DOPO DINO MUSA E LUCIANO ARU, STRONCATI DAL COVID, ADESSO UN ALTRO MALE CI HA STRAPPATO RENZO CADDEO. RICORDO DI TRE PRESIDENTI DI CIRCOLI DELLA F.A.S.I., DI TRE “UFFICIALI” IN SERVIZIO PERMANENTE EFFETTIVO NELL’ “ESERCITO” DEGLI EMIGRATI IMPEGNATI NELLA VALORIZZAZIONE DELLA CULTURA DELLA MADRE SARDEGNA

Rivoli, 15 febbraio 2015. Da sinistra: Bruno Geraci, Paolo Pulina, Renzo Caddeo, Jacopo Onnis, Lorenzo Gianotti.

di PAOLO PULINA

Il COVID ha causato la morte di due storici presidenti di due Circoli della F.A.S.I. – Federazione delle Associazioni Sarde nell’Italia continentale: Dino (Galdino) Musa, presidente del Circolo “Giuseppe Dessì” di Vercelli (scomparso a 74 anni nel marzo 2020) e Luciano Aru, presidente del Circolo “Grazia Deledda” di Saronno (Varese), morto a 73 anni nel gennaio 2021.  

Ieri, 28 febbraio 2021, una non nuova ma sempre terribile malattia ci ha portato via, a 75 anni,  Renzo Caddeo, storico presidente del Circolo “4  Mori” di Rivoli (Torino).

Per quello che hanno fatto nel corso di decenni della loro vita, voglio accomunare queste tre persone in un’unica definizione commemorativa: tre “ufficiali” in servizio permanente effettivo nell’ “esercito” degli emigrati sardi impegnati nella valorizzazione della cultura della madre Sardegna.

Diversa è stata la mia conoscenza e frequentazione dei tre presidenti che ho/abbiamo il dovere di non dimenticare.

In questo sito, in memoria di Dino (Galdino) Musa ho scritto che «sempre con squisita gentilezza mi interpellava ogni tanto perché gli segnalassi i recapiti di relatori per iniziative culturali che intendeva organizzare nel suo Circolo».

Alla scomparsa di Luciano Aru, ho ricordato che aveva chiesto la mia collaborazione per diversi importanti eventi culturali organizzati a Saronno e di cui ho puntualmente dato resoconti facilmente reperibili in questo sito: presentazione del libro di Bruno Rombi su Sebastiano Satta (28 febbraio 2015); incontro volto a dare spunti  per un viaggio culturale in Sardegna nell’ambito di una  iniziativa di InformaGiovani Saronno (23 giugno 2015); convegno su Grazia Deledda rivolto agli studenti delle classi del locale Liceo (28 maggio 2016), con i docenti universitari Clelia Martignoni e Aldo Maria Morace; “Sa Die de  sa Sardigna”, convegno in ricordo di Antonio Pigliaru e di Michelangelo Pira, promosso in unione con i Circoli F.A.S.I. della Circoscrizione Lombardia (28 aprile 2019), con gli storici Antonio Delogu, Federico Francioni e Salvatore Tola.

A seguito della conoscenza pluriennale con Luciano (la prima volta a Pavia nell’ambito di una edizione – seconda metà degli anni Novanta del Novecento – della rassegna annuale “I Tesori di un’Isola”; poi nelle riunioni periodiche della Circoscrizione Lombardia e del Consiglio Direttivo nazionale della F.A.S.I ), in una delle permanenze a Saronno per uno degli appuntamenti culturali che ho prima citato, Luciano mi raccontò le tribolazioni che, come emigrato sardo in terra lombarda, aveva  dovuto affrontare nella prima parte della sua vita lavorativa e questo racconto naturalmente rafforzò la confidenza e l’amicizia tra noi.

Per Renzo Caddeo devo parlare non solo di un rapporto di amicizia, ma di un legame di fraternità, sentimento maturato a seguito delle numerose mie frequentazioni del Circolo e dei suoi ospitali soci in occasione di ciascuna delle iniziative culturali per le quali Renzo e il Consiglio direttivo della sua Associazione avevano avuto la cortesia di chiedere la mia presenza e la mia collaborazione: presentazione del libro di un ex deportato di origine sarda, il  novantenne Mario Gesuino Paba, “Prigioniero 83964. Settecento giorni dalla Sardegna al lager di Buchenwald” (23 novembre 2013); presentazione del mio libro “Memorie su Ploaghe e Logudoro” (17 maggio 2014); convegno su Emilio Lussu (18 maggio 2014), con Paolo Soddu e Salvatore Tola: sono stati pubblicati gli atti; presentazione (15 febbraio 2015) del libro curato da Jacopo Onnis “Il coraggio della verità. L’Italia civile di Giuseppe Fiori” con l’intervento anche di Bruno Geraci e di Lorenzo Gianotti;  convegno su “I 100 anni della Brigata ‘Sassari’, 1915-2015” (6 dicembre 2015), con gli storici Giuseppina Fois, Aldo Accardo e il Generale di Corpo d’ Armata Enrico Pino; presentazione (ottobre 2016) del libro di Gianni De Candia “Sardegna. La grande diaspora. Memorie e ricordi dei 40 anni della cooperativa ‘Messaggero Sardo’ (1974-2014)”, con la scrittrice Bruna Murgia; presentazione del libro di Maria Elvira Ciusa su Grazia Deledda (18 dicembre 2016), con la scrittrice Bruna Bertolo; ricordo (22 gennaio 2018) di Antonio Gramsci a 127 anni dalla nascita (Ales, 22 gennaio 1891), con gli studiosi Giovanni Carpinelli e Maria Luisa Righi; presentazione del libro “Suor Giuseppina Demuru, una vita oltre le sbarre delle Nuove” di Tonino Loddo (9 dicembre 2018); mostra “Interferenze – Arte in Sardegna dal 1944 al 2019” (Rivoli, 6-20 aprile 2019); giornata internazionale di studi sul giurista sardo  Domenico Alberto Azuni (19 settembre 2019).

Oltre che in  questi incontri “istituzionali” a Rivoli e in quelli, numerosi,  del Comitato Esecutivo della F.A.S.I., la confidenza con Renzo si cementò in particolare nel 2017: agli inizi del mese di aprile 50 soci del Circolo di Rivoli visitarono Pavia e pranzarono nella sede del Circolo culturale “Logudoro” della città (in restituzione di una visita che era stata fatta qualche anno prima dai soci del “Logudoro” a Rivoli e alla fastosa Reggia di Venaria Reale);  nel settembre del 2017,  Renzo accompagnò me e mia moglie nel viaggio in Sardegna da Genova a Mamoiada, per un incontro, promosso dalle Pro Loco della Sardegna e convintamente condiviso dalla F.A.S.I.,  volto a favorire un interscambio di idee sul futuro dell’ Isola fra gli emigrati  organizzati e alcune delle personalità “residenti” più attente al dialogo con essi: all’andata sosta a Sassari, alla basilica di Saccargia, a Ploaghe; al ritorno (anche con Rita Danila Murgia) al piccolissimo paese di  Tinnura (con i suoi stupendi murales) e a Bosa.

Tutti e tre i presidenti scomparsi, che si sono segnalati per le alte qualità morali e per i tratti determinati ma gentili del carattere, sono stati “maestri” nell’arte di riuscire a catalizzare l’attenzione delle rispettive amministrazioni locali, invitate con la necessaria costante “pressione” a tenere nella dovuta considerazione le iniziative culturali e sociali promosse da ciascuno di questi Circoli.  Questa opera di persuasione ha dato i suoi frutti: le amministrazioni locali hanno spesso concesso contributi economici oppure hanno messo a disposizione locali per lo svolgimento delle manifestazioni.  

Certo è innegabile che Renzo, forte della sua esperienza di sindacalista, sviluppata anche a livello internazionale (in vari Paesi europei, in Palestina, in Cile e in altri Paesi dell’America latina), si distingueva per la capacità di essere a suo agio tra la gente e di saper gestire con autorevolezza anche le assemblee più affollate (lo ricordo sicuro coordinatore delle varie sessioni dei lavori del sesto Congresso  nazionale della F.A.S.I.)  a Quartu Sant’Elena (Cagliari) nei giorni 28-30 ottobre 2016.

Tutte le volte che rievocava le vicende della sua vita di sindacalista, lo invitavo a farne quantomeno una registrazione a voce: ben volentieri lo avrei aiutato a ordinare e proporre le sue  testimonianze vocali in un libretto a stampa. Ad un certo punto, mi disse: «Guarda che mi sta già intervistando una persona del sindacato CGIL». Di più non so. Certo che, se queste tracce di registrazioni esistono, sarebbe una bella notizia e un bell’assist per ricordare Renzo con un libretto, anche se postumo.

Chiudo questa nota esprimendo, a nome mio e di mia moglie, le più sentite condoglianze alla famiglia di Renzo (la moglie Anna, i figli Guglielmo e Francesca, l’amatissima nipotina  Vittoria), ai parenti, ai Soci del Circolo “4 Mori “ di Rivoli.

 

42 risposte a “DOPO DINO MUSA E LUCIANO ARU, STRONCATI DAL COVID, ADESSO UN ALTRO MALE CI HA STRAPPATO RENZO CADDEO. RICORDO DI TRE PRESIDENTI DI CIRCOLI DELLA F.A.S.I., DI TRE “UFFICIALI” IN SERVIZIO PERMANENTE EFFETTIVO NELL’ “ESERCITO” DEGLI EMIGRATI IMPEGNATI NELLA VALORIZZAZIONE DELLA CULTURA DELLA MADRE SARDEGNA”

  1. Sentite Condoglianze alla Famiglia per la perdita dell’amico Renzo grande costruttore di ponti dell’associazionismo bellissimo ricordo il viaggio in Barbagia. R. I. P.
    Dalla FiTeL Piemonte.

  2. Uomo di grande levatura, di immense passioni. Un sardo forte. Un amico sincero. Grazie per avermi accolto con animo grato, Renzo caro. La nostra amicizia è per sempre.

  3. La settimana scorsa ci ha lasciato colpito dal Covid anche Antonello Cabras dell’associazione culturale sarda Shardana di Pescara. Penso che anche lui meriti di essere ricordato tra i tanti emigrati che hanno reso un servizio alla Sardegna.

  4. Povero Renzo! Era un uomo così attivo, così entusiasta, così buono e cortese! Doveva fare un controllo proprio il giorno in cui io ero a Rivoli, ma mi disse che era tutto tranquillo… Evidentemente non era proprio così. Mi dispiace davvero tantissimo. Ho di lui un bellissimo ricordo, come anche dei giorni bellissimi passati in sua compagnia! Dio lo abbia con sè nella gloria…

  5. Carissimi,
    appreso con infinita tristezza la notizia della scomparsa
    del Presidente Renzo Caddeo mi stringo alla vostra
    bellissima comunità in questo momento di dolore.
    Durante alcuni incontri della Fasi ebbi modo di scambiare
    qualche impressione sulla nostra isoletta spesso dimenticata
    ma durante la mia visita al Circolo di Rivoli rimasi impressionato
    dalla personalità di Renzo. Infatti, dopo aver partecipato ed essere
    intervenuto all’incontro organizzato dalla Circoscrizione Nord Ovest
    mi invitò a Rivoli per incontrare i membri del Circolo e parlare insieme
    di turismo e Sardegna. Arrivai con la nebbia e la pioggia
    sicuro di non poterlo salutare poichè già i giorni precedenti
    era affetto da una bruttissima influenza. Mi disse, invero, farò di tutto,
    cercherò di presentarti agli altri e così fece. Arrivò con una sciarpa enorme,
    cappotto, febbricitante e con una fastidiosa tosse che lo accompagnava.
    Sorrise, mi fece strada e mi presentò al resto dell’esercito di volontari.
    Iniziammo a parlare di Sardegna, di opportunità e di futuro, di come le
    nuove generazioni potessero essere protagoniste in una vera rinascita
    dell’Isola, non affidata a fantomatici piani ma fondata sul concreto
    lavoro di tutti. Il suo volto lentamente cambiò espressione, anche la
    tosse sembrò andar via. Osservava come chi, in qualche modo,
    senza forse sapere neanche come, volesse comunque contribuire
    a scrivere una pagina importante. Fu in quei momenti che capii come
    Renzo rappresentasse i Circoli, quell’amore e passione incontenibile
    che anima i volontari era rappresentata dal suo volto sereno e
    determinato. Fu un incontro ricco di emozioni che non dimenticherò mai.
    Prima d’andare via, congedandomi, volle assolutamente visitassi
    tutto il Circolo e mi offrì una fetta del panettone “degli auguri di Natale dei soci”.
    Lo ringraziai per avermi incontrato nonostante le sue condizioni di salute,
    mi rispose che “aveva dato la parola e quella va sempre mantenuta”: questo era Renzo Caddeo, un Grande Sardo.
    Da sardo -e vostro ammiratore- tornando a Rivoli, sarebbe bellissimo
    trovare in sede una grande targa con i quattro mori recante
    una grande scritta CIRCOLO RENZO CADDEO.
    un abbraccio fortissimo,
    Marco

  6. Carissimo Renzo, mi sembra impossibile che tu non ci sia più….Ho il rammarico di non averti ringraziato abbastanza per le bellissime iniziative di marzo 2019, a Rivoli, Gattinara e dintorni, sul documentario “Le Spose del Grand Hornu”: un lavoro, realizzato con Paolo Carboni, sull’emigrazione dei sardi nelle miniere del Belgio, vista con gli occhi delle donne, le mogli, le vedove.. Menzione Speciale al Concorso Nazionale “STORIE DI EMIGRATI SARDI’, indetto dalla FASI, con la Regione Sarda e la Società Umanitaria….Una partecipazione straordinaria, un’accoglienza generosa e affettuosa, una organizzazione perfetta, come tu sapevi fare, per l’amore sconfinato per la tua Sardegna e l’orgoglio di rappresentarla nei modi più autentici, sempre. Non potrò mai dimenticare…Grazie per esserci stato e per aver dato a tutti noi un pezzo di te. Grazie ovunque tu sia….

  7. Mancherai a tutti noi, buon cammino Renzo .
    “Tre ufficiali in servizio”, li chiama così Paolo Pulina, nel suo ricordo affettuoso e puntuale pubblicato sul “nostro” giornale. Di essi, mio marito ed io conoscevamo bene Renzo, ma siamo consapevoli dell’impegno profuso da tutti e tre per far conoscere e valorizzare la storia e la cultura della nostra Terra. A loro e alle loro famiglie va il nostro affettuoso saluto con un pensiero che mi sovviene alla mente mentre scrivo…la Notte diviene nel silenzioso dolore, ma resta la certezza del loro esserci nell’amore che hanno dato… . A loro tutti Buon cammino verso l’infinito … cui tutti torneremo.

  8. Mi dispiace molto. Ricordo un viaggio in treno insieme a Genova nel 2017 per un incontro su Gramsci organizzato dal circolo sardo della città . C’erano anche Paolo Pulina e la moglie.

  9. Gratzias Paolo: Omine de gabale Renzo Caddeo! Ki sa terra siada lepia! Condoglianze alla famiglia.

  10. L’improvvisa scomparsa dell’amico Renzo mi addolora profondamente. A lui mi legava una lunga amicizia sincera e piacevole. Parlare della sua vita e dei suoi meriti ricchi di significati non sta a me perchè altri meglio informati lo stanno già facendo. Voglio solo ricordarlo con una preghiera rivolta al Signore perchè lo accolga fra i buoni nel Regno dei Cieli e che la sua anima riposi in pace. Condoglianze alla famiglia.

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