I DIECI ANNI DE “SA OGHE”: UNO SGUARDO SULLA STRADA PERCORSA DALLA RIVISTA DELLA COMUNITA’ SARDA A MELBOURNE


di Riccardo Schirru

Compleanno importante per ‘Sa Oghe’, la voce della comunità sarda di Melbourne. Anche se ancora no  dimostra l’età che ha perché, seppur ormai una rivista matura, continua a mantenere quella freschezza che l’ha contraddistinta per i suoi primi dieci anni. Merito di questa caratteristica è di Angelo Ledda, che ha iniziato Sa Oghe dopo una gita organizzata dalla Sardinian Cultural Association (SCA) a Bonegilla, nel nord Victoria, nell’agosto del 2006. Arrivato in Australia con la madre e i fratelli, da Santo Lussurgiu nel 1952 (il padre era arrivato nel 1949, con in tasca la ricetta per la preparazione del provolone, ed aveva trovato lavoro nell’azienda casearia Perfect Cheese della famiglia Italiano), Angelo racconta che l’idea della rivista, l’aveva da tempo ma che si è potuta materializzare solo quando l’amico Paolo Lostia, allora e tuttora presidente della Sardinian Cultural Association, gli ha chiesto di prendere qualche nota sulla gita nel famoso centro per immigrati che ha ospitato tanti italiani nei primi Anni 50, da includere nel resoconto finanziario delle attività del circolo, da inviare alla Regione Sardegna. Pur essendo stato per molti anni amministratore finanziario di una grossa tipografi a, Angelo non era un informatico, ma scrivendo al computer le note prese a Bonegilla, si è reso conto che un programma già installato gli avrebbe permesso di scrivere direttamente in colonna, inserire le fotografie, impaginare la rivista, insomma avrebbe potuto fare un lavoro completo. Dopo una telefonata a Lostia e una riunione del Comitato per ratificare la decisione, la rivista era stata approvata e la prima edizione è uscita nel settembre 2006, il mese dopo la gita a Bonegilla che aveva permesso a tanti dei 37 presenti di rivivere emozioni e ricordi di un tempo passato. La rivista però era ancora senza un nome adeguato e l’SCA, organizzazione democratica per antonomasia, ha subito indetto un concorso. La scelta è ricaduta sul suggerimento di Donatella Flores e nel dicembre 2006 è uscita la prima edizione di Sa Oghe ‘la voce’ dell’Associazione culturale sarda. Coadiuvato dalla moglie Elaine, che il perenne volontario (Consiglio parrocchiale di Thornbury e leader degli Scout) ha conosciuto ad un ballo al Sacro Cuore di Preston, Angelo Ledda ha cominciato a produrre una rivista informativa che nel corso degli anni è cresciuta esponenzialmente, cominciando a venire distribuita non solo ai membri della SCA, ma alla comunità italo-australiana in generale e poi alle autorità della Regione Sardegna, ai media sardi e ai circoli sardi in Indonesia e Giappone. Angelo, un ‘tragico’ tifoso del Blues, che per anni ha vissuto con la famiglia in una casa a due piani a Garton Street e il sabato affacciato alla finestra assisteva alle partite dei mitici Blues a Princess Park, si è avvicinato al Circolo sardo nei primi Anni 80, diventando subito vice presidente (1984) e presidente l’anno successivo, sostituendo uno dei personaggi fondamentali dell’associazionismo sardo, Salvatore Useli. Angelo mi ha recentemente confidato che all’epoca del suo battesimo di fuoco con la SCA si era candidato come vice presidente perché pensava che ci fosse meno da fare. L’anno successivo come presidente si è ritrovato un mucchio di responsabilità, ma anche grandi soddisfazioni riuscendo a stabilizzare il circolo che era in difficoltà. Sbolognando (si fa per dire) il lavoro di presidente a Paolo Lostia qualche anno più tardi, probabilmente Angelo pensava di essersi liberato di un grande fardello, ma poi si è ritrovato con la responsabilità, sempre gradita, di produrre la rivista Sa Oghe. Come scrive correttamente il comune amico Lostia: “Siamo tutti indebitati con Angelo, per aver reso possibile questo memorabile anniversario, avendo mantenuto l’orgoglio delle sue origini sarde e il rispetto per la sua patria d’adozione e così facendo arricchendo l’Associazione Culturale Sarda. Come tutti i sardi di Melbourne, ma anche quelli in Giappone ed Indonesia, per non parlare dei media sardi (che ogni tanto riprendono gli articoli pubblicati da Sa Oghe) ci aspettiamo molte più edizioni di Sa Oghe, per molti e molti anni a venire.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *