“IL FIOCCO DISFATTO”, LA PRIMA OPERA LETTERARIA DI MARIA RITA SINI: NELL’ANTICO QUARTIERE DI CASTELLO, L’INCONTRO TRA LA PROTAGONISTA E UNA MISTERIOSA BAMBINA

Maria Rita Sini

di CARMEN SALIS

Un romanzo breve, ambientato in un antico quartiere di Cagliari, Castello, agli inizi degli anni sessanta. Maria Rita Sini esordisce con un’opera, Il fiocco disfatto (Ed. Amicolibro), che ci riporta in una città molto diversa da quella che è oggi, dove la solitudine a volte diventava protagonista assoluta. 

Maria Rita, chi è la bambina dal fiocco disfatto?

 La bambina può essere frutto di una recondita fantasia che ha stimolato la mente di ognuno di noi durante la lettura del racconto. Ma può essere anche una sfida per scoprire cosa ci vuole dire. Parlando con diverse persone che hanno letto il racconto, la domanda è sempre uguale: chi è Maria? Se ci ascoltiamo attentamente, penso che ognuno di noi arriverà alla propria conclusione. Quello che ti resta dentro è quello che ti porterà dove tu vuoi.

L’amore, i sogni, la solitudine di un’adolescente

 L’amore è quello che ci accompagnerà tutta la vita, quello che c’è stato e quello che è mancato. “L’amore”, e parlo del primo amore, ti resta dentro, perché te lo crei, te lo aggiusti come un vestito. Con gioia, malinconia, concretezza come lo vuoi credere, sentendoti anche sola e persa senza nessuno che ti comprenda. Ma i colori, i sapori, gli odori dell’amore non li scorderai neanche con il tempo.

I tempi cambiano, ma il valore dell’amicizia resta sempre lo stesso?

Anche se i tempi cambiano, credo nell’amicizia vera. È quella che trovi raramente, ma quando lo acchiappi, difficilmente la perdi perché è il tuo soffio di vita. L’amicizia può essere anche brutale, come quella che ti dice in faccia quello che sei, quello che vali, anche in maniera brusca, ma ti fa riflettere e ti protegge dai voltafaccia. L’amicizia, quella vera, è sempre pronta a sostenerti. Possono trascorrere lunghi periodi di silenzio, ma anche giornate sempre insieme.

 Com’è nato questo romanzo?

Ho sempre scritto diari e poesie. Sono cresciuta sempre con qualche libro a farmi compagnia, leggendo fino a sfinirmi, senza mai mollare la presa. Come I Fratelli Karamazov di Dostoevskij (che penso di riprendere a leggere con più maturità), Il Gabbiano, Il Colle di San Michele, Anna Carenina, Un Uomo di Oriana Fallaci… E poi segue una lunghissima lista, come Prévert, Neruda, poeti vari che non saprei proprio quantificare. Scrivere e leggere è come entrare nella vita, sia tua sia in quella degli altri. Ho sempre scritto senza mai mettermi in gioco e incontrandoti, con la tua voglia di scoprirmi, ho rispolverato i miei diari e ho messo insieme “Il Fiocco Disfatto”.

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