovo” Caterini romanziere è un evento da non mancare!

Infatti, il suo ultimo lavoro ha sorpreso più di uno… un romanzo!

Fiorenzo ci avevi abituati a dei saggi, cosa è accaduto? Pensiamo tutti. Avrà lo stesso successo? Sarà altrettanto bravo nello scrivere romanzi come lo è con i saggi?

Tante domande quante risposte!

Io, l’ho incontrato in carne e ossa. Ho avuto l’opportunità di fargli qualche domanda… Un consiglio: se non lo conoscete, sedetevi e prendetevi del tempo, non ve ne pentirete…

Il mio primo incontro con Fiorenzo è stato durante la presentazione del suo ultimo libro “La notte in Fondo al Mare“.

Al primo sguardo m’impone il bacio… e l’abbraccio! Mi presenta agli altri come se facessi già parte della sua vita. Ha la gioia generosa di colui che semina affetto. Questo grande empatico è di quegli emotivi, coloro che caratterizzano lo scrittore abile. Ma è soprattutto la prova vivente del fatto che si può avere successo essendo e restando un vero brav’uomo!

Ben radicato sul palcoscenico, Fiorenzo inizia e legge un pezzo.

Legge con fervore.

Si ferma.

Toglie gli occhiali.

Spiega… come se fossimo i suoi alunni.

Rimette gli occhiali, riprende la sua lettura.

Microfono stretto in mano, voce profonda, occhi chiusi quando parla di cose commuoventi, il signor Caterini, con un atteggiamento avveduto, sembra di essere al posto suo sul palco, tanto è vero che presenta tutto da solo. Si sente l’esperienza dietro il suo fisico potente e gli occhi penetranti. Le rughe danno forza al suo personaggio anche se mi sono accorta che è solo una corazza… in fondo è sensibile e lo si sente nella lettura di “La notte in Fondo al Mare“. La sua sensibilità, per tutto ciò che accade nel mondo, parla attraverso la sua protagonista. Non può nascondere l’ambientalista che sonnecchia in lui e neanche l’empatia che padroneggia la sua vita.

Bambino timido, sensibile, delicato si è indurito nell’ambiente di strada di Quartucciu dove è cresciuto, ma dove si è formato anche culturamente e sportivamente.

A 8 anni inizia con lo sport e lo pratica appassionatamente a livello agonistico per tre decenni. Lo spirito sportivo gli ha dato la forza, la volontà di andare avanti e soprattutto di credere nelle sue risorse. “Il risultato arriva con il lavoro” dice fiduciosamente Fiorenzo.

Ed è con questa disciplina che, dopo aver dedicato 40 anni della sua vita allo sport, decide di consacrarsi alla cultura, ai libri, alla scrittura.

Quando ha accettato l’intervista con me, non mi sarei mai aspettata di passare da intervistatore ad intervistata… Fiorenzo ha l’arte di ribaltare la situazione. Risponde seriamente alle mie domande, poi all’improvviso mi dice: “Ma tu, come sei arrivata in Sardegna?” rimango con la penna, già pronta a scrivere, sospesa per aria… rispondo oppure ricalibro l’intervista?

Dò una risposta rapida e continuo con le mie domande. Lui replica di nuovo con gravità, passione, interesse… poi ancora, in mezzo ad una risposta mi chiede “Ma di cosa vivi?

Mi viene da ridere… la sua curiosità va in tutti i sensi, non esistono argomenti tabù. Fiorenzo è spontaneo, diretto, autentico e soprattutto curioso. Ha questo bisogno di capire, di conoscere, una curiosità da antropologo che è quasi vicina a quella che dovrebbe avere un poliziotto che indaga. Le sue domande mi colgono sempre di sorpresa, passa da un argomento all’altro come se seguisse una strada, a noi ancora sconosciuta, ma già visibile per lui. Infatti, è un grande osservatore e se le sue questioni sembrano strane, non lo sono per chi ha preso del tempo per osservare la situazione, soffermandosi per un attimo sulla persona di fronte. Posso dire decisamente che la sua non è solo una curiosità da soddisfare, bensì un amore per l’essere umano che lo spinge a volerlo capire.

È determinato con un ottimismo a prova di bomba. Quando decide qualcosa, non si chiede mai se… o ma… anzi, pensa piuttosto “La fortuna aiuta gli audaci” e prosegue sulla sua strada con un po’ di fiducia, ottimismo e molto lavoro. Così attrezzato, riprende gli studi all’università, scrive libri, collabora con Sardegnablogger (sito web di notizie), tutto quello che intraprende lo trasforma in una riuscita.

È fortunato?

Forse… è soprattutto un gran lavoratore direi, molto razionale, ha raggiunto la tranquillità dell’anima e considera la vita come una festa.

Durante tutta la serata passata con Fiorenzo lo vedo a sua volta tranquillo, appassionato, interessato, le sue mani sono chiacchierone, il corpo è rilassato, aperto. Fiorenzo sorvola il luogo in cui si trova, fotografa mentalmente il momento per appropriarsene. I suoi occhi sono sormontati da palpebre pesanti come per proteggere le finestre della sua anima. Si fanno spesso inquisitori e potrebbero disturbare, ma il tono bonario della voce e il suo sorriso sempre pronto fanno subito capire che qui c’è un uomo che ama il mondo. Non c’è un filo di malizia, l’unico argomento per il quale può arrabbiarsi è il razzismo, il suo demone interiore… demone nobile direi!

Ho trascorso una serata simpatica, ho trovato un amico, uno che non chiamerò ogni giorno ma che si farà vivo se ho “bisogno” di lui.

L’ho visto, in mezzo alla gente, ascoltare religiosamente una critica un po’ dura su di lui e reagire con grande calma dimostrando che aveva preso atto della critica anche se non era d’accordo.

L’ho visto scrivere dediche con brio e creatività.

L’ho visto come padre… presente ma non invasivo.

Ho scoperto un uomo che si accetta completamente. Confessa che gli piace essere intervistato, cosciente del successo di suoi libri, abbastanza orgoglioso, un uomo equilibrato e consapevole senza falso pudore. Sta decisamente bene con se stesso.

Potrei dirvi ancora di più… però la verità non è così semplice. Non si può definire realmente Fiorenzo Caterini perché potrebbe essere l’esatto contrario della mia definizione…

Allora?

Allora per me è questo: autenticità.

Oggi bianco, domani nero… ma i due colori sono veri! Perché non è una macchina e le situazioni possono far cambiare… per chi ha la capacità di adattamento e l’intelligenza di capire…

Un momento con Fiorenzo è un momento in cui sei al centro della sua attenzione anche se parla di se stesso. Lui si consacra realmente al tempo presente. Col suo carisma impone la sua sicurezza e prende possesso dell’ambiente. È subito a casa sua qualsiasi sia il luogo, accomodante, simpatico…

Mi piaceva già molto, però quando ho scoperto il suo tallone d’Achille, sono diventata fan di Fiorenzo.

Cioè? È goloso!

Vi aspettavate altro sicuramente, però per me un uomo goloso è uno che vive ogni giorno con pienezza, che approfitta del momento… un epicureo!

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