VERMENTINO, L’ESSENZA DELLA GALLURA: UN NETTARE ANTICO CONSIDERATO L’EMBLEMA DI QUESTA ZONA DELLA SARDEGNA

Risalgono ad oltre un millennio a.C. i primi recipienti con tracce di vino rinvenuti in Gallura, a dimostrazione di come l’attività vinicola in questa zona dell’isola fosse diffusa sin da epoca remota. In base alle più antiche testimonianze documentali riguardanti la coltivazione del vitigno Vermentino, fu nel periodo a cavallo tra il XV e il XVIII secolo, epoca della dominazione spagnola, che queste uve fecero la propria comparsa sul territorio gallurese, probabilmente importate proprio dai dominatori iberici. Nonostante le interpretazioni delle sue origini siano, a tutt’oggi, alquanto nebulose, in molti ritengono il vino che se ne ottiene uno dei prodotti più emblematici della Gallura, una delle zone più ricche di fascino e di storia dell’intera regione. La zona che sfoggia alcuni dei paesaggi più sorprendenti di tutta l’isola dominati dalle scenografiche masse granitiche che si spingono sino al mare dalle ben note sfumature turchesi. Non è un caso che gli esperti sostengano che il Vermentino di Gallura sia il prodotto che più di ogni altro sintetizzi la vera essenza di questo territorio dal fascino magnetico. E’, infatti, proprio grazie alla particolare composizione del suolo di questa subregione sarda, prevalentemente granitica nel sottosuolo e sabbiosa a grani grossi nel suolo con lievi presenze di argilla, che questo prelibato nettare acquisisce i profumi ed i sapori che lo contraddistinguono.

La ricchezza in potassio del terreno, un clima mite reso equilibrato dal mare, che garantisce condizioni ideali di temperatura, insolazione e ventilazione, conferiscono al vino un mix unico di note gustative ed olfattive, assieme ad un ottimale tenore alcolico, una buona mineralità ed una lieve acidità naturale. Le sue caratteristiche di eccellenza gli hanno permesso di ottenere l’attribuzione dell’ambita DOCG riconosciuta per i vini prodotti in 22 comuni della provincia di Olbia Tempio ed un comune della provincia di Sassari. A renderlo così apprezzato è il suo profumo intenso ed il gusto dal secco all’amabile, con un retrogusto leggermente amarognolo, che nei prodotti affinati in legno assume note intense e persistenti, talvolta appena vanigliate. Si distingue per il suo bel colore giallo paglierino intenso, con lievi riflessi verdognoli e presenta una gradazione alcolica minima del 13%. Per potersi fregiare di tale denominazione, il Vermentino di Gallura deve essere prodotto con una percentuale minima di uve del vitigno Vermentino pari al 95%. Dal 1930 il vitigno Vermentino viene coltivato anche nel resto dell’isola, ma il vino che se ne ottiene rientra nella DOC Vermentino di Sardegna. Deve essere bevuto uno o due anni dopo la vendemmia e, difatti, la sua commercializzazione non può avvenire prima del 15 gennaio dell’anno successivo a quello della vendemmia. Trattandosi di un vino corposo e con una buona struttura, si adatta alla perfezione al consumo in abbinamento ai saporiti primi piatti della cucina locale oltre che a quelli a base di crostacei, molluschi e pesce arrosto. Si sposa, inoltre, piacevolmente al pecorino sardo dolce, alle frittate ed alle creme di pollo e di funghi. Servito fresco si rivela anche un ottimo aperitivo.

Gustare un Vermentino di Gallura si rivelerà piacevole in ogni luogo e in ogni occasione, ma per apprezzarne a pieno la vera essenza, vale la pena vivere l’esperienza di sorseggiarlo direttamente nelle cantine dei produttori o ammirando gli splendidi panorami della Gallura. Il modo migliore per scoprirne ogni nota gustativa ed olfattiva che i diversi produttori riescono a conferire al loro nettare è quello di percorrere la Strada del Vermentino di Gallura DOCG, un affascinante itinerario che non solo porta alla scoperta dei luoghi in cui nasce il vino, ma consente anche di ammirare siti meravigliosi ricchi di storia e di cultura incastonati in paesaggi sorprendenti. Il luogo ideale dal quale far partire il proprio viaggio è Monti dove si potrà visitare la Cantina Sociale per poi proseguire alla volta di Berchidda, che al vino ha dedicato un intero Museo, sede dell’Enoteca Regionale della Sardegna. Impossibile rinunciare ad un itinerario lungo la Costa Smeralda dove lasciarsi conquistare dalle esclusive atmosfere di Porto Cervo e dai suoi scenari da sogno. Abbandonati i luoghi dei vip, una tappa a Cannigione e Palau è d’obbligo, anche perchè consente di imbarcarsi alla volta di uno degli arcipelaghi più incantevoli dell’intero Stivale, quello della Maddalena. Sia La Maddalena che Caprera, con il suo Museo Garibaldi, sapranno regalare ore estremamente piacevoli, così come il suggestivo borgo di Luogosanto che si rivela sempre una bellissima scoperta, soprattutto per chi decide di soffermarsi a visitare il famoso eremo di San Trano e il Castello di Baldu. E’ impossibile, infine, organizzare un itinerario alla scoperta della Gallura senza aver programmato una tappa a Santa Teresa di Gallura, all’estremo nord dell’isola, dominata dal bel promontorio di Capo Testa, e ad Arzachena da cui si possono raggiungere il Villaggio Nuragico La Prisgiona e la Tomba dei Giganti Coddu Ecchja. Lungo tutto il percorso, xi si potrà fermare ad ammirare alcuni dei vigneti più importanti per la produzione di Vermentino di Gallura e soffermarsi a visitare le magnifiche cantine dei suoi produttori.

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