LA SCOPERTA DEI PERCORSI NATURALISTICI DEL SULCIS IGLESIENTE, UN LIBRO PREZIOSO DI ROBERTO CURRELI


di Claudio Moica

“La Sardegna ancora mi ricorda Malta. Persa tra Europa e Africa, appartiene a nessun luogo. Appartiene a nessun luogo, non essendo mai appartenuta a nessun luogo. Alla Spagna e agli Arabi e ai Fenici, più di tutto. Ma come se non avesse mai veramente avuto un destino. Nessun fato. Lasciata fuori dal tempo e dalla storia.” Come non essere d’accordo sulla descrizione fatta dallo scrittore David Herbert Lawrence sulla Sardegna e di come l’isola sia, per davvero, lasciata fuori dal tempo e dalla storia. Le edizioni Sulcis di Carbonia, con il patrocinio del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, hanno dato alle stampe una raccolta di articoli apparsi sul settimanale “La gazzetta del Sulcis Iglesiente” che ripercorrono i percorsi naturalistici e storico-archeologici del Sulcis- Iglesiente a firma del geologo Roberto Curreli e coordinati dal direttore del settimanale, Massimo Carta. È lo stesso direttore che nella presentazione del libro scrive “Il lavoro in argomento è una valida testimonianza del patrimonio naturalistico, ancorché ambientale e archeologico che la parte Sud Occidentale dell’Isola può vantare.” Quel territorio da sempre martoriato da disoccupazione e disagi sociali, che non trova un trampolino per far decollare il turismo, che non riesce a sviluppare un’idea imprenditoriale che sia frutto delle menti locali e che nasconde tesori che nessuno riesce a valorizzare. L’occhio attento del geologo Curreli riporta all’attenzione dei lettori quello che ogni giorno gli abitanti, ma anche gli amministratori, dovrebbero vedere e che purtroppo trascurano. “Monumenti naturali, – prosegue Massimo Carta – siti archeologici antichi, percorsi di rara bellezza, grotte di incomparabile suggestione sono un contorno di quel patrimonio archeologico industriale ereditato dalla disciolte società minerarie e intorno al quale il Parco Geominerario della Sardegna sta cercando di imbastire un discorso di riabilitazione e valorizzazione in chiave moderna, capace di farlo diventare “miniera” di cultura e di turismo.” Un discorso di riabilitazione, quello fatto dal Parco, che dura da anni e che lentamente speriamo giunga al traguardo o perlomeno il seme piantato attecchisca il più velocemente possibile. L’opera realizzata da Roberto Curreli non è semplicemente un voler ricordare ma soprattutto serve per mettere un punto fermo sulle potenzialità del Sulcis Iglesiente: non solo mare, spiagge e fabbriche ma monumenti naturali che sembrano voler urlare “noi siamo qui, guardate!”. Le descrizioni e i riferimenti storici sono precisi e puntuali e, il tutto, ampiamente valorizzato dalle immagini, magistralmente scattate da Morena Bonaccorsi “la quale, – scrive Massimo Carta – in quest’opera, è stata valida collaboratrice, mostrando raro intuito nel cogliere aspetti e particolari che solo personaggi dotati di particolare sensibilità riescono a fissare con l’obiettivo fotografico.” Un giusto connubio, una corretta mistura di immagini e parole che rendono il libro un oggetto da collezione e che non può mancare di certo nelle librerie degli appassionati del settore ma anche in quelle di coloro che amano davvero la Sardegna e non solo a parole. Nelle centocinque pagine che compongono il libro nulla è sfuggito alla curiosità e alla professionalità del Curreli tanto che sfogliandolo si sentono gli odori, si percepiscono i profumi di un’isola tra le più antiche del mediterraneo ma sempre giovane di nuove scoperte. Come una buona madre centellina i suoi tesori che regala solo a chi veramente vuole scoprirli. Questo lavoro, che merita di essere portato all’evidenza di tutti, fa risaltare una parte delle ricchezze nascoste del territorio sud occidentale dell’isola “e – come sottolinea il direttore della Gazzetta del Sulcis Iglesiente – non vuol essere esaustiva della materia trattata, semmai battistrada per altri futuri e più approfonditi lavori, capaci di far conoscere e valorizzare il patrimonio ambientale- naturalistico di cui è dotato il Sulcis Iglesiente.” Nulla di tutto questo si sarebbe potuto realizzare senza la grande sensibilità del commissario del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, Prof. Gian Luigi Pillola, e il direttore dello stesso Ente, dott. Francesco Usalla, i quali con la sensibilità che li contraddistingue hanno patrocinato la proposta della pubblicazione, particolare e unica del settore. Certamente i Sardi che avranno l’opportunità di leggere l’opera si troveranno arricchiti e pienamente orgogliosi della propria storia, per chi non è originario dell’isola, ma la ama, non potrà che essere stimolato ancor di più a visitarla in modo più assiduo e precisa portandosi via, come gadget, quest’opera che meglio di tutte descrive un territorio ancora da scoprire e valorizzare.

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