I CANI CHE SALVANO LA VITA ALL’ASSOCIAZIONE “SEBASTIANO SATTA” DI VERONA

le immagini dell’articolo sono di Andrea Zonca
di ANNALISA ATZORI

Sabato 23 febbraio 2019 alla “Sebastiano Satta”di Verona  per il terzo anno di fila sono tornati i cani da allerta diabete. Si è trattato di un incontro inserito nella formazione dei futuri istruttori del Gruppo Cinofilo Verona, ma aperto anche a tutti coloro che volevano conoscere questa straordinaria realtà. Progetto Serena onlus, con Roberto Zampieri e Selena Asteggiano, ha presentato l’incredibile attività che trasforma i cani in veri e propri eroi.

La Sardegna, così come la Finlandia, ha la più alta incidenza al mondo per quanto riguarda i nuovi casi annuali di diabete tipo 1. Per questo, il presidente Salvatore Pau e i soci della Sebastiano Satta continuano ad essere particolarmente sensibili nel voler riproporre una così importante occasione di approfondimento.

Il percorso per preparare i cani dura due anni, rigorosamente al fianco della persona su cui dovranno vigilare giorno e notte. E’ proprio la notte il momento più difficile per un diabetico, quando le subdole crisi ipoglicemiche (alle quali purtroppo il corpo si abitua pian piano tanto da non riconosce più i segnali premonitori) possono portare dal sonno al coma in pochissimo tempo. Solo il cane “angelo custode” del diabetico può fiutare la crisi in arrivo e avvertire il padrone, oppure chiamare aiuto. Sì, perché questi cani sono addestrati a chiamare soccorsi, correndo a svegliare gli altri in casa (se il malato vive con la famiglia). Se però il diabetico vive solo … ecco che il cane è addestrato a premere un pulsante di chiamata, nei sistemi più vecchi, oppure a salire su uno speciale tappetino dotato di sensori collegati al 118, con un sistema messo in servizio proprio pochi mesi or sono.

L’importanza di un cane sentinella sta nel fatto che aiuta a prevenire possibili pericoli dovuti alle variazioni degli zuccheri nel sangue e, di conseguenza, l’andamento glicemico ne trarrà vantaggio (emoglobina glicata). Inoltre, grazie al supporto di un compagno fedele, un non meno importante miglioramento psicologico nella persona che vive questa patologia.

Già dopo sei mesi di lavoro con gli istruttori il cane comincia a fare importanti segnalazioni sulle molecole rilasciate dal corpo in prossimità delle crisi ipo-iper glicemiche. Al cane viene quindi assegnato un compito, un ruolo all’interno del branco-famiglia nel quale vive, non sente il peso del lavoro che svolge, perché lo fa volentieri, non si stressa e del resto vive comunque la sua giornata “di cane” svolgendo tutte le attività che fanno i suoi simili nella vita normale.

Il pubblico in sala ha potuto  vedere alcuni filmati dove i cani eroi lavorano e vegliano i loro adorati proprietari. Red con Anna (Red è stato il primo cane certificato da Progetto Serena), Briquet con Alberto (un ragazzo che grazie al suo amico a 4 zampe ha riacquistato una buona forma fisica e migliorato notevolmente la sua qualità di vita), Mya con Franco (un noto industriale al quale il pastore tedesco ha letteralmente salvato la vita, chiamando il portiere di notte durante una crisi di Franco, che per lavoro dorme spesso in albergo), Quincy con Chiara (che si fa accompagnare ovunque dal suo fedele golden retriever e ha ritrovato la spensieratezza degna della sua giovane età).

Progetto Serena ha da poco messo in vendita il secondo libro “Un cuore con la coda”. Insieme a “Un tartufo per la vita”, il primo libro di Zampieri, consente all’associazione di avere importanti introiti necessari per sostenere le spese di preparazione dei vari cani.

A proposito di raccolta fondi, è stato possibile ascoltare in anteprima una canzone creata ad hoc per sostenere Progetto Serena, con artisti famosi tra cui Marco Carta. La canzone sarà presentata ufficialmente a fine primavera di quest’anno, non possiamo svelare altro!

Il professor Enzo Bonora (professore ordinario di Endocrinologia dell’Università di Verona, dirige il reparto di Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del Metabolismo della AOUI di Verona) è un convinto sostenitore del progetto. Anche qui, il filmato di alcune sue dichiarazioni circa la validità del progetto e gli studi che sta seguendo riguardo le modalità di segnalazione dei cani e il miglioramento della qualità di vita dei malati affiancati dai cani allerta. Anche Confindustria ha attivato raccolte fondi per Progetto Serena.

Grazie alla pubblicità fatta su Facebook dalla Sebastiano Satta e dal Gruppo Cinofilo Verona, pare che una persona dalla Sardegna abbia contattato Progetto Serena: desidera fare una importante donazione per la sezione sarda del progetto. I contatti e le collaborazioni servono anche a questo.

E’ in preparazione un cane da allerta anche per un medico, diabetico. Spesso i malati di diabete vivono la loro patologia con difficoltà, nascondendola ai conoscenti, a volte qualcuno non autorizza l’utilizzo delle immagini sui social perché non vuole farsi riconoscere. Certo, vivere con un cane aiuta anche in questi casi ad accettare una realtà con la quale si convive giorno per giorno.

A volte, i testimonial di Progetto Serena sono invece così fieri che da non tirarsi indietro nell’affrontare lunghi viaggi per portare la loro esperienza in giro per l’Italia. Come è successo al piccolo Tobia, che pur essendo bambino si è reso conto che con il suo cane allerta è diventato praticamente un vip, e i vip si sa devono andare ovunque, se la loro presenza è richiesta per importanti motivi!! Con Progetto Serena è stato invitato a Napoli, ad un evento di gala presso il Maschio Angioino.

In sala, il simpatico Olaf, cane allerta diabete che porta fiero la sua pettorina da cane eroe. A dire il vero, era anche molto interessato al risotto con tastasal e radicchio che i cuochi della Sebastiano Satta stavano preparando per intrattenere gli ospiti a fine presentazione …

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