UNA REALTA’ PRODUTTIVA DELLA MARMILLA: CANTINA LILLIU, L’INTUIZIONE DI PIETRO E ROBERTA

Roberta e Pietro Lilliu

di Claudio Castaldi

L’azienda agricola Lilliu nasce nel 2000 con l’impianto ex novo di 4 ettari di vigneto anche grazie ad un finanziamento concesso dal Gal Marmilla per l’acquisto dei macchinari e di parte della struttura. Si sviluppa e cresce nel tempo con le sue stesse forze, portando ad oggi, dopo 16 anni, sul mercato dei vini che mirano all’alta qualità e all’espressività del territorio Marmilla. La produzione complessiva annua è di circa 20.000 bottiglie, quantità voluta proprio per tenere alto il livello di qualità. A dirigere la cantina Pietro Lilliu e Roberta Porceddu, marito e moglie, che hanno deciso di riprendere in mano il proprio futuro partendo dalla terra. «Crediamo sia importante prendersi cura del territorio che ci circonda in modo da generare salute e benessere», afferma Roberta Porceddu.

Com’è nata la passione per le vigne e per il vino? La Cantina Lilliu è una piccola impresa familiare. Pietro viene da una famiglia di agricoltori. Dall’età di stte anni coltiva la passione per preparare il vino e per la coltivazione dell’uva.

Che cosa intende con il binomio artigianalità – originalità? Per fare un vino buono ci vuole uva buona, quanto più l’uva è di ottima qualità tanto più il vino sarà ottimo. Il loro binomio di forza è artigianalità- originalità. Ecco perché dal 2000, anno in cui Pietro con l’aiuto di suo padre Michele, pianta le prime viti nei quattro ettari di terra di loro proprietà tra la Giara di Siddi e quella di Gesturi, nutrono un rapporto eccezionale e di amore fraterno con la natura, in un dialogo a tu per tu con essa senza improvvisarsi, ma curando le viti con il consiglio di agronomi, e il vino con la professionalità di enologi  per far in modo che tutto il processo dalla coltivazione alla bottiglia  sia seguito nel miglior modo possibile.

Quali vini producete? Dalle nostre viti, produciamo cinque vini: “Dicciosu”, cannonau in purezza, color rosso rubino; “Pantumas”, cannonau in purezza vinificato in bianco, color buccia di cipolla dorata; “Presciu”, Cannonau con bovale, color rubino intenso; “Biazzu”, composto da cinque uve diverse, color rosso porpora violaceo; “Mendula”, malvasia, color giallo oro.

Puo’ spiegare quali tecniche di coltivazione adoperate? Per la coltivazione delle viti, utilizziamo il “metodo naturale – sinergico. Esso nacque in Giappone per opera del biologo e filosofo Masanabu Fukuoka negli anni 60. Esso consiste nell’interazione tra le piante e l’uomo, nel pieno rispetto della natura, senza mai diserbare il terreno, rispettando i processi secondo i tempi della natura, non irrigando (aridocultura). Altra tecnica adoperata per la vinificazione è il “metodo Ganimede”, esclusivamente per la macerazione dei vini rossi. Il processo avviene in un Fermentatore che sfruttando l’enorme potenziale del gas di fermentazione permette d’ottenere un’estrazione delicata ed efficace dei tannini nobili contenuti nei vinaccioli dell’uva stessa. Infine, il processo dell’imbottigliamento è importante avvenga completamente a “circuito chiuso” passando direttamente dai silos alle bottiglie tramite grosse pompe, per evitare che esso prenda aria, ed immediatamente tappate.

Puoi spiegare la scelta della grafica delle bottiglie e la scelta delle lettere? La grafica delle bottiglie sono create da noi con l’agenzia “Bluestepstudio” di Oristano. Nelle etichette sono presenti dei monogrammi che raffigurano o la prima lettera del nome del vino o una lettera di particolare significato. Ad esempio, nel “Pantumas” è ascritta la lettera A: Anima e Amore per il Cannonau,

Avete vinto qualche premio? Quando e per quale vino? Il 14 febbraio 2017, la cantina è stata vincitrice di un importante premio durante il concorso internazionale “Le Grenaches du monde” con il vino “Dicciosu” cannonau 100%. Concorso cui hanno partecipato settecento produttori di vino e duecento tecnici valutatori. La nostre cantina si è aggiudicata la Medaglia d’oro.

Qual è la vostra politica di marketing? Non miriamo a premi, tranne il Grenaches. Per noi non è tanto importante la pubblicità ma il contatto personale Incentiviamo maggiormente la conoscenza del prodotto, andando in giro per i paesi, le scuole, le università e accogliendo gruppi alla cantina”

Siete iscritti a qualche circuito? Facciamo parte di due circuiti nazionali: “il Movimento Turismo del vino” e le “Donne del vino.

Quale messaggio vuole lanciare? Siamo una piccola impresa familiare che fa tutto da se, dalla piantagione, coltivazione, produzione e commercializzazione, privi di dipendenti.  Auspichiamo che la Regione incentivi bandi in questo campo se si vuole valorizzare un prodotto che unisca delicatezza, bontà e qualità.

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