LA SCELTA DI UN ALLENATORE NUORESE DI LASCIARE NOTTINGHAM PER TORNARE NELLA SUA SARDEGNA: PIETRO CARZEDDA E LA SCOMMESSA SU VILLACIDRO

ph: Pietro Carzedda

Il mal di Sardegna, quella che i brasiliani chiamano ‘saudade’, la nostalgia, ha colpito inesorabilmente anche Pietro Carzedda, 35 anni di Nuoro, di professione allenatore di cavalli da corsa. Dall’Inghilterra, patria del cavallo di razza Purosangue Inglese e di secolari tradizioni ippiche ed equestri, è tornato in Sardegna e ora scommette sull’ippodromo di Villacidro (Medio Campidano), col sostegno solidale di sir Frankie Dettori, il jockey numero uno al mondo, che benedice la nuova avventura di Carzedda: “E’ una persona molto positiva, ha fatto la gavetta in Inghilterra, dove l’ippica funziona, e sfonderà di sicuro in Sardegna”. Parole che segnano il nuovo corso degli allenatori colti, rispettosi della loro professione, e dei proprietari dei cavalli. Nell’ippica, si sa, vanno avanti i professionisti seri. Nel panorama più ampio è emblematico l’esempio di Gianfranco Dettori da Serramanna (Ca), padre di Frankie, che è stato uno dei professionisti più apprezzati in carriera per la sua autorevolezza. Pietro Carzedda non ha resistito al richiamo della Sardegna ‘terra di fantini e di cavalli’ e senza tentennamenti durante l’inaugurazione della sua scuderia, coincisa con l’ultima giornata di corse del mese di dicembre: “Qui ci sono le condizioni per fare bene”. “Villacidro può fare il salto di qualità con professionisti giovani, seri e preparati come Pietro Carzedda” ha commentato con soddisfazione il direttore dell’ippodromo di Villacidro, Roberto Sanna, che per le “non decisioni nazionali e regionali ho dovuto sudare le proverbiali sette camicie”. Questa è anche la conseguenza della colpevole chiusura dell’ippodromo del Poetto di Cagliari avvenuta nel 1983. Troppi anni son trascorsi, “per la miopia della politica e di chi si doveva occupare dell’ippica e, bisogna dirlo,degli stessi operatori ippici, per recuperare le 20 giornate di calendario e quel patrimonio di esperienze che poneva la Città di Cagliari ai primi posti delle scommesse nazionali”. Quella negligenza l’hanno pagata le aree rurali, gli allevatori, gli agricoltori, gli artigiani e gli operatori ippici, dal maniscalco al veterinario. Per ridare fiato all’ippica isolana occorre una nuova generazione di professionisti che sappiano imporsi percorrendo la strada della serietà e delle regole. Ecco perché la presenza di Pietro Carzedda a Villacidro, non può che essere salutata con grande soddisfazione.

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