LA MOSTRA A NEW YORK ALL’INIZIO DEL 2019: MARIANO CHELO, PITTORE BOSANO, ESPORRA’ ALLA PRESTIGIOSA IERIMONTI GALLERY

ph: Mariano Chelo (immagine di Mauro Moledda)

di MASSIMILIANO PERLATO

 “Ho sempre avuto dei buoni riscontri dal mercato, la vendita di un quadro è sempre una grande soddisfazione, è la concreta verifica che, se qualcuno è disposto a pagare per avere qualcosa che ho fatto, questo qual cosa vale. Ma è molto difficoltoso avere un mercato, specialmente in Italia e soprattutto in Sardegna dove la categoria dei galleristi è quasi inesistente.Gli artisti devono arrangiarsi da soli e per molti è impossibile.”

Il pittore Mariano Chelo, nato a Bosa, classe 1958, terrà una mostra a New York. Un evento storico per l’artista sardo, molto stimato in giro per il mondo. In passato ha esposto in diversi luoghi del globo fra cui il Regno Unito, il Kuwait, il Costarica. E poi Brasile, Romania, Germania, Austria. Una rappresentazione pittorica la sua, che comunica in molteplici lingue con un vigore espressivo ed energica che colpisce l’appassionato. Ha il suo atelier sulle rive del Temo, trasformato nel tempo in laboratorio che è anche fucina di idee e iniziative e dove ha sede dal 2003 il Map, Movimento Artistici Periferici.  “Nascere in un posto come Bosa, le chiese affrescate da Scherer, il castello il fiume e il mare, il ponte, una potentissima presenza del paesaggio e i personaggi che la popolavano che a carnevale davano sfogo a tutta quella creatività semplice ma intelligente e fortemente ironica sicuramente ha tanto influito sulla mia formazione.”

L’amore per l’arte sboccia in tenera età e già a quattordici anni le sue capacità affiorano con esito positivo e con queste anche le cessioni delle sue prime tele. “Da piccolissimo ho iniziato a disegnare come tutti i bambini, ero persuaso che la matita fosse una bacchetta magica con la quale potessi far apparire tutto ciò che bramavo, purtroppo non sono ancora guarito e ci credo ancora. L’arte ho iniziato a seguirla da piccolo, divoravo le monografie dei pittori che settimanalmente mia madre acquistava.”

Comincia così un cammino di passione che nel tempo diverrà l’esercizio della sua arte.Il pittore bosano utilizza i colori e le forme per esprimere quello che vede e che sente. Con talento modifica il vortice emotivo proprio di ogni uomo in forza motrice creativa. Così, stimolato dalla gioia del poter pronunciare e bloccare nel tempo una storia individuale, riesce magnificamente ad avviluppare l’astante attraverso un processo rielaborativo e astratto della realtà.Le sue opere, intrise di una potenza espressiva che il tempo e lo spazio non scalfiscono, raccontano un’emozione capace di rigenerarsi.Dopo gli studi al Liceo Artistico di Cagliari e all’ISIA di Firenze, intraprende un percorso di approfondimento. In particolare lo sguardo del pittore si posa sull’enunciazione in chiave picaresca della figura umana. “Caravaggio è stato il primo che ho amato, la luce il buio e la drammaticità dei soggetti. Poi Goya, El Greco e Mantegna. In seguito ho imparato a guardare gli impressionisti sino ad arrivare a perdermi con Van Gogh, credo di aver visto e letto tutto di lui e su di lui.Solo da adulto ho scoperto l’informale, la vera forma espressiva che ti consente di volare.”

Spinto da uno spirito curioso e vivace sempre intento a nuove forme d’arte, narra il suo animo attraverso nuovi scenari e sfide: dal 1981 al 1990 si occupa di grafica pubblicitaria e fotografia e anche grazie a queste esperienze consegue una nuova impostazione al suo lavoro, trovando, nel surrealismo, nel cubismo e nell’astrattismo, un linguaggio con il quale affrontare tematiche dissimili, innovative e attuali.“Ho un fortissimo legame con la musica, mi sono reso conto che ha un’influenza incredibile su di me.Ho la presunzione di renderla percepibile e quindi la dipingo come se danzassi.Entra nelle mie orecchie ed esce dalle mani lasciando tracce che tutti chiamano quadri.”

Nel 1991 una mostra a Bosa darà il via ad una lunga serie di esposizioni personali e collettive in Italia e all’estero. “Ho al mio attivo oltre quaranta mostre personali e una cinquantina di partecipazioni a collettive e rassegne in molte parti del mondo.”

Mariano vive la sua arte con enorme coinvolgimento emotivo.“La prima cosa è avere una passione talmente forte da farti sopportare fatica e frustrazioni, la seconda è credere fortemente in se stessi senza però cadere nella presunzione, la terza è la comunicazione: puoi essere l’artista più bravo al mondo ma se nessuno ti conosce non esisti.In ultimo lavorare con coerenza e onestà intellettuale, e naturalmente tanta fortuna.”

La notizia dell’allestimento di una mostra di Mariano Chelo nella prestigiosa Ierimonti Gallery di New York è trapelata  sul social nella pagina facebook  “Collezioni d’arte sarda del 900” curata da un collezionista privato che segue con molta attenzione l’evoluzione artistico-pittorica isolana.In poche ore, il post ha incredibilmente raggiunto migliaia di contatti.“Non avrei mai potuto immaginare che una semplice notizia riguardante la definizione di un contratto con un gallerista newyorchese, data attraverso una pagina facebook allestita per semplice diletto da un collezionista amante dell’arte sarda, avrebbe potuto destare un coinvolgimento pubblico così ampio.In una sola giornata la pagina fb ha avuto oltre 10.000 visitatori, oltre 1.000 mi piace ed innumerevoli commenti.Voglio quindi ringraziare tutti coloro che nell’apprendere la notizia hanno sentito il bisogno ed hanno voluto complimentarsi con me per l’iniziativa avviata.”

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