TUTTO PRONTO PER LA NUOVA IMPRESA VELISTICA DI GAETANO MURA: QUATTRO MESI NEL GIRO DEL MONDO IN SOLITARIA


di Massimiliano Perlato

Gaetano Mura, classe 1968, nato a Cala Gonone sulla costa orientale della Sardegna. E’ il cuore del Mediterraneo, dove la natura è la vita stessa. E il mare è l’essenza tra lavoro, sogno e avventura. Rapporto simbiotico quello con il mare e l’ambiente come traspare da queste sintetiche ma chiare note biografiche: “Quando avevo 11 anni chiedevo il permesso ai miei genitori di poter andare a dormire sulla vecchia barca di mio padre ormeggiata in porto. Durante la notte quando ero certo di farla franca, mettevo in moto il motore e mollati gli ormeggi giravo all’interno del piccolo porto, poi tornato in banchina stendevo il sacco a pelo sul tavolaccio della cuccetta tra odore d’umido e di sentina nel buio della cabina. Quando non erano più i due moli a delimitare l’orizzonte sognavo di navigare e mi addormentavo felice” Dove è nato Gaetano non esistono circoli velici, tradizioni marinare, esperti velisti. Un limite che non lo ha fermato e grazie alla sua tenacia e perseveranza è riuscito a tagliare importanti traguardi. La carriera in mare inizia presto quando si imbarca come mozzo sui pescherecci, poi prosegue come comandante sul trasporto passeggeri di piccolo cabotaggio. Sempre a Cala Gonone. A vent’anni acquista un decrepito veliero d’epoca di 23 metri col quale una volta restaurato si guadagnerà da vivere facendo charter e sarà la scuola della sua vita da navigatore. Autodidatta per forza di cose ha imparato a navigare da solo, trasformando la sua passione in un impegno concreto attraverso studio e determinazione.  Imparando a comprendere il vento onnipresente in Sardegna. Ha al suo attivo 5 traversate oceaniche; negli ultimi anni ha regatato a tempo pieno nel circuito mini 650 sia in Italia che all’estero. La sua vocazione è la navigazione in solitario, quella che gli è più congeniale e per la quale sente di avere una predisposizione fisica e mentale. Ha partecipato alla Mini Transat 2009: un mese di navigazione che lo ha portato a tagliare un importante traguardo sportivo. Nel 2010 prende il via “Gironelmondo”. Un progetto che si concretizza con la costruzione di un  class40. Nel marzo del 2012 il varo di Bet1128 a Rimini, ad agosto la prima regata con la nuova barca: alla Palermo Montecarlo dove vince nella categoria. Ad ottobre la seconda regata in Mediterraneo: alla  33esima  edizione della Rolex Middle Sea Race dove si piazza al secondo posto. Nel  2013 “Gironelmondo”  arriva in Oceano con la partecipazione alla regata atlantica Les Sables-Horta-Les Sables dove Bet1128  guadagna un importante terzo posto nella seconda tappa della regata. A Novembre la partecipazione alla prestigiosa transoceanica Jacques Vabre – da Le Havre in Francia a Itajai in Brasile – dove nonostante il disalberamento  riesce nell’impresa di restare in gara e toccare il traguardo al decimo posto e primo degli italiani. Ed ora si appresta ad affrontare la nuova sfida: Si chiama Solo Round the Globe Record, il giro del mondo in solitario su un Class 40 battendo il tempo di un cinese, tale Guo Chuan che ci mise 137 giorni. L’avventura sta per cominciare – ha dichiarato Gaetano Mura– è più di un anno che mi sto preparando. Molti mi paragonano ad un’astronauta che deve affrontare la solitudine dello spazio e le sfide di un viaggio ai limiti. Anche io dovrò affrontare per mesi la solitudine del mare, imprevisti e difficoltà estreme. Ciascuno ha la sua storia e un sogno. Il mio sogno è quello di portare a termine questa avventura in cui credo e metto tutto me stesso”.
L’Ocean Racer sardo sarà una centralina vivente che, per quattro mesi in mare aperto, osserverà le condizioni ambientali di mari, oceani e dei loro abitanti,sarà testimonial d’eccellenza per il rilancio della sua Regione. Il giro del mondo si snoderà dal Mar Mediterraneo (la partenza ad ottobre è prevista da Cagliari) attraverso l’Oceano Atlantico fino al Capo di Buona Speranza, poi in senso orario attorno all’Antartide, lasciando a sinistra Cape Leeuwin (Australia) e Capo Horn, per ritornare infine nel Mediterraneo. Un percorso di 25.000 miglia nautiche (46.300 chilometri). Buona parte si svilupperà in mari ostili, con condizioni meteo estreme, al limite dei ghiacci antartici. Per gestire una navigazione in solitario ed indipendente verrà utilizzata la tecnica dei “microsonni”, ossia veglie di 2 ore alternate a sonni di 20 minuti. I soli compagni di viaggio di questa traversata saranno gli iceberg, le balene, gli abitanti tutti del mare, le raffiche di vento che possono superare i 100 km orari e le onde fino a 10 metri. Gaetano Mura sarà sotto osservazione medica giorno dopo giorno, si tratta infatti di un’occasione unica per studiare le risposte e gli adattamenti di un organismo umano alla prolungata permanenza in condizioni ambientali estreme. Come l’alterazione delle concentrazioni ematiche e di importanti fattori essenziali per il funzionamento del sistema nervoso, della produzione di forza muscolare e della capacità contrattile del cuore, frammentazione del sonno con aumento dei tempi di reazione a stimoli visivi; sistema immunitario sotto stress: questi alcuni dei rischi cui è sottoposto un velista. Il gruppo di ricerca ha progettato e messo a punto una piattaforma informatica ICT estremamente avanzata, che consentirà, tramite l’acquisizione h24 di segnali trasmessi dai rilevatori indossati da Gaetano Mura. Nell’impresa di Mura c’è una parte essenziale: la cambusa. La cambusa conterrà alcune eccellenze agroalimentari sarde, prodotti di eccellenza, concepiti in modo genuino e autentico in una terra ricca di ambienti incontaminati e dove la qualità della vita è elevata. Alcuni di questi prodotti, come i pani biscottati, le paste, i formaggi DOP sardi, i legumi, il tonno, e altri prodotti tradizionali e certificati, come l’olio DOP di Sardegna, raccontano una dieta che ha reso la Sardegna anche una delle blue zone del pianeta, una delle zone a maggiore longevità al mondo. Gaetano Mura diventerà quindi anche ambasciatore del patrimonio agroalimentare e della cultura gastronomica sarda, delle produzioni sarde che comprendono 40 tra DOP e IGP, 189 prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) e alcuni pregiati presidi Slow Food. L’impresa di Gaetano Mura va si inserisce nella strategia di rilancio del turismo sardo. “Sardegna Isola Del Vento” è, infatti, il brand che accompagna il progetto di sostegno agli sport velici di cui il velista sardo è sicuramente uno dei maggiori ambasciatori. Gli sport del mare, parte consistente dell’offerta del turismo in Sardegna, sono uno straordinario attrattore nel corso di tutto l’anno, così come sono uno straordinario veicolo di promozione gli eventi velici che vedono sardi e la Sardegna protagonisti: attraverso appuntamenti affascinanti e di valore mondiale come la regata in solitaria di Gaetano Mura. L’impresa creerà infatti interesse per l’isola e servirà da piattaforma mediatica per accrescere l’attenzione sulla Sardegna e il suo ritorno d’immagine, in particolare attraverso i canali social e i media più attuali. La sostenibilità e l’ambiente sono da sempre al centro delle avventure marine di Gaetano Mura. Anche questa volta registrerà con mezzi audiovisivi le condizioni dei mari e degli oceani che attraverserà e sarà testimone “oculare” di tutte le forme di vita che incontrerà. La preparazione del Class40 di Gaetano Mura ha richiesto circa 5 mesi di lavori presso il Cantiere Nautico Gottardi di Olbia, altri interventi sono stati curati dal Cantiere Bert Mauri di Rimini. E’ stato necessario realizzare delle paratie interne per il rafforzamento strutturale dello scafo e per ricavare una cellula di sopravvivenza. Bert Mauri ha costruito la tuga allungata, ossia la copertura per la protezione necessaria durante la navigazione in condizioni estreme. E’ stato effettuato un esame radiografico dello scafo e dell’albero. La strumentazione di bordo è a cura di Garmin Marine Italy. E’ stato installato un timone di emergenza. Le comunicazioni via satellite e la connessione sono garantite dalla tecnologia fornita da Compagnia Generale Telemar e Marlink. Per la navigazione nei mari dell’antartico è stato installato il riscaldatore Eberspächer, serie Airtronic, con un controllo delle emissioni che rende ecocompatibile il dispositivo. Per la produzione di acqua dolce è previsto un dissalatore Katadyn. La produzione della necessaria energia a bordo è garantita da pannelli fotovoltaici SolbianFlex, sviluppati per il Class40 di Giovanni Soldini in collaborazione con il CNR. Si tratta di pannelli flessibili, quindi facilmente adattabili, che permettono la produzione di energia elettrica da fonte solare in qualunque condizione.

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