UNO SCHIAFFO ALLE DONNE: CANCRO AL SENO, LA CAMPAGNA DEL MINISTERO E’ UNA VERGOGNA


di Claudia Sarritzu

Avevo 21 anni quando una sera facendomi la doccia ho sentito, palpandomi il seno sinistro, una massa dura ed estranea al mio corpo. L’Oriana (Fallaci) lo chiamava l’alieno, ed aveva ragione. Ti si intrufola dentro senza chiederti il permesso e sgretola la tua vita. Distrugge l’immaginazione. La paura del cancro è così forte che non vedi più l’oggi e il domani. Vivi solo il dolore che ti acchiappa e non ti molla più. Era il 20 dicembre, pochi giorni prima di Natale, ho prenotato una visita urgente e una ecografia: 3cmx3cm, grande e subdolo. A distanza di anni mi chiedo come sia stato possibile non accorgermi di lui mentre metteva radici? Prima dell’Epifania mi hanno operata. La mia storia è una storia a lieto fine: era benigno. Ma in quella camera nel reparto di senologia dell’ospedale Brotzu di Cagliari, su 4 donne, solo io ero salva. Le altre hanno subito una Mastectomia. Ricordo le lacrime infinite, inconsolabili, quei visi schiacciati nei cuscini. Durante il ricovero sono scesa nell’ade e ho capito cosa è il terrore di morire. Una signora durante la notte, ha urinato nel letto come una bambina. Chi ti vuole bene ti consiglia di dimenticare, io invece non voglio scordare nulla. Perché sono nata per la seconda volta dopo quella esperienza, e ogni giorno ringrazio il caso, il destino, la vita, di essere sana.

Ma arriviamo a noi: oggi mi sono imbattuta in questa notizia che è uno schiaffo, in questa foto che è una beffa. Anna Tatangelo, è stata scelta come testimonial della campagna ‘Nastro rosa’. Lilt e il Ministero della Salute non solo hanno offerto un’immagine sessualizzata della malattia (sarebbe bastata una foto del seno, il volto è superfluo e di certo di poco gusto se ha uno sguardo languido), ma hanno scelto una donna come la Tatangelo che si è sottoposta a un intervento di mastoplastica additiva, il massimo dell’insensibilità nei confronti di quelle donne che a causa della malattia il seno non ce l’hanno più perché sono state costrette ad asportarlo. Mi chiedo come lo Stato non abbia avuto la delicatezza per capire che quella donna non era la donna giusta. Le donne giuste, cara ministra Lorenzin (e lei è una donna, avrebbe dovuto capirlo), sono quelle in rinascita, che ce l’hanno fatta, che hanno masticato paura e coraggio, che hanno una protesi e che realmente possono spingere noi tutte alla prevenzione. Spero con tutto il cuore che questi manifesti vengano ritirati. Alla Tatangelo vorrei dire: niente di personale, ma una come te non può certo essere un modello educativo per la prevenzione al carcinoma. Continua a fare la modella, magari per i reggiseni.

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21 risposte a “UNO SCHIAFFO ALLE DONNE: CANCRO AL SENO, LA CAMPAGNA DEL MINISTERO E’ UNA VERGOGNA”

  1. Alla ministra Lorenzino, chiedersi di leggere questa lettera.
    Alla signora Tatangelo invece di vergognarsi, una che ha fatto mastectomia additiva non può fare da testimonial per la lilt e la ricerca sul cancro al seno.

  2. Certi personaggi che "decidono"..dovrebbero venire all’Oncologico…poche ore …Capirebbero in parte cosa sia combattere col Cancro…Altro che sciacquette sexi..che sfruttano tutto da sempre.Vergognoso e Insultante i pazienti oncologici….

  3. Io sono una fortunata come te. Non era al seno, ci è voluta un anno di chemio ed è rimasta solo qualche cicatrice . Ma ho vissuto e lottato per un anno vicino a tante donne meno fortunate. Le porto tutte con me. Si potrebbe creare un qualcosa, pagina, sito, evento, non me ne intendo molto, in cui le vere guerriere mettono la propria foto e raccontano la propria storia, così, per provare a dissipare la nebbia nel cervello del ministro?

  4. Non ho parole. Ho vissuto quell’esperienza, e descrivendola non farei che ripetere parole di terrore, dolore, umiliazione, senso di impotenza, mutilazione in tutti i sensi. Quell’immagine mi avvilisce, mi umilia, mi offende.

  5. Sono d’accordo, Luisa, che le precedenti campagne per la prevenzione dei tumori abbiano avuto ottimi risultati. Hanno raggiunto sicuramente una grande fetta della popolazione, e i numeri ne danno conferma, ma, ovviamente, ci sono fasce di popolazione alle quali i precedenti messaggi non sono ancora arrivati.
    La nuova campagna non si rivolge, ovviamente, a chi il tumore già lo combatte, e neanche a chi i controlli già li fa regolarmente, e neppure alle persone già ben informate su questi problemi – per il loro livello culturale, per l’ambiente che frequentano, per il lavoro che svolgono, per la loro brama di conoscenza, per la loro naturale curiosità, o per l’insieme di tutto questo ed altro ancora.
    Questa campagna (forse) vuole andare a cercare e a “colpire” quelle persone che finora non sono state neanche sfiorate dalle precedenti: per motivi culturali, di lavoro, di frequentazioni, di interessi intellettuali, di vita sociale, di preparazione scolastica, o, meglio, della loro scarsità o della loro assenza.
    C’è anche tanta gente, tantissima purtroppo, che ha come unico interesse “intellettuale e culturale” il GF, La pupa e il secchione, Sanremo, Affari Tuoi, ecc.
    Anche queste persone hanno diritto ad essere informate, loro malgrado, e questo è forse il target della nuova campagna di sensibilizzazione.
    E gli strumenti, le immagini, le parole di una campagna vengono studiati e scelti sulla base dell’obbiettivo che si vuole raggiungere.
    Oliviero Toscani docet.

  6. Gent. Sig. Pirastu, mi scuso se mi intrometto, ma io che amo Toscani e non guardo il grande fratello, non mi sento colpita da un’immagine che mi fa venire la voglia di comprarmi un reggiseno per contenere due polpette di silicone. Che facciamo con il target cui appartengo?

  7. O la campagna l’ha realizzata un fan partenopeo oppure un affiliato alla cosca D’Alessio (Gigi).
    Da Roma in su, la Tatangelo è ormai considerata una di quelle macchiette stile Cetto La Qualungue.

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