UN SALTO NELLA CIVILTA’ NURAGICA: LA PUBBLICAZIONE DI CLELIA MARTUZZU, APPASSIONATA DI ARCHEOLOGIA E TRADIZIONI SARDE

ph: Clelia Martuzzu

di Massimiliano Perlato

Qualche giorno fa, abbiamo incontrato l’autrice della narrativa “Un salto nella Civiltà Nuragica”, Clelia Martuzzu, mamma ed appassionata di archeologia e tradizione sarda.

Un libro, che pur essendo stato pubblicato solo lo scorso maggio, sta riscontrando tanto successo, non solo fra i più giovani, per i quali è stato ideato, ma anche fra gli adulti che vogliono avvicinarsi dalla preistoria della Sardegna!

La protagonista del libro è una “sacerdotessa Nuragica” che grazie alla sua “Pintadera” riesce ad aprire un varco nella “linea del tempo” permettendo ad un “fanciullo Moderno”, di fare un “viaggio a ritroso nel tempo” fra le diverse epoche storiche, partendo dall’Età Paleolitica sino all’Età Nuragica.

Clelia ci tiene a precisare che “Un salto nella Civiltà Nuragica”, non è un saggio di storia, ma pur basandosi sui diversi ritrovamenti archeologici e sulle considerazioni fatte dagli archeologi, è pur sempre un viaggio immaginario! Un “viaggio nel tempo” che va ben oltre la sequenza degli avvenimenti temporali, ma che attraverso una passeggiata fra: capanne, botteghe artigiane, tomba dei giganti, nuraghe e pozzi sacri, offre uno spaccato di vita dei nostri Antenati che non erano semplici: “pastori, primitivi e paurosi del mare”, come sono stati etichettati dagli Storici, ma i Sardi-Nuragici erano: straordinari costruttori, eccellenti navigatori e temibili guerrieri.

La narrazione è in forma dialogica e di facile lettura e comprensione, ideata per consentire ai ragazzi, e non solo, di assimilare i principali concetti della Preistoria Sarda, in maniera accattivante ed appassionante.

Parlando con l’autrice, si percepisce la sua passione per la sua Terra e ci rivela che pur essendo nato per gioco, a seguito delle domande poste da sua figlia di 8 anni, lei considera questo libro “un tributo alla memoria e alla grandezza” dei nostri Antenati: i Sardi-Nuragici, ai quali non è mai stato riconosciuto un ruolo nella Storia, malgrado abbiano lasciato 9000 Nuraghi, un migliaio di Tombe dei Giganti, centinaia di Pozzi Sacri, migliaia di Bronzetti e le Statue dei Giganti di Mont’e Prama che tutti assieme, testimoniano la “grandezza” di una Civiltà ultra-evoluta, che non ha mai temuto di confrontarsi con i suoi contemporanei, appunto la Civiltà Nuragica, la più grande Civiltà del Mediterraneo nel secondo millennio a.C. 

Continuando, Clelia, ci riferisce che purtroppo, come ciascun sardo avrà avuto modo di constatare, nei libri di testo scolastici, i Nuragici vengono menzionati marginalmente, quindi agli studenti, “uomini di domani”, non viene offerta la possibilità di: 

– appropriarsi delle proprie origini;

– sviluppare il senso di appartenenza territoriale;

– prendere consapevolezza della propria identità;

– andare orgogliosi dei propri Antenati;

– far germogliare il desiderio di valorizzare e tutelare il lascito di cui i nostri Antenati, ci hanno fatto dono!

 Pertanto in attesa che gli storici e le case editrici colmino il macroscopico vuoto, che si riscontra nei libri di Storia scolastici, lei ha pensato ad un  libro che potesse insegnare ai giovani ad amare il nostro “Grandioso Passato”. Clelia si auspica che i ragazzi prendano consapevolezza della propria identità e facciano tesoro della propria storia per leggere meglio l’attualità e progettare il futuro.

 Clelia ha sposato la causa di restituire ai Sardi-Nuragici un posto di rilievo nella Storia del Mediterraneo e pensa che se tutti i sardi si mobilitassero, potrebbero rivendicare quel ruolo che  è stato negato ai nostri Antenati. E sottolinea che non sono necessarie rivoluzioni per raggiungere l’obiettivo, ma ciascun sardo, nel proprio piccolo può contribuire nell’opera di divulgazione.

L’autrice ritiene significativo l’aiuto dei docenti scolastici, i quali pur nel rispetto dei programmi ministeriali, hanno oramai autonomia d’insegnamento, quindi possono focalizzare l’attenzione sulla civiltà geograficamente più vicina.

Ma per Clelia è altrettanto importante quanto ogni sardo può fare. Ad esempio, andando a visitare le molteplici aree archeologiche e una volta lì, avvalendosi del proprio smartphone, si immortalano quei siti e poi si postano le immagini sui “Socials”. Oltre ai numerosi “Likes”, quei “Posts” contribuiranno a generare interesse culturale anche fuori dai confini regionali ed orientare le future vacanze in Sardegna, non esclusivamente per il suo mare cristallino e le spiagge bianche di sabbia finissima, ma per visitare i numerosissimi siti archeologici che costituiscono il “Più Grande Museo a Cielo Aperto del Mondo”.

Quindi se abbiamo a cuore la Storia della Sardegna, dimostriamo l’orgoglio e la fierezza di discendere da uno straordinario popolo, andando ad accrescere nel nostro animo, la sete di cultura che il passato della nostra isola ha saputo conservare.

Il libro è disponibile in tutte le librerie dell’Isola e bookshop dei siti archeologici o acquistabile online su: www.librisardi.it 

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